26 Aug, 2026 - 15:50

Nidi, 260 nuovi posti richiesti da 21 Comuni umbri: dalla Regione 1,28 milioni l’anno per sostenere l’offerta

Nidi, 260 nuovi posti richiesti da 21 Comuni umbri: dalla Regione 1,28 milioni l’anno per sostenere l’offerta

Sono 260 i nuovi posti nei nidi e nei micronidi richiesti da 21 Comuni umbri nell'ambito della manifestazione di interesse promossa dalla Regione per ampliare l'offerta dei servizi educativi rivolti alle bambine e ai bambini fino a tre anni. Una domanda che restituisce, attraverso numeri concreti, la dimensione di un bisogno che attraversa territori molto diversi tra loro, dai centri più grandi ai Comuni di dimensioni più contenute, e che riguarda direttamente la possibilità per le famiglie di accedere a servizi per la prima infanzia.

Per sostenere l'intervento sono previsti 1.280.367 euro l'anno per i prossimi tre anni, destinati ad accompagnare i Comuni nelle spese legate ai servizi. Le richieste si riferiscono agli anni educativi 2026/2027 e 2027/2028 e rientrano nel programma regionale Umbria Fondo sociale europeo Plus 2021-2027, Asse Occupazione, obiettivo specifico c).

Il risultato della prima fase della manifestazione di interesse arriva al termine di una procedura aperta dalla Regione lo scorso luglio e chiusa il 24 agosto. La misura si inserisce in un intervento più ampio da 6 milioni di euro approvato dalla Giunta regionale per l'ampliamento dell'offerta di posti nei nidi e micronidi comunali, con l'obiettivo di rafforzare i servizi per la prima infanzia e sostenere le famiglie.

Barcaioli: “Il bisogno delle famiglie è ampio e diffuso”

A commentare gli esiti della manifestazione di interesse è l'assessore regionale all'Istruzione, Fabio Barcaioli, che sottolinea il valore della risposta arrivata dai territori.

“Le 260 richieste arrivate dai Comuni confermano che il bisogno di nuovi posti nei servizi per la prima infanzia è ampio e diffuso. Siamo soddisfatti della risposta, perché dimostra che creare nuovi posti nei nidi e nei micronidi significa rispondere a una necessità reale delle famiglie umbre. Stiamo lavorando per rafforzare le opportunità educative nei primi anni di vita e per fare dell’Umbria una regione capace di trattenere e attrarre nuove generazioni”.

Nella lettura della Regione, dunque, il dato delle 260 richieste non rappresenta soltanto l'esito amministrativo di una manifestazione di interesse, ma un indicatore della domanda di servizi che arriva direttamente dai Comuni. L'ampliamento dei posti disponibili viene considerato uno degli strumenti attraverso i quali intervenire sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro e, più in generale, sulle condizioni che possono incidere sulle scelte delle giovani famiglie.

La distribuzione dei nuovi posti sul territorio

Le richieste presentate dai 21 Comuni mostrano una distribuzione articolata dell'esigenza. Assisi è l'amministrazione che ha richiesto il maggior numero di posti, 58, seguita da Valfabbrica con 36 e Perugia con 32. A Castiglione del Lago sono stati richiesti 18 posti, mentre Castel Viscardo ne ha indicati 14. Seguono Città di Castello e Todi, con 11 posti ciascuno, Montecchio, Orvieto e San Venanzo, con 10 posti ciascuno, e Porano, con 7.

La richiesta è stata inoltre presentata da Castel Ritaldi, con 6 posti, Bastia Umbra e Spoleto, con 8 posti ciascuno, Gubbio e Foligno, rispettivamente con 5 posti ciascuno. Completano il quadro Allerona, con 3 posti, Baschi, Fabro, Gualdo Tadino e Monte Santa Maria Tiberina, con 2 posti ciascuno.

La distribuzione conferma quindi una domanda non concentrata esclusivamente nei maggiori centri urbani. Le esigenze emergono anche nei territori più piccoli, dove la disponibilità di servizi educativi per la prima infanzia può assumere un peso particolarmente rilevante nell'organizzazione quotidiana delle famiglie.

