01 Sep, 2026 - 19:45

Narni, la Società agricola 'Le Mole' presenta ricorso al Tar contro l'Avviso del Comune

Narni, la Società agricola 'Le Mole' presenta ricorso al Tar contro l'Avviso del Comune

'Le Mole di Narni', lungo le acque del Nera a poca distanza dal borgo di Stifone,  rappresentano uno dei siti naturalistici più amati dell'Umbria. Proprio su quest'area tra Comune di Narni e Società Agricola 'Le Mole Srl' rischia di innescarsi una battaglia legale. Al centro c'è un Avviso pubblicato dall'ente che, sostengono Società agricola e proprietario del compendio a ridosso del fiume, Alvaro Caponi, contemplerebbe "beni e attività" della stessa Società, senza che sia stata interpellata. "Una proprietà privata non può essere inserita in un progetto di gestione pubblica senza coinvolgere proprietario e soggetto che la gestisce" sottolineano, annunciando di aver presentato, lo scorso 28 agosto, ricorso al Tar dell'Umbria contro il Comune di Narni. L'udienza è stata fissata per il prossimo 22 settembre.

L'Avviso del Comune e il ricorso al Tar 

L'Avviso in questione è datato 13 luglio 2026 e pubblicato dal Comune per reperire manifestazioni d'interesse da parte di associazioni ed enti del terzo settore al fine della co-progettazione e valorizzazione del sistema 'Gole del Nera – Borgo di Stifone – Le Mole'. Secondo i ricorrenti l’area denominata 'Le Mole di Narni' coincide con il compendio immobiliare di proprietà Caponi, "concesso in affitto agrario alla Società Agricola Le Mole S.r.l., che vi esercita attività agricole, agrituristiche, turistico-ricreative e di valorizzazione ambientale ed è, secondo quanto riportato nel ricorso, titolare del marchio registrato 'Le Mole di Narni'" senza aver prima avuto confronti con la proprietà. Su questo i ricorrenti chiedono al Tar, "in via cautelare, di sospendere l’efficacia della procedura" e "di annullare gli atti impugnati, integralmente oppure nella parte relativa alle Mole".

Il nodo piattaforma. I ricorrenti: "Non è stata realizzata per la libera fruizione"

Nel ricorso particolare attenzione viene dedicata alla piattaforma che, asseriscono, insisterebbe anch'essa su un terreno di proprietà di Caponi. Viene inoltre sollevata un'osservazione anche sul fronte della sicurezza e della destinazione poiché, aggiungono, "la piattaforma sarebbe stata originariamente progettata e realizzata per funzioni di controllo, presidio e polizia fluviale e manutenzione dell'asta idraulica, e non quale struttura destinata alla libera fruizione turistico-ricreativa" affermando che "prima di un eventuale utilizzo pubblico, sarebbero necessarie verifiche sulla sicurezza statica, sui collaudi e sulla conformità urbanistico-edilizia del manufatto". 

Contestata anche la procedura dell'Avviso

Il ricorso non si limita alla questione della proprietà delle Mole. Viene anche contestata la procedura stessa dell'Avviso di co-progettazione che, dicono, "presenterebbe caratteristiche fortemente competitive" in merito ad "alcuni requisiti e criteri" che "potrebbero comprimere la partecipazione e alterare la parità di trattamento".

Ai giudici amministrativi viene richiesto di "intervenire anche in via cautelare, prima della decisione definitiva nel merito" poiché, spiegano, "la prosecuzione della procedura potrebbe condurre alla selezione degli Enti del Terzo Settore, all'avvio dei tavoli di co-progettazione, alla definizione del progetto e alla successiva convenzione, con effetti sull'area delle Mole che i ricorrenti ritengono difficilmente reversibili". 

La Società fa infine sapere che è stata anche richiesta al Tar una verifica o consulenza tecnica d'ufficio "per accertare, tra l'altro, l'esatta individuazione catastale delle aree, la disponibilità giuridica della piattaforma da parte del Comune, la conformità dell'opera ai titoli edilizi, la sua destinazione funzionale originaria e le effettive condizioni di stabilità e sicurezza rispetto all'uso pubblico programmato".

Società agricola: "Non siamo contrari alla valorizzazione delle Gole del Nera"

Dalla Società agricola 'Le Mole' hanno spiegato che "la decisione di rivolgerci al Tar non nasce dalla volontà di ostacolare la valorizzazione delle Gole del Nera, di Stifone o del territorio narnese. Al contrario - affermano -, riteniamo che un patrimonio di tale importanza debba essere valorizzato attraverso progetti seri, trasparenti e rispettosi delle regole" aggiungendo che "Saranno i giudici, ai quali riponiamo piena fiducia, a stabilire se le nostre contestazioni siano fondate".

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Sara Costanzi
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