26 Aug, 2026 - 12:48

Narni, due giorni nel segno di San Francesco a 800 anni dalla morte: tra storia, immagini e una domanda sul futuro

Narni, due giorni nel segno di San Francesco a 800 anni dalla morte: tra storia, immagini e una domanda sul futuro

Ottocento anni dopo la sua morte, San Francesco continua a essere una figura capace di generare domande che vanno ben oltre la dimensione religiosa. È in questo spazio, tra memoria storica e interrogativi contemporanei, che si colloca il progetto promosso a Narni dall’associazione Progetto Paideia, in collaborazione con l’associazione Corsa all’Anello e con l’Istituto Beata Lucia, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo.

Il titolo scelto per il percorso è già una dichiarazione d’intenti: “Una voce dal passato per un futuro possibile”. Non soltanto il ricordo di una figura vissuta nel XIII secolo, dunque, ma il tentativo di capire se quella voce possa ancora essere ascoltata e interpretata nel presente.

Il programma si svilupperà attraverso due appuntamenti principali, venerdì 4 e sabato 5 settembre, mettendo insieme approfondimento storico e linguaggio audiovisivo. Un percorso che parte dalla parola e dalla ricerca per arrivare alle immagini, con l'obiettivo di riportare Francesco fuori da una rappresentazione esclusivamente iconografica e trasformarlo nuovamente in una figura da interrogare.

Il primo appuntamento: “La nudità di Francesco”

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre alle ore 17, nella sala dell'ex refettorio di Palazzo dei Priori, sede del Digipass di Narni.

Qui si terrà la conferenza “La nudità di Francesco”, affidata allo storico e scrittore Marco Bartoli. L'incontro, inserito nel progetto dedicato agli 800 anni dalla morte di Francesco, affronta uno degli episodi e dei simboli più radicali della sua esperienza personale: la scelta della nudità come gesto di rinuncia, di distacco e di rottura con il sistema di valori nel quale era cresciuto.

Il tema consente però di andare oltre la semplice ricostruzione dell'episodio. La nudità di Francesco può essere letta infatti come una delle immagini più forti della sua scelta di spogliarsi progressivamente delle certezze, dei beni e dello status sociale che avevano caratterizzato la sua vita precedente. È proprio la distanza tra l'immagine consolidata del santo e l'uomo che compie scelte estremamente concrete a rendere il tema particolarmente significativo.

Tornare alla storia significa, in questo caso, provare a restituire complessità a una figura che nei secoli è stata trasformata in simbolo, fino a rischiare di perdere la dimensione umana e conflittuale della sua vicenda.

Francesco oltre l'immagine del santo

Il progetto narnese sembra muoversi proprio lungo questa linea: non limitarsi a riproporre una figura già conosciuta, ma provare a rileggerla attraverso questioni che appartengono anche al presente. Francesco visse in una società attraversata da profonde trasformazioni economiche, sociali e religiose. La sua scelta di povertà e semplicità si inserì in un contesto nel quale la crescita delle città, l'espansione dei commerci e la trasformazione dei rapporti sociali stavano modificando rapidamente l'Europa medievale.

Rileggere oggi quella scelta non significa necessariamente attribuirle una risposta contemporanea precostituita. Significa piuttosto osservare come una persona possa mettere in discussione il proprio modello di vita e trasformare una scelta individuale in un messaggio destinato a superare i confini del proprio tempo.

Dal racconto storico alle immagini

Il secondo appuntamento porterà il progetto su un terreno completamente diverso. Sabato 5 settembre alle ore 17, nella sala Bravi dell'Istituto Beata Lucia, è infatti prevista l'inaugurazione della rassegna nazionale audiovisiva “Still Creatures”, a cura di Raffaello De Turres e Francesco Costanza. L'appuntamento rappresenta il secondo capitolo del progetto “Ottocento anni dalla morte di San Francesco, una voce dal passato per un futuro possibile”, promosso da Progetto Paideia.

Il passaggio alla dimensione audiovisiva non è soltanto una scelta di linguaggio. È anche il tentativo di verificare come un messaggio nato otto secoli fa possa essere tradotto attraverso sensibilità, tecnologie e strumenti espressivi contemporanei.

La rassegna si inserisce inoltre in un fine settimana particolarmente ricco per Narni, che dal 3 al 6 settembre ospiterà la sesta edizione del Festival delle Arti del Medioevo, dedicata nel 2026 a Giovanni Boccaccio e al tema “La storia, le storie: tra letteratura e verosimiglianza”.

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Francesco Mastrodicasa
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