Valerio Mastandrea, proprio lui, uno degli attori più amati di sempre del cinema italiano, sarà ospite del Cinema Politeama Lucioli di Terni per la presentazione del suo nuovo film 'Nonostante', di cui è regista e interprete. L'appuntamento è per venerdì 4 aprile, quando saluterà il pubblico al termine della prima proiezione prevista per le 18:30 e all’inizio della seconda fissata per le 20:15.
L'evento, ci dicono da Sentieri del Cinema che collabora alla promozione, sta andando rapidamente verso il sold out ed è consigliabile acquistare i biglietti in anticipo sul sito del cinema.
'Nonostante' è un film dal sapore intimista, una storia d'amore non convenzionale. Quella fra uomo e una donna che si conoscono e finiscono per innamorarsi in un contesto che sembra predisposto a tutt'altro. Entrambi sono infatti ricoverati in ospedale, immobilizzati in un letto, ma liberi nello spirito, liberi di spostarsi ovunque e provare emozioni. Liberi di innamorarsi, persino, e così facendo perdere le coordinate, gli equilibri, il baricentro.
"Una storia che è stata mia per tanto tempo e che spero diventerà di tutti" ha dichiarato Mastandrea a proposito di questo film che ha dedicato al padre Alberto, recentemente scomparso. Un'opera delicata che affronta temi importanti come quello della malattia e la condizione di chi, nelle strutture ospedaliere, vive in un limbo difficile da descrivere. Un film ironico e malinconico al tempo stesso, sul mistero della vita e sulla necessità irrinunciabile per ogni essere umano di un contatto con i propri simili. Ne abbiamo parlato in esclusiva per Tag24 Umbria con Maria Rita Fedrizzi, anima di Sentieri del Cinema.
Valerio Mastandrea sarà venerdì al Politeama di Terni, Sentieri del Cinema come sta collaborando a questo evento?
"Il Politeama, col quale come Sentieri del Cinema collaboriamo da molti anni, ci ha chiesto di supportarlo nella promozione dell’evento, coinvolgendo tanto le persone che sono solite prendere parte alle proiezioni speciali che da anni proponiamo in sala quanto nuovi soggetti. Mastandrea saluterà il pubblico di Terni al termine della prima proiezione e all’inizio della seconda, e a noi è stato chiesto anche di moderare questo momento, introducendo l’ospite e il film che viene a presentare".
È la terza prova da regista per Mastandrea, che qui affronta il tema della malattia e della libertà anche se sembra quasi un ossimoro. Che cosa c’è in questo film che deve far riflettere secondo te?
"Dove andiamo, con chi “parliamo,” in che modo esistiamo quando il nostro corpo si dissocia dallo stato di coscienza? Se questo è lo spunto di partenza del nuovo film di Mastandrea, le riflessioni che mette in campo sono poi più ampie, le traiettorie più variegate e inusuali. Vedendo il film ci sorprendiamo a chiederci se anche noi talvolta e senza averne consapevolezza, viviamo in uno stato “comatoso”, a tal punto siamo apatici, incapaci di scollarci di dosso abitudini e illusorie certezze, prigionieri delle nostre paure".
"Credo che questo film contenga un invito potente ad uscire dalle acque stagnanti in cui talvolta può arenarsi la nostra esistenza, ad aprire le finestre di stanze interiori rimaste troppo a lungo chiuse. Farlo, andare incontro a ciò che è altro e diverso da noi, trovare la forza per spiccare il salto, anziché fermarsi per paura sulla linea bianca dello stacco, serve a scardinare convinzioni ed abitudini ma può anche portarci, nel migliore dei casi, a sentire l’animo volare in una danza di emozioni che non credevamo più possibile. È la parabola del protagonista del film, che torna a vivere ed amare, a scoprirsi capace di empatia e solidarietà, ma anche, talvolta, di leggiadria, proprio quando il suo corpo è all’apparenza morto, di piombo, confinato come è nella immobilità più assoluta dopo un infortunio".
Il 2025 per il Politeama è partito benissimo, da poco c’è stato il sold out per il film di Verdesca e ora Mastandrea, nel mentre una programmazione attenta. Un cinema che si conferma un punto di riferimento per il pubblico e per gli artisti. Quanto è importante la tutela dei cinema come presidi culturali? E cosa si può fare per sostenerli?
"Le sale cinematografiche hanno rappresentato per decenni un punto di riferimento per generazioni di spettatori non solo in quanto luoghi di intrattenimento, ma anche di aggregazione sociale. Oggi questo patrimonio si è in parte disperso ma negli ultimi tempi ci sono forti segnali di ripresa, di risalita, da questa china discendente li vediamo anche noi, attraverso l’attività che da anni svolgiamo all’interno del Politeama o quando ci ritroviamo in sala come semplici spettatori".
"Le sale contribuiscono a rendere vivo il territorio in cui si trovano e allo stesso tempo rappresentano un importante strumento di diffusione culturale. Credo che proprio per questo le istituzioni dovrebbero farsi promotrici di misure concrete per il loro sostegno, attraverso contributi per l’innovazione tecnologica e politiche di promozione culturale mirate, così da fare dei cinema non solo luoghi dove si consuma l’esperienza della visione, ma anche di confronto e di scambio tra gli addetti ai lavori e gli spettatori, da una parte, e di collaborazione tra le realtà che operano nel territorio a livello culturale, dall’altra".