02 Sep, 2026 - 15:00

Morti sospette di cani e gatti tra Gualdo Tadino e Valfabbrica: Animal Mind incarica l’avvocata Valeria Passeri

Morti sospette di cani e gatti tra Gualdo Tadino e Valfabbrica: Animal Mind incarica l’avvocata Valeria Passeri

Prima Tina, poi Romeo. Due cani accolti da una volontaria dell’associazione Animal Mind Italia ODV ETS, entrambi in attesa di una nuova famiglia, sono morti in circostanze che hanno fatto nascere il sospetto di un possibile avvelenamento.

Tina era una segugia di circa dodici anni. Dopo una lunga permanenza in canile era stata adottata, ma aveva poi perso il proprio proprietario. L’associazione aveva continuato a seguirla fino ad affidarla temporaneamente a una volontaria di Gualdo Tadino.

Anche Romeo aveva perso la proprietaria ed era stato preso in carico dall’associazione. Dopo un iniziale carattere diffidente, si era progressivamente abituato alla nuova situazione.

Ora entrambi sono morti. Le cause, però, non sono ancora state accertate definitivamente.

È questo il punto che deve restare fermo: al momento si parla di sospetto avvelenamento, mentre saranno gli esami necroscopici e tossicologici a chiarire che cosa sia realmente accaduto.

Prima Joy e Cico, poi Tina e Romeo

La preoccupazione dell’associazione nasce anche dal fatto che questi episodi non sarebbero isolati.

Animal Mind Italia riferisce infatti di altre morti sospette nella zona compresa tra Gualdo Tadino e Valfabbrica: prima Joy, un cane ancora giovane, poi Cico, quindi il ricovero di Romeo e infine le morti di Tina e dello stesso Romeo.

A questo si aggiungono segnalazioni relative a gatti scomparsi o trovati morti, circostanze che hanno spinto i volontari a chiedersi che cosa stia accadendo in quest’area.

L’associazione ha quindi incaricato l’avvocata Valeria Passeri di seguire gli adempimenti e le eventuali azioni legali.

Nel frattempo resta l’attesa per i risultati degli accertamenti veterinari, indispensabili per trasformare un sospetto in un fatto scientificamente e giuridicamente accertato.

Il precedente di Caprara: una decina di gatti morti o scomparsi

Negli ultimi mesi il territorio gualdese aveva già registrato episodi che avevano suscitato forte preoccupazione.

A Caprara, tra la fine di maggio e l’inizio dell’estate, circa dieci gatti erano morti o scomparsi. Cinque erano stati ritrovati senza vita, mentre degli altri si erano perse le tracce.

Animal Mind Italia aveva chiesto l’intervento dell’Asl Umbria 1 e tre carcasse erano state sottoposte ad accertamenti tossicologici. Le analisi avevano escluso l’ipotesi iniziale del veleno per lumache e indirizzato gli approfondimenti verso altre sostanze, tra cui pesticidi. Anche in quel caso l’ipotesi di un gesto volontario era stata prospettata dall’associazione, ma subordinata agli accertamenti.

Il quadro, quindi, non nasce oggi.

Bocconi avvelenati, un problema già emerso negli anni passati

Andando indietro nel tempo, il territorio di Gualdo Tadino presenta altri precedenti documentati.

Nel dicembre 2021 il cane Ares era stato ricoverato in gravi condizioni dopo avere presumibilmente ingerito un’esca avvelenata lungo il sentiero della Pineta del Soldato, in direzione del Monte Penna. Il caso aveva riportato all’attenzione proprio il fenomeno dei cosiddetti “bocconi killer”.

Ancora prima, nel 2013, a Boschetto era stato recuperato un lupo con sintomi compatibili con un avvelenamento. L’animale era stato curato e successivamente rimesso in libertà grazie all’intervento dei veterinari e del personale della Provincia di Perugia.

Questi precedenti non dimostrano un collegamento diretto con i casi attuali, ma mostrano che il tema degli avvelenamenti animali non è nuovo nel territorio.

Anche episodi di violenza diretta sugli animali

Nella zona si sono verificati inoltre episodi di natura diversa ma ugualmente gravi.

Nel novembre 2023, nella frazione di Vaccara, un gatto era stato ucciso con un colpo di fucile. I Carabinieri Forestali individuarono il responsabile e procedettero con il ritiro cautelare delle armi.

Più recentemente, nel luglio 2026, a Rigali, un altro gatto è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco. Il proiettile risultava visibile nella radiografia e il proprietario ha sporto denuncia contro ignoti.

Anche in questo caso non c’è alcun elemento che consenta di collegare questi fatti alle morti sospette di Tina e Romeo. Ma il contesto complessivo giustifica l’attenzione crescente delle associazioni animaliste.

L’appello: chi sa qualcosa parli

Animal Mind Italia ha lanciato un appello diretto a chiunque possa avere visto o saputo qualcosa.

«Se qualcuno sa o ha visto qualcosa, lo dica», è il messaggio dell’associazione, che insiste sulla necessità di rompere ogni eventuale silenzio attorno a comportamenti che, se confermati, avrebbero rilevanza non soltanto etica ma anche penale.

Il fenomeno degli avvelenamenti dolosi degli animali è monitorato a livello nazionale attraverso un portale del Ministero della Salute, che consente di geolocalizzare i casi e individuare eventuali aree di particolare concentrazione.

Ora, però, la priorità è una sola: attendere i referti veterinari.

Solo questi potranno stabilire se Tina, Romeo e gli altri animali siano effettivamente morti per avvelenamento e, eventualmente, con quale sostanza.

Fino ad allora il sospetto resta tale. Ma il susseguirsi di episodi tra Gualdo Tadino e Valfabbrica rende inevitabile una domanda: siamo di fronte a casi isolati o a un fenomeno più ampio che merita controlli specifici?


(Foto: Cronaca Eugubina)

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Mario Farneti
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