Per la prima volta nella sua lunga storia, il concorso di Miss Italia porta a Gubbio la finale regionale dell’Umbria. Un appuntamento che segna un altro primato per la città, capace negli ultimi mesi di attrarre eventi di rilievo nazionale e di trasformarli in strumenti di promozione culturale ed economica.
Il 31 agosto in Piazza Quaranta Martiri venti concorrenti sfileranno in abiti eleganti, sportivi e da sera per contendersi il titolo di Miss Umbria 2025. La vincitrice avrà accesso alla finale nazionale del 15 settembre, un palcoscenico che ha lanciato alcune delle più grandi protagoniste del cinema e della moda italiana.
Il concorso si svilupperà secondo uno schema classico: tre uscite per le concorrenti (abito elegante, abbigliamento sportivo sponsorizzato, costume con pareo) e un percorso di selezione che porterà da 20 a 10 finaliste, poi a 6, quindi a 3 e infine alla reginetta regionale.
L’organizzatore Paolo Costantini ha chiarito: “La giuria si riunirà e sceglierà la più bella tra le più belle. Io stesso, dopo tanti anni, attendo sempre il verdetto come il pubblico: mi viene comunicato solo alla fine. È la massima garanzia di trasparenza”.
Come spesso accade per eventi popolari, anche l’arrivo di Miss Italia a Gubbio ha suscitato polemiche. Alcune voci critiche, soprattutto da sinistra, hanno parlato di una scelta “fuori tempo” o di un evento che “oggettifica” le donne.
Il vicesindaco Francesco Gagliardi ha risposto con fermezza: “Miss Italia non è sfruttamento né mercificazione dell’immagine femminile. È una celebrazione dell’eleganza e della dignità della donna, con decenni di storia alle spalle. Ha portato alla ribalta figure importanti dello spettacolo e della moda, e ancora oggi rappresenta un trampolino di lancio. Non comprendo le polemiche, che spesso arrivano da chi ha la ‘puzzetta sotto il naso’ e critica ogni iniziativa di questa amministrazione”.
Una difesa netta, che rivendica il valore culturale e mediatico della manifestazione: “Parliamo di un evento che ha fatto la storia del Paese. È giusto aggiornarlo e accompagnarlo nella contemporaneità, ma resta una grande occasione per celebrare la bellezza italiana, unita alla moda e alla creatività”.
Accuse di mercificazione sono state rivolte anche da alcune associazioni. Ma la replica è arrivata diretta: “Si è detto che Miss Italia a Gubbio oggettifica le donne, ma è vero il contrario: la vera oggettificazione è negare alle donne la libertà di scegliere. Partecipare a un concorso è un atto libero e consapevole, che merita rispetto”.
Un’altra critica ha riguardato i tempi strettissimi con cui è stata annunciata la finale, solo dieci giorni prima dell’evento. Secondo alcuni, segno di improvvisazione amministrativa.
La replica è stata chiara: “Anche qui, è bene far chiarezza. Il Comune non ha improvvisato: ha agito con trasparenza, aprendo un bando pubblico e coinvolgendo sponsor privati. Questa non è improvvisazione, ma pragmatismo. È così che si intercettano opportunità e si trasformano in ricadute concrete per il territorio”.
Per quanto riguarda la logistica, è stato precisato da parte dell'Assessore Micaela Parlagreco che la location non è affatto un “cantiere”, come qualcuno ha insinuato: “La parte di Piazza Quaranta Martiri che ospiterà l’evento è tornata di proprietà comunale. Il responsabile della sicurezza, il dottor Luca Tasso, ha predisposto tutte le misure di legge, con il supporto di forze dell’ordine e 118. Ci saranno due ambulanze con medico a bordo. Non c’è stata alcuna leggerezza, ma un piano serio e approvato”.
Tra le obiezioni più frequenti, quella che ospitare Miss Italia significhi “snaturare” l’identità culturale di Gubbio, città medievale legata a tradizioni millenarie.
Parlagreco ribatte: “Niente di più falso. La nostra città resta orgogliosamente legata alle sue tradizioni, ma una città che vuole crescere deve saper aggiungere, non sottrarre. Tradizione e modernità non si escludono: convivono. C’è chi immagina una Gubbio chiusa nel passato, e chi lavora per una Gubbio aperta, moderna e coraggiosa. Custodire la bellezza significa custodire il futuro”.
Altra critica riguarda il “declino” del concorso, non più in prima serata su Rai 1, ma in diretta su RaiPlay. Secondo i detrattori, segno che l’evento avrebbe perso il suo ruolo di trampolino.
Gli organizzatori ribattono con i fatti: “Miss Italia resta un’esperienza che ha lanciato attrici come Sophia Loren o Anna Valle. Certo, i tempi sono cambiati, ma negarne l’importanza è ingiusto. Oggi rappresenta un modo per giovani ragazze di avvicinarsi al mondo della moda e dello spettacolo, un’occasione che non va demonizzata. Non è obsoleto: va letto coi tempi, attualizzato, ma continua a essere un pilastro”.
Miss Italia porta con sé riflettori, pubblico e ricadute economiche. Per Gubbio è una vetrina nazionale e internazionale.
Il vicesindaco ha ricordato: “Non siamo stati una nota di scorta di nessuno. Abbiamo saputo cogliere un’opportunità all’ultimo momento, sì, ma con prontezza e competenza. È questo che deve fare un’amministrazione che guarda al futuro”.
Gli sponsor, le associazioni di categoria e le imprese locali hanno aderito con entusiasmo, vedendo nell’evento un’occasione per promuovere il territorio e i prodotti eugubini.
Non è un segreto che il Comune stia lavorando anche a una sfida ancora più grande: portare a Gubbio non solo la finale regionale, ma in futuro anche la finale nazionale di Miss Italia.
“Patrizia Mirigliani conosce e apprezza la nostra città. Non voglio sbilanciarmi, ma le condizioni ci sono. Dovremo confrontarci con città storiche come Salsomaggiore o Jesolo, ma Gubbio ha un’arma in più: eleganza, tradizione e ospitalità. Saremo pronti a giocarcela”.
La finale regionale di Miss Italia Umbria 2025 a Gubbio non è soltanto una sfilata, ma una scelta strategica. È la dimostrazione che una città può aprirsi al nuovo senza rinunciare al proprio patrimonio, e che eventi popolari possono convivere con iniziative di nicchia e culturali.
Il 31 agosto Piazza Quaranta Martiri sarà il teatro di una serata che unirà spettacolo, moda e orgoglio cittadino. Un’occasione per celebrare non solo le concorrenti, ma l’intera comunità eugubina, capace di cogliere le sfide e trasformarle in opportunità.