23 Mar, 2025 - 16:00

“Materiality”: scienza e sostenibilità in mostra a Gualdo Tadino

“Materiality”: scienza e sostenibilità in mostra a Gualdo Tadino

È stata inaugurata venerdì scorso, presso la suggestiva cornice della chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, la mostra itinerante “Materiality – Nano e bio-materiali per lo sviluppo sostenibile in Umbria”, un’iniziativa che unisce scienza, innovazione e cultura, curata dall’Università degli Studi di Perugia, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino e in collaborazione con il Polo Museale locale.

L’esposizione, che resterà aperta al pubblico fino all’8 aprile con ingresso gratuito, offre un’occasione unica per esplorare i temi dell’innovazione, della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale. Al centro della mostra ci sono nano e bio-materiali, studiati e sviluppati nei laboratori dell’ateneo perugino nell’ambito del progetto “Vitality”, che punta a diffondere la conoscenza scientifica sul territorio regionale.

Un viaggio interattivo nel mondo dei materiali del futuro

Attraverso pannelli retroilluminati, exhibit interattivi e video immersivi, i visitatori possono entrare in contatto con un mondo spesso invisibile all’occhio umano ma di grande impatto per il futuro: quello dei materiali nanostrutturati e biocompatibili, impiegati in settori che spaziano dalla medicina all’energia, dall’elettronica alla tutela ambientale.

L’allestimento della mostra colpisce per la sua bellezza e originalità: ambientata nella storica chiesa francescana, lo spazio espositivo riesce a valorizzare il legame tra arte, scienza e innovazione, offrendo un’esperienza multisensoriale e coinvolgente.

L’antico si fonde con il moderno, le immagini microscopiche diventano quasi opere d’arte, evocando mondi astratti e affascinanti, capaci di suscitare meraviglia anche nei non addetti ai lavori. La mostra è stata concepita per essere accessibile e stimolante, con un linguaggio adatto a tutte le età, in particolare ai giovani e agli studenti.

All’inaugurazione erano presenti numerose autorità locali e rappresentanti del mondo accademico e scolastico. Il sindaco Massimiliano Presciutti, accompagnato dagli assessori Gabriele Bazzucchi, Jada Commodi e Giorgio Locchi, ha tagliato il nastro insieme al curatore della mostra, il professore Giovanni Carlotti dell’Università di Perugia.

Presenti anche il dirigente scolastico dell’Istituto Casimiri, Renzo Menichetti, e la direttrice del Polo Museale, Catia Monacelli, insieme ad alcune classi dell’Istituto Casimiri e dell’Istituto Comprensivo di Gualdo Tadino.

Il sogno del Polo Nanomat: un centro d’eccellenza nella Fascia Appenninica

Durante la cerimonia è stato annunciato un progetto ambizioso che potrebbe cambiare il volto della ricerca e dell’innovazione in Umbria: la nascita del Polo Nanomat, un centro specializzato nello studio e nelle applicazioni dei materiali nanostrutturati, connesso al progetto Vitality.

Il polo sarà finanziato con i fondi del PNRR, ma la sua sede iniziale, prevista presso una parte dello stabilimento ex Merloni di Colle di Nocera Umbra, non è più disponibile, in quanto destinata a un nuovo insediamento produttivo.

Nonostante questa difficoltà, l’amministrazione comunale ha espresso la volontà di proseguire con determinazione, individuando una nuova localizzazione all’interno della Fascia Appenninica.

Il sindaco Massimiliano Presciutti ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Questa mostra rappresenta un passo importante. L’ambizione e la volontà dell’amministrazione comunale è trasformare questa iniziativa in qualcosa di più grande. Stiamo dialogando con l’Università di Perugia e la Regione Umbria per concretizzare questo progetto, su cui lavoriamo da settimane. Abbiamo dato la nostra massima disponibilità affinché ciò avvenga e confidiamo di poter presto annunciare buone notizie per Gualdo Tadino e per tutta l’Umbria.”

Il primo cittadino ha ricordato anche la scadenza ravvicinata legata ai fondi del PNRR, sottolineando l’urgenza di agire con tempestività.

Il curatore della mostra, prof. Giovanni Carlotti, ha spiegato come Materiality sia parte di una missione più ampia: “L’Università di Perugia ci tiene a far conoscere in tutta l’Umbria i propri progetti di ricerca su nanomateriali e biomateriali. Gualdo Tadino è una delle tappe, ma ha un ruolo speciale: proprio nella Fascia Appenninica sorgerà uno dei due poli dei centri di ricerca congiunta tra Università, imprese ed enti di ricerca.”

Carlotti ha posto particolare attenzione sul coinvolgimento delle scuole: “La mostra è pensata per le scuole medie e superiori, ma accogliamo anche le ultime classi della scuola primaria. Grazie a un linguaggio accessibile e a immagini evocative, gli studenti possono scoprire un mondo affascinante che sembra un’opera d’arte.”

Ha poi evidenziato come il periodo della scuola media sia fondamentale per stimolare l’interesse verso le discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica): “Se questo interesse si perde a quell’età, è difficile recuperarlo alle superiori.”

Anche Catia Monacelli, direttrice del Polo Museale di Gualdo Tadino, ha elogiato l’originalità del progetto: “San Francesco ospita spesso mostre di pittura e scultura, e in questo caso il lavoro svolto per rendere affascinanti le immagini dei nanomateriali è stato straordinario. I visitatori potranno ammirare non solo i contenuti scientifici, ma anche l’aspetto visivo di questi materiali innovativi.”

La mostra diventa così un perfetto esempio di contaminazione virtuosa tra linguaggi diversi, unendo arte, scienza e formazione in una dimensione partecipativa e immersiva.

"Materiality", non solo una mostra scientifica ma anche laboratorio di idee

“Materiality” non è soltanto una mostra scientifica, ma anche un laboratorio di idee, un’opportunità per coinvolgere il pubblico, educare le nuove generazioni e costruire una cultura della sostenibilità. È anche un segnale importante per il territorio: Gualdo Tadino può diventare un polo di riferimento per la scienza dei materiali e per l’innovazione, con ricadute positive in termini di sviluppo e occupazione.

In un momento storico in cui il futuro si gioca sulla ricerca, l’educazione e la sostenibilità, iniziative come questa rappresentano un modello da seguire. E in attesa di notizie sul Polo Nanomat, i visitatori possono già lasciarsi affascinare da un viaggio tra le meraviglie invisibili dei materiali, reso possibile grazie alla sinergia tra Università, Comune e comunità locale.

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Mario Farneti
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