15 Jun, 2026 - 08:40

Meteo Umbria, transizione e poi l'abbraccio dell'anticiclone africano: in arrivo picchi sopra i 35 gradi

Meteo Umbria, transizione e poi l'abbraccio dell'anticiclone africano: in arrivo picchi sopra i 35 gradi

L'Umbria si prepara a vivere una settimana spaccata in due, sospesa tra gli ultimi respiri di una normalità stagionale e l'arrivo imminente della prima vera fiammata africana dell'estate. Oggi, lunedì 15 giugno, la regione si trova in una delicata fase di transizione: una circolazione depressionaria sul nord-est europeo lambisce l'Italia inviando aria fresca verso i Balcani e garantendo, per quarantotto ore, temperature in linea con le medie del periodo e qualche rovescio sparso. Sarà però l'ultimo scampolo di tregua prima di una metamorfosi meteorologica radicale. Da metà settimana lo scenario cambierà e l’avanzata dell’anticiclone subtropicale riporterà l'estate piena da venerdì, trascinando i termometri oltre i 7 gradi sopra la norma e facendo registrare picchi superiori ai 35 gradi nelle principali città umbre, inserendosi nel quadro della prima grande ondata di calore attesa su gran parte della penisola.

La prima fase della settimana tra infiltrazioni fresche dai Balcani e instabilità lungo la dorsale appenninica

Il lunedì si apre dunque all'insegna del passaggio. Secondo gli esperti di Umbria Meteo, il temporaneo calo termico atteso tra oggi e martedì 16 giugno è dovuto a una configurazione che vede l'Europa nord-orientale sotto l'influenza di una circolazione ciclonica a carattere freddo. Questa dinamica influenzerà marginalmente le regioni adriatiche e la fascia interna umbra, portando una ventilazione più respirabile e una modesta instabilità pomeridiana.

I primi segnali si noteranno già in serata, con la possibilità di brevi e isolati rovesci che colpiranno principalmente il nord dell'Umbria e i settori appenninici. Domani, martedì, i fenomeni si sposteranno nel pomeriggio lungo la dorsale appenninica, mentre mercoledì 17 giugno interesseranno i Monti Sibillini e l'estremo sud della regione. Si tratterà di fenomeni localizzati e rapidi, inseriti in un contesto di temporaneo cedimento della pressione in quota provocato dal transito di una perturbazione atlantica sull'Italia settentrionale, con temperature massime che martedì si attesteranno su valori prossimi alle medie del periodo.

La svolta di metà settimana e il progressivo consolidamento dell'anticiclone africano sul Mediterraneo

Il quadro cambierà progressivamente a partire da mercoledì e giovedì 18 giugno, quando le correnti settentrionali inizieranno ad attenuarsi stabilmente. La pressione atmosferica tornerà ad aumentare con decisione sul Mediterraneo centro-occidentale. È il preludio all’espansione di un imponente promontorio di matrice nordafricana. A tracciare la linea di questa evoluzione è Michele Cavallucci, esponente dello staff di Perugia Meteo, che spiega la natura dell'imminente cambiamento: “Poi, da giovedì 18 avremo un aumento della pressione sul Mediterraneo centro-occidentale, con rafforzamento dell'anticiclone africano, che interesserà con maggiore intensità la parte occidentale del continentale europeo, inglobando, però, anche il nord-Italia (specie pianura padana centro-occidentale) regioni tirreniche e Sardegna, con temperature massime che saranno in aumento sopra i 35°C anche in Umbria, con rischio delle prime notti tropicali di giugno, a partire da venerdì-sabato”.

L'effetto combinato della compressione dell'aria e dell'avvezione calda si farà sentire con forza da venerdì 19 giugno, determinando l'avvio della fase più acuta dell'ondata di caldo estiva, che spazzerà via la temporanea flessione delle temperature minime registrata a inizio settimana.

Gli effetti del caldo africano nei centri urbani e le stime sulle temperature massime a Perugia e Terni

L’aumento termico sarà sensibile e generalizzato. Le proiezioni indicano che le temperature massime in Umbria saliranno fino a oltre 7°C sopra le medie stagionali per diversi giorni, trasformando i centri urbani in vere e proprie isole di calore. I dati analizzati da Meteo Giuliacci confermano la persistenza di questa configurazione di chiara origine nordafricana tra giovedì 18 e mercoledì 24 giugno, individuando nei giorni del 21 e 22 giugno il culmine del fenomeno.

In questo lasso di tempo, la probabilità di superare i 35°C risulta particolarmente elevata nella regione, inserita in un asse di alta pressione che unisce Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Foggiano e l'interno della Sardegna. Sebbene la probabilità di toccare i 38°C resti moderata (stimata tra il 30% e il 50%) e il raggiungimento dei 40°C sia giudicato attualmente improbabile dai modelli, l'intensità del caldo africano solleverà comunque criticità concrete per la popolazione.

L’analisi dei modelli meteorologici sulla durata dell'ondata di calore e l'impatto sul territorio regionale

Nonostante la severità della fiammata, gli ultimi aggiornamenti della modellistica matematica offrono una parziale rassicurazione sulla traiettoria geografica del nucleo più rovente. La massa d'aria calda tenderà infatti a concentrare la sua massima spinta sul quadrante occidentale del continente europeo. Una dinamica che potrebbe parzialmente risparmiare il cuore verde d'Italia dalle temperature estreme.

“Al momento, è difficile comprendere quanto durerà questa ondata di calore, ma l'aggiornamento dei modelli degli ultimi giorni, sembra concentrare la parte più intensa a ovest della nostra penisola, cosa che ci salverebbe dal vivere, per molti giorni, temperature più estreme di quanto invece, potremmo avere”, evidenzia ancora Michele Cavallucci. Una deviazione che rappresenta una fondamentale valvola di sfogo per il territorio: “Il che non significa che il quadro non sarà al di sopra della norma, ma il tutto potrebbe essere di un paio di gradi al di sotto di quello che ci si aspettava, magra consolazione magari per alcuni, ma un fattore importante, invece, per tutte le tipologie di stress che vengono generate, sia a livello di ecosistemi che di situazioni antropiche, da ondate di calore africane di questa tipologia”. Successivamente, la tendenza mostra che l'ondata di calore diventerà più moderata, grazie all'afflusso di masse d'aria di origine atlantica che mitigheranno il livello di disagio bioclimatico.

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Federico Zacaglioni
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