Un intervento finanziato dal Fondo sociale europeo Plus

Le risorse utilizzate per la misura provengono dal Programma regionale Umbria Fondo sociale europeo Plus 2021-2027. L'avviso regionale è stato pubblicato il 22 luglio e prevedeva la presentazione delle domande da parte dei Comuni fino alle ore 12 del 24 agosto.

L'intervento regionale era stato definito dalla Giunta nel giugno scorso, quando erano stati approvati i criteri per l'ampliamento dell'offerta dei posti nei nidi e micronidi comunali. La misura complessiva dispone di 6 milioni di euro e punta a finanziare fino a 560 posti a tempo pieno equivalenti per ciascun anno educativo, secondo i criteri stabiliti dall'avviso.

L'obiettivo dichiarato è quello di aumentare la disponibilità di posti rispetto all'anno educativo 2025/2026, mantenendo l'incremento anche per il successivo anno educativo. La misura prevede inoltre condizioni specifiche a sostegno dei nuclei familiari con gli indicatori economici più bassi.

Nidi, lavoro e sostegno alle famiglie

Dietro la questione dei posti disponibili nei nidi c'è però un tema che va oltre l'organizzazione dei servizi comunali. La possibilità di accedere a un servizio educativo per la prima infanzia incide infatti sulla gestione del tempo familiare, sulla possibilità per i genitori di lavorare e sulle condizioni complessive nelle quali una coppia può affrontare la scelta di avere figli.

La Regione ha inserito il potenziamento dei servizi per l'infanzia all'interno di una strategia più ampia dedicata all'istruzione e alle giovani generazioni. Nel marzo scorso, presentando il proprio piano scuola, l'amministrazione regionale aveva indicato nidi, trasporti, tempo integrato e comunità educanti tra gli ambiti prioritari di intervento, nell'ambito di un investimento complessivo di 22 milioni di euro del Fondo sociale europeo.

In questo quadro, l'ampliamento dell'offerta dei nidi rappresenta una delle misure attraverso cui la Regione intende intervenire su un problema che presenta una dimensione sia educativa sia sociale ed economica.

La prima fase non esaurisce l'intervento

La Regione ha già indicato che la manifestazione di interesse appena conclusa non rappresenta la fase definitiva del percorso.

“Il lavoro non si ferma con questa prima fase. Diversi Comuni interessati ad ampliare i propri servizi non hanno potuto partecipare perché al momento della domanda non disponevano ancora dei requisiti previsti dall’avviso. A dicembre riapriremo i termini per consentire anche a queste amministrazioni di presentare i propri progetti. Nei prossimi mesi, inoltre, sarà pubblicato un nuovo bando dedicato alla fascia 0-6 anni, così da ampliare ulteriormente gli interventi a sostegno dei servizi educativi per l’infanzia”.

L'intenzione è quindi quella di utilizzare la prima tornata di adesioni come un passaggio all'interno di un percorso più ampio. La riapertura dei termini prevista per dicembre dovrebbe consentire di coinvolgere anche amministrazioni che non hanno potuto presentare domanda nella prima fase per la mancanza dei requisiti richiesti. A questa nuova finestra dovrebbe inoltre affiancarsi un ulteriore intervento rivolto alla fascia 0-6 anni, ampliando così il perimetro delle politiche regionali dedicate all'educazione nella prima infanzia.

“Vogliamo dare a tutti i territori” la possibilità di ampliare l'offerta

L'obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di evitare che la disponibilità dei servizi educativi rimanga legata esclusivamente alle capacità finanziarie dei singoli territori.

“Vogliamo dare a tutti i territori che ne hanno necessità la possibilità di accedere alle risorse e ampliare l’offerta. In un contesto nazionale nel quale le risorse per l’educazione non sono ancora sufficienti a rispondere ai bisogni dei territori e delle famiglie, la Regione sceglie di intervenire per colmare carenze che nel tempo sono diventate strutturali e per rafforzare le condizioni educative e sociali delle nuove generazioni”, conclude l’assessore Barcaioli.

Il passaggio sottolinea uno degli aspetti centrali della misura: sostenere economicamente i Comuni nella costruzione e nel mantenimento di un'offerta che, senza un intervento pubblico, rischierebbe di rimanere disomogenea tra territori.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE