Un’Umbria capace di raccontarsi oltre le immagini da cartolina, trasformando borghi, paesaggi, cammini e comunità locali nel cuore di una nuova strategia di attrattività territoriale. È il messaggio lanciato da Milano in occasione della presentazione della nuova campagna turistica primavera-estate della Regione Umbria, dove istituzioni regionali e amministratori locali hanno acceso i riflettori sul ruolo sempre più centrale delle aree interne nello sviluppo turistico e culturale della regione.
A intervenire durante l’evento ospitato al Palazzo dei Giureconsulti è stato il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, che ha rivendicato il valore identitario, sociale e paesaggistico dell’Umbria più autentica, quella dei piccoli centri e dei territori diffusi. "L'Umbria e le sue aree interne, dove si trovano ben 59 comuni su 92, sono pronte ancora una volta a stupire per la loro bellezza e per uno spirito di accoglienza unico nel suo genere": ha dichiarato Presciutti nel corso dell’iniziativa promossa dalla Regione alla presenza della presidente Stefania Proietti e dell’assessora regionale al Turismo Simona Meloni.
Parole che sintetizzano la filosofia alla base della nuova narrazione turistica umbra: non soltanto promozione delle grandi destinazioni storiche e artistiche, ma valorizzazione di un patrimonio territoriale diffuso che comprende borghi, aree rurali, itinerari naturalistici, tradizioni locali e comunità capaci di trasformare l’accoglienza in elemento distintivo.
La campagna presentata a Milano punta infatti a consolidare l’immagine di un’Umbria contemporanea, accessibile e sostenibile, capace di intercettare le nuove esigenze del turismo esperienziale e lento. Un modello che trova nelle aree interne il proprio asse strategico.
Il dato richiamato da Presciutti assume un significato che va oltre la geografia amministrativa. Significa che gran parte dell’identità regionale si sviluppa lontano dai grandi poli urbani, in territori che custodiscono tradizioni, relazioni sociali e patrimoni ambientali ancora intatti. Ed è proprio questa dimensione a diventare oggi un punto di forza competitivo.
"Natura, spiritualità, folklore, cammini, percorsi ciclabili ed esperienze enogastronomiche - ha sostenuto Presciutti - rappresentano gli elementi distintivi di un territorio capace non solo di attrarre turisti, ma anche di conquistare nuovi residenti, grazie a una qualità della vita autentica e sostenibile". Una riflessione che amplia il concetto stesso di turismo, trasformandolo in leva di rigenerazione territoriale e sociale. L’Umbria, nella visione illustrata a Milano, non punta soltanto ad aumentare i flussi turistici, ma a costruire un modello territoriale fondato su vivibilità, sostenibilità e qualità dell’esperienza.
Il nuovo racconto regionale mette al centro alcune delle direttrici che negli ultimi anni hanno ridefinito il turismo contemporaneo: il ritorno ai borghi, il turismo lento, l’escursionismo, i percorsi ciclabili, il benessere ambientale e l’enogastronomia di qualità.
Un’offerta che in Umbria trova terreno naturale grazie a una rete capillare di piccoli comuni, paesaggi collinari, percorsi spirituali e tradizioni culturali diffuse. Dalla Via di Francesco ai cammini storici, passando per eventi locali, produzioni tipiche e itinerari naturalistici, la regione punta a rafforzare la propria immagine di destinazione autentica e non omologata.
In questo contesto, le aree interne non vengono più considerate periferie marginali, ma luoghi strategici attorno ai quali costruire nuove opportunità economiche e sociali.
La scelta di Milano per il lancio della campagna primavera-estate non è casuale. Il capoluogo lombardo rappresenta infatti uno dei principali hub italiani della comunicazione, del turismo e del mercato degli eventi, oltre a essere un vero e proprio punto di riferimento per operatori e investitori del settore.
L’appuntamento al Palazzo dei Giureconsulti ha così assunto anche un forte valore simbolico: portare l’Umbria nel cuore economico del Paese per raccontarla come destinazione culturale, paesaggistica ed esperienziale. Oltre a Presciutti erano presenti la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni, protagoniste di una strategia che mira a rafforzare la competitività turistica umbra attraverso un’offerta integrata e distribuita sull’intero territorio regionale.
L’intervento del presidente della Provincia di Perugia si inserisce anche in un dibattito più ampio sul futuro delle aree interne italiane. Territori che per anni hanno dovuto fare i conti con spopolamento, carenza di servizi e marginalità economica, ma che oggi possono rappresentare una risposta concreta ai nuovi modelli di vita e di viaggio.
La possibilità di lavorare da remoto, la ricerca di qualità della vita, il ritorno a dimensioni più sostenibili e il crescente interesse verso il turismo esperienziale stanno infatti ridefinendo il ruolo dei piccoli centri. In questo scenario, l’Umbria prova a candidarsi come laboratorio nazionale di un nuovo equilibrio tra turismo, cultura, ambiente e residenzialità.
Il riferimento di Presciutti alla capacità del territorio di “conquistare nuovi residenti” fotografa proprio questa evoluzione: non più soltanto una regione da visitare, ma un luogo in cui scegliere di vivere.
Il cuore della nuova campagna regionale sembra dunque essere proprio questo: trasformare l’identità umbra in una strategia di sviluppo. La spiritualità dei luoghi, la rete dei borghi, il patrimonio paesaggistico, la cultura diffusa e l’accoglienza diventano elementi di una proposta organica che punta a differenziare l’Umbria nel panorama turistico nazionale.
Presciutti ha infine evidenziato come la strategia regionale voglia raccontare "un'Umbria dinamica, contemporanea e diffusa, in cui le aree interne diventano protagoniste di una nuova narrazione turistica: luoghi da vivere tutto l'anno tra cultura, paesaggio, eventi diffusi e tradizioni". Una visione che guarda oltre la stagionalità e che punta a consolidare un modello di turismo continuo, sostenibile e radicato nei territori.
Per l’Umbria, il rilancio delle aree interne non rappresenta soltanto una sfida turistica, ma un progetto più ampio di valorizzazione territoriale, sociale e culturale. E il messaggio partito da Milano è chiaro: la regione vuole continuare a sorprendere, facendo della propria autenticità il principale motore di sviluppo.