19 May, 2026 - 11:57

Norcia ritrova il suo Teatro Civico: il 24 maggio la rinascita simbolo della città dopo il sisma del 2016

Norcia ritrova il suo Teatro Civico: il 24 maggio la rinascita simbolo della città dopo il sisma del 2016

Domenica 24 maggio la città di Norcia riabbraccerà uno dei suoi luoghi più simbolici e identitari, chiuso dal terremoto del 2016 e oggi restituito alla comunità al termine di un complesso intervento di recupero e riqualificazione che segna una nuova tappa nel percorso di rinascita culturale e sociale della Valnerina.

L’inaugurazione ufficiale prenderà il via alle 15.30 con la cerimonia istituzionale, mentre alle 17.30 il sipario si alzerà sullo spettacolo “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame, diretto e interpretato da Matthias Martelli e prodotto dal Teatro Stabile di Torino insieme al Teatro Stabile dell’Umbria. Una scelta dal forte valore simbolico, che intreccia il linguaggio del teatro popolare con la spiritualità francescana e con il tema della ricostruzione morale e collettiva.

Un restauro da oltre 2,2 milioni di euro

L’intervento di recupero del Teatro Civico ha avuto un valore complessivo di 2.239.717,30 euro ed è stato interamente finanziato attraverso l’Art Bonus, il credito d’imposta introdotto dal decreto legge n. 83 del 31 maggio 2014, grazie al sostegno della famiglia Cucinelli e in particolare di Brunello Cucinelli, protagonista di un’operazione di mecenatismo contemporaneo che ha permesso di accelerare la restituzione alla città di uno dei suoi principali presidi culturali.

Il progetto ha riguardato l’intero edificio e non si è limitato a una semplice riparazione dei danni provocati dal sisma. Il cantiere ha infatti interessato il consolidamento strutturale dell’immobile con un significativo miglioramento della risposta sismica, il recupero architettonico delle superfici interne, il restauro degli intonaci e delle finiture storiche nel rispetto delle cromie originarie, oltre al completo rinnovamento degli impianti tecnologici.

Particolare attenzione è stata riservata alla qualità dell’esperienza teatrale, attraverso la riqualificazione acustica della platea e della galleria, la sostituzione delle poltrone e una nuova progettazione illuminotecnica integrata, pensata per valorizzare sia l’attività scenica sia gli elementi architettonici storici del teatro.

Il risultato è uno spazio moderno, sicuro e pienamente funzionale, in grado di ospitare spettacoli, concerti, rassegne ed eventi culturali di rilievo nazionale, restituendo a Norcia una struttura strategica per la vita culturale del territorio.

Un luogo simbolo della memoria nursina

La storia del Teatro Civico attraversa oltre due secoli di vicende cittadine e rappresenta, ancora oggi, uno dei principali simboli dell’identità culturale di Norcia.

La sua origine risale alla seconda metà del Settecento, quando venne realizzato per volontà del Prefetto della Montagna Angelo de’ Principi Altieri. Dopo il terremoto del 1859, l’edificio fu completamente ricostruito su progetto dell’architetto perugino Domenico Mollajoli e inaugurato il 28 agosto 1876 con “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi.

Nel corso del Novecento il teatro affrontò nuove difficoltà. Nel 1952 un devastante incendio compromise gravemente la struttura, che venne successivamente recuperata grazie a una lunga opera di ricostruzione conclusa tra il 1975 e il 1996, portando la capienza a circa cinquecento posti. Il terremoto del 2016 ha rappresentato l’ennesima ferita. La struttura, classificata con livello di danno B, subì il parziale crollo di una vela muraria sul lato di via Novelli, rendendo necessaria la chiusura e l’avvio di un nuovo complesso iter di recupero.

Oggi, a quasi dieci anni dal sisma, il Teatro Civico torna ad essere non soltanto un edificio recuperato, ma un autentico simbolo di resilienza collettiva.

Lo spettacolo inaugurale tra Dario Fo e San Francesco

Per la serata inaugurale è stato scelto “Lu Santo Jullàre Françesco”, opera di Dario Fo e Franca Rame diretta e interpretata da Matthias Martelli. Uno spettacolo che nel 2026 assume un significato ancora più profondo, intrecciandosi con tre importanti ricorrenze: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, i cent’anni dalla nascita di Dario Fo e i dieci anni dalla sua scomparsa.

L’opera ripercorre la figura del Santo di Assisi attraverso il linguaggio giullaresco e popolare tipico del teatro di Fo, restituendo un Francesco umano, rivoluzionario e contemporaneo, capace di parlare ancora oggi di pace, povertà, giustizia sociale e rapporto con il creato. Martelli costruisce un racconto teatrale che alterna ironia, satira, leggerezza e intensità emotiva, seguendo il modello del celebre “Mistero Buffo”.

Lo spettacolo si sviluppa attraverso un intreccio linguistico originale fatto di grammelot, volgare centroitaliano, inflessioni lombardo-venete e napoletane, trasformando la scena in un mosaico sonoro capace di attraversare epoche e culture.

La scelta di inaugurare il Teatro Civico con quest’opera assume dunque una forte valenza simbolica: riportare il teatro al centro della comunità attraverso una riflessione artistica sui valori dell’umanità, della solidarietà e della rinascita.

Un nuovo futuro per la cultura della Valnerina

La riapertura del Teatro Civico rappresenta molto più della conclusione di un cantiere. Per Norcia significa recuperare uno spazio di aggregazione, di produzione culturale e di socialità in un territorio che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con le ferite lasciate dal terremoto.

Il ritorno del teatro si inserisce all’interno di un più ampio percorso di rilancio della città e della Valnerina, dove la cultura torna a essere leva strategica per la rigenerazione urbana, economica e identitaria. Con il recupero del Teatro Civico, Norcia riaccende uno dei propri cuori simbolici, riaffermando il valore della memoria, della bellezza e della partecipazione collettiva come strumenti concreti di rinascita.

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Francesco Mastrodicasa
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