Attimi di tensione a Nocera Umbra, dove un tir si è ritrovato incastrato in una strettoia della frazione di Isola, tra un’abitazione privata e la vecchia chiesa del borgo. Una manovra azzardata o un errore di percorso hanno rischiato di trasformare un normale trasporto su gomma in un’emergenza di sicurezza urbana, con l’evacuazione immediata di una giovane madre e dei suoi due bambini piccoli.
Il mezzo pesante si è infilato in una via troppo stretta per le sue dimensioni, rimanendo letteralmente bloccato tra i muri in pietra tipici dei centri storici umbri. La cabina e il rimorchio hanno finito per occupare quasi interamente lo spazio disponibile, impedendo qualsiasi movimento sia in avanti che in retromarcia. L’ingresso dell’abitazione adiacente è stato quasi completamente ostruito dal tir, con evidenti rischi per la stabilità delle strutture e per l’incolumità degli occupanti.
L’allarme è scattato in pochi minuti. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di Gaifana, che hanno immediatamente valutato la situazione. Considerata la posizione del mezzo e la pressione esercitata sulle pareti degli edifici, è stata disposta in via precauzionale l’evacuazione dell’abitazione confinante. Una giovane donna e i suoi due figli piccoli sono stati accompagnati all’esterno per evitare qualsiasi rischio legato a cedimenti o movimenti improvvisi del camion.

Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente complesse. Per liberare il tir senza provocare ulteriori danni agli edifici circostanti è stato necessario richiedere il supporto dell’autogru proveniente dal comando provinciale dei Vigili del fuoco di Perugia. Il mezzo speciale, dotato di braccio telescopico ad alta capacità di sollevamento, è arrivato sul posto dopo l’attivazione della procedura di emergenza.
Il recupero è durato diverse ore. I pompieri hanno lavorato con estrema cautela, coordinando le manovre millimetro dopo millimetro. Prima di procedere allo spostamento del tir, sono stati effettuati controlli strutturali sulle pareti dell’abitazione e sull’edificio religioso per verificare eventuali lesioni o crepe. Solo dopo aver messo in sicurezza l’area, delimitata con transenne e nastro segnaletico, è iniziata la fase di sollevamento e riposizionamento del mezzo pesante.
Quando un tir rimane incastrato in una strettoia urbana, i Vigili del fuoco attivano una procedura operativa strutturata che mette al primo posto la sicurezza delle persone e la stabilità degli edifici coinvolti. Il primo passo è la valutazione del rischio: il capo squadra effettua un sopralluogo tecnico per comprendere i punti di pressione del mezzo pesante, verificare eventuali danni strutturali e stabilire se vi siano pericoli immediati di crollo.
In presenza di abitazioni adiacenti, come nel caso di Nocera Umbra, viene disposta l’evacuazione preventiva degli occupanti. Si tratta di una misura cautelativa fondamentale, soprattutto quando il camion ostruisce ingressi o esercita una spinta anomala sui muri portanti. Parallelamente, l’area viene isolata con un perimetro di sicurezza per impedire l’accesso ai non addetti ai lavori.
Successivamente si passa alla fase tecnica. I pompieri utilizzano cunei, martinetti idraulici e sistemi di ancoraggio per stabilizzare il mezzo e impedirne movimenti improvvisi. Se la situazione lo richiede, viene richiesta un’autogru, capace di sollevare parzialmente il tir o alleggerirne il peso per consentire manovre controllate. Tutte le operazioni vengono coordinate con comunicazioni costanti tra gli operatori, spesso supportate da rilievi visivi sulle strutture murarie.
Una volta liberato il mezzo, i Vigili del fuoco effettuano un’ulteriore verifica statica sugli edifici coinvolti. Solo dopo aver accertato l’assenza di pericoli residui viene autorizzato il rientro dei residenti. Questo protocollo dimostra come ogni intervento, anche quando non ci sono fiamme o esplosioni, richieda competenza tecnica, rapidità decisionale e un’attenzione assoluta alla tutela della vita umana.