11 Mar, 2026 - 21:00

Motori e Solidarietà: a Magione la sesta edizione di "Sport Therapy Day"

Motori e Solidarietà: a Magione la sesta edizione di "Sport Therapy Day"

Il rombo dei motori come medicina per l'anima, l’adrenalina della pista come strumento di resilienza. Domenica 15 marzo, l’Autodromo "Mario Umberto Borzacchini" di Magione si trasformerà nuovamente nel palcoscenico della sesta edizione dello Sport Therapy Day. Dalle ore 11 alle 14, i cordoli del celebre circuito umbro non ospiteranno solo una competizione sportiva, ma un evento di profonda solidarietà dedicato ai pazienti oncologici e al sostegno dell'Aucc (Associazione Umbra per la Lotta contro il Cancro).

L’iniziativa, che è nata dalla determinazione e dalla passione della pilota Deborah Broccolini, punta a offrire un’esperienza fuori dal comune: permettere a chi sta affrontando la battaglia contro il cancro di salire a bordo di supercar e auto da competizione. Ferrari, Abarth e bolidi da pista, guidati da piloti professionisti, saranno a disposizione dei partecipanti per giri mozzafiato in totale sicurezza. L’obiettivo dichiarato è semplice ma ambizioso: spezzare la routine delle terapie e regalare ore di autentica spensieratezza.

La genesi di un progetto del cuore

Il progetto affonda le sue radici nella storia personale della sua ideatrice. Durante la conferenza stampa di presentazione a Perugia, Deborah Broccolini ha condiviso infatti con commozione il proprio percorso: "Il mio incontro-scontro con il tumore è iniziato nel 2016", ha raccontato. Nonostante lo shock della diagnosi e le successive ricadute, la pilota non ha mai abbandonato il volante. Le corse automobilistiche sono state per lei non solo un hobby, ma un alleato terapeutico fondamentale per mantenere alta la motivazione e la voglia di lottare. Da questa esperienza è nata la volontà di mettere la propria passione al servizio degli altri, trasformando la velocità in un messaggio di speranza.

Scienza e Territorio: un fronte comune

L’evento gode di un solido supporto istituzionale e scientifico. Alla presentazione ufficiale hanno partecipato figure di spicco della sanità e della ricerca umbra, tra cui il presidente dell'Aucc, Giuseppe Caforio, e rappresentanti del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, come la professoressa Maria Agnese Della Fazia e il professor Giuseppe Servillo. La loro presenza sottolinea quanto manifestazioni di questo tipo siano vitali per il tessuto sociale: non si tratta solo di intrattenimento, ma di un’azione concreta che unisce prevenzione, vitalità e supporto alla ricerca scientifica.

Il presidente Caforio ha evidenziato come lo Sport Therapy Day sia capace di "dare gambe alla lotta contro il cancro". I fondi raccolti durante la giornata saranno infatti interamente devoluti all'Aucc, finanziando sia i servizi di assistenza domiciliare e psicologica per i malati, sia le attività del laboratorio di patologia generale dove i ricercatori lavorano quotidianamente per trovare nuove cure.

Più di una corsa: una lezione di vita

Lo Sport Therapy Day si configura come una vera e propria "terapia del sorriso". Per un paziente, poter guardare oltre l'orizzonte della malattia e vivere il brivido della velocità significa riappropriarsi di una parte di vita che spesso il cancro tenta di oscurare. Deborah Broccolini lo sa bene: "Bisogna apprezzare la bellezza della vita anche nei momenti più duri". Questa iniziativa trasforma l’adrenalina in una medicina potente, capace di restituire speranza e dignità a chi affronta quotidianamente sfide difficili, ricordando a tutti che la forza interiore può superare ogni ostacolo fisico, grazie al calore umano e alla condivisione.
L'evento si concluderà con un momento di riconoscimento per tutti i volontari, gli sponsor e i sostenitori che hanno reso possibile l'organizzazione. La pilota ha voluto ringraziare personalmente ogni collaboratore con una pergamena, simbolo di una comunità che non si arrende. Partecipare domenica a Magione significa dunque non solo godersi lo spettacolo automobilistico, ma contribuire attivamente a un progetto che vede nella ricerca l'unica vera strada per sconfiggere definitivamente la malattia.

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Emanuele Giacometti
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