Si rafforza in Umbria la cultura della prevenzione oncologica anche attraverso l’informazione. Entra infatti nel vivo il protocollo d’intesa “Neo amico mio giornalista”, siglato lo scorso ottobre tra l’Associazione Umbra per la Lotta Contro il Cancro (Aucc) e l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, che dal 31 gennaio offrirà ai giornalisti iscritti la possibilità di sottoporsi a visite dermatologiche gratuite per la prevenzione dei melanomi.
Un’iniziativa che unisce tutela della salute, formazione professionale e responsabilità sociale, e che rappresenta il primo accordo di questo tipo a livello nazionale.
Il debutto operativo del protocollo è fissato per venerdì 31 gennaio, quando tutti i giornalisti iscritti all’Ordine potranno recarsi nella sede Aucc di Perugia, in Strada La Torretta 2/b, e sottoporsi a controlli dermatologici gratuiti dalle ore 9.00 alle 14.00.
Le visite saranno effettuate dai dottori Giulio e Chiara Franceschini, dermatologi che collaborano da anni con l’associazione, riconosciuti per competenza ed esperienza in ambito di prevenzione oncologica.
Alle ore 9.00 è prevista l’inaugurazione ufficiale del protocollo alla presenza dei presidenti di Aucc, Giuseppe Caforio, e dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Luca Benedetti, oltre ai dermatologi Franceschini e al personale Aucc.
L’iniziativa non si limiterà al capoluogo regionale. È già stata fissata anche la data per Terni, dove il protocollo sarà attuato il 28 febbraio presso la sede Aucc di via degli Oleandri, 39.
L’obiettivo è garantire una copertura territoriale e consentire al maggior numero possibile di professionisti dell’informazione di accedere ai controlli, rafforzando così la rete di prevenzione su scala regionale.
Il protocollo “Neo amico mio giornalista” nasce con un obiettivo chiaro: contrastare i melanomi attraverso la diagnosi precoce e la sensibilizzazione. Il melanoma è una delle forme più aggressive di tumore della pelle, ma è anche altamente curabile se individuato in fase iniziale.
“La prevenzione è la prima arma contro il cancro”, sottolineano da Aucc. E in questo senso, coinvolgere i giornalisti significa moltiplicare l’effetto: non solo tutelare chi ogni giorno racconta la realtà, ma anche metterli nelle condizioni di informare meglio la popolazione.
Uno degli aspetti più innovativi dell’accordo è proprio questo: valorizzare il ruolo dei giornalisti come veicolo di informazione sanitaria corretta. Il protocollo prevede infatti anche momenti di formazione professionale sui temi della salute, della ricerca e delle cure oncologiche.
“Un giornalista informato è un cittadino più consapevole e un comunicatore più responsabile”, è il principio che ispira l’iniziativa. In un’epoca di sovraccarico informativo e fake news, soprattutto in ambito medico, la qualità dell’informazione diventa essa stessa strumento di prevenzione.

Il protocollo ha una durata triennale e si inserisce nel calendario degli eventi celebrativi per i 40 anni di attività di Aucc, un traguardo importante per una realtà che da decenni opera al fianco dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.
Quarant’anni di impegno sul territorio, tra assistenza, prevenzione, sostegno psicologico e promozione della ricerca. “Questo accordo – spiegano dall’associazione – è un modo concreto per continuare a mettere la persona al centro”.
All’iniziativa ha aderito anche la Regione Umbria, che ha riconosciuto il valore di alleanze come questa, capaci di mettere insieme sanità, informazione e società civile.
“Sono proprio queste sinergie – viene sottolineato – a rendere più efficace la prevenzione, perché uniscono competenze diverse intorno a un obiettivo comune: il diritto alla cura e alla salute”.
Un riconoscimento istituzionale che rafforza il profilo dell’accordo e ne sottolinea la valenza strategica.
Non è un dettaglio che questo sia il primo protocollo del genere in Italia. La collaborazione strutturata tra un’associazione oncologica e un Ordine dei giornalisti segna un passaggio culturale: la salute non è solo questione di medici e pazienti, ma anche di comunicazione, consapevolezza, responsabilità collettiva.
In questo senso, “Neo amico mio giornalista” non è solo un progetto sanitario, ma anche un modello replicabile.
In un tempo in cui la sanità è spesso al centro di polemiche, carenze e difficoltà, iniziative come questa dimostrano che è possibile costruire risposte concrete partendo dal territorio e dalle professioni.
“Prevenire è meglio che curare” non è solo uno slogan, ma una strategia. E se la prevenzione passa anche da una corretta informazione, allora coinvolgere i giornalisti è una scelta lungimirante.
Il 31 gennaio, a Perugia, non sarà solo una giornata di visite. Sarà il primo passo di un percorso che mette insieme salute, etica e informazione. E che, in tempi come questi, non è poco.