Nella terra tra borghi mediavali e paesaggi mozzafiato anche la cultura occupa un posto di rilievo. L'Umbria è anche arte e spiritualità e terra di mostre. Vale la pena allora dare uno sguardo anche alle principali esposizioni in cui rifocilare l'anima. Ecco in quest'articolo alcune mostre imperdibili nel mese di marzo in Umbria.
Dal 15 marzo al 15 giugno 2025, a Perugia presso la Galleria Nazionale dell’Umbria, è possibile visitare la mostra "Fratello Sole, Sorella Luna. La Natura nell’Arte, tra Beato Angelico, Leonardo e Corot", che viene allestita in occasione dell’ottavo centenario dalla composizione del Cantico delle Creature di san Francesco d’Assisi. La mostra curata da Costantino D'Orazio, Veruska Picchiarelli, Carla Scagliosi, proporrà dipinti, disegni, incisioni, sculture e volumi a stampa di alcuni tra gli artisti più celebri della storia dell'arte italiana ed europea.
Tra le opere più significative esposte a Perugia sarà possibile ammirare il Giudizio Universale di Beato Angelico, prestito del Museo di San Marco di Firenze; dalla Galleria dell'Accademia di Firenze arriva l'enigmatica Tebaide di Paolo Uccello. Le Gallerie dell'Accademia di Venezia hanno prestato il San Girolamo di Piero della Francesca che dialogherà con lo stesso soggetto dipinto circa cinquant'anni dopo da Lorenzo Lotto, proveniente da Castel Sant'Angelo a Roma.
"Con questa iniziativa - afferma Costantino D'Orazio - la Galleria Nazionale dell'Umbria si conferma museo di livello internazionale, capace di costruire un dialogo con le principali istituzioni museali italiane e straniere. Un 'fare rete' che contribuisce non solo alla valorizzazione delle collezioni, ma che è in grado di stimolare studi e ricerche per offrire ai visitatori un'esperienza che sappia parlare a tutti e dove tutti possono trovare una motivazione per tornare e per consigliarla".
Dall'8 marzo fino al 5 aprile 2025, sarà possibile entrare nel mondo dell'arte contemporanea con InDIVENIRE. La mostra, parte integrante del progetto CASSANDRE, un ciclo espositivo che esplora, attraverso l'arte contemporanea, le molteplici istanze della condizione femminile, ha avuto una data simbolica come inizio.
SCD Studio ha voluto celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne con l'inaugurazione del progetto e con la mostra InDivenire, presso la sede di via Bramante 22N a Perugia. InDIVENIRE è stata curata da Barbara Pavan, include le opere di Isobel Blank, Susanna Cati, Monica Giovinazzi e Andi Kacziba, artiste che nonostante medium e linguaggi differenti indagano il concetto di trasformazione.
La mostra si ispira al concetto sanscrito di samskara, termine che racchiude in sé i significati di "trasformazione", "modificazione" e "cambiamento interiore"; si tratta di un processo di evoluzione che si manifesta nelle esperienze, nei riti di passaggio e nelle tracce lasciate nel tempo. Il percorso, attraverso le opere delle quattro artiste invitate, si schiude in un dialogo tra dimensione individuale e collettiva, tra sfera intima e sociale con un invito per chi osserva a un confronto sulle diverse chiavi di lettura della trasformazione in relazione alla condizione umana e, in particolare, femminile.
Dal 9 marzo al 13 aprile, il Palazzo della Penna - Centro per le Arti Contemporanee ospita "Vita, morte, miracoli", un'esposizione che si propone di esplorare la condizione umana attraverso la scultura. La mostra, curata da Chiara Guidoni e realizzata in collaborazione con Indigo Art Gallery, vede protagonisti Davide Dormino e Francesco Petrone, due artisti che utilizzano il linguaggio della materia per interrogarsi sulla vita, la morte e il significato dei segni lasciati nel tempo.
La scultura si confronta con lo spazio e la materia, evocando la presenza umana in modo tangibile. Dormino e Petrone adottano un approccio che non si limita alla riproduzione del reale, ma lo trascende attraverso forme che oscillano tra il figurativo e il concettuale. Le loro opere portano i segni del gesto, del processo, della volontà di lasciare un'impronta nel mondo. "Le opere sono il negativo dei loro corpi", suggerisce il percorso espositivo, che enfatizza il legame tra l’atto creativo e l’umanità che lo genera.
Ogni opera è quindi un manifesto di presenza e assenza, un gioco di pieni e vuoti che richiama il ciclo della vita. Il materiale utilizzato (ferro, bronzo, cemento) è anch'esso un modo di raccontare la resistenza e la fragilità dell'esistenza. Alcune sculture si impongono nello spazio con la loro monumentalità, mentre altre giocano con equilibri precari, suggerendo un'instabilità che rispecchia la condizione umana.
Per chiudere ecco una mostra che va a concludere il mese di marzo: dal 15/02/2025 al 30/03/2025 a Narni Scalo (TR) c'è "Time Within the Signs", ossia il primo group show di THEPÒSITO Art Space. La mostra racchiude le opere di tre artiste (Erica Ferraroni, Laura Santamaria e Meri Tancredi) in un dialogo che esplora Tempo e Cosmo reinterpretando la figura oracolare.
Il concetto che si cela dietro al progetto è quello per cui l'artista si mostra come un oracolo contemporaneo, capace di trasformare la percezione del mondo in un linguaggio che sfugge alla linearità e alla certezza, con una riflessione profonda da fare sul rapporto tra tempo, realtà e immaginazione.
È compito dell’osservatore cercare di cogliere gli indizi e interpretare ciò che viene mostrato, dato che l'opera non si limita a raccontare una storia già definita, ma agisce come una traccia aperta. Il titolo della mostra "Time Within the Signs" suggerisce questa tensione tra la necessità di interpretare il presente e la volontà di intravedere nel tempo segni che possano guidarci.