21 Mar, 2025 - 21:20

Manovra da 322 milioni: il centrosinistra alza le imposte, l’opposizione scende in guerra

Manovra da 322 milioni: il centrosinistra alza le imposte, l’opposizione scende in guerra

La giunta regionale spinge sull’acceleratore delle tasse e il centrodestra scende in trincea. Il cuore del contendere sta nella manovra da 322 milioni di euro che promette di far lievitare la pressione fiscale con rincari sull’Irpef, l’Irap e il bollo auto. Per l’opposizione, si tratta di una mossa che colpisce indistintamente chi lavora, chi produce e chi già fatica ad arrivare a fine mese. La motivazione ufficiale sarebbe il disavanzo della sanità, ma la minoranza punta il dito contro un’esecutivo che, a loro dire, sta usando la leva fiscale per puntellare una maggioranza extralarge in cerca d’equilibrio.

Vediamo nel dettaglio i numeri, le accuse, i paragoni con il passato e una promessa: quella dell’opposizione di andare fino in fondo con un’operazione verità che metta sotto la lente i primi tre mesi del nuovo governo regionale.

Una manovra da 322 milioni di euro

Il numero che agita le acque è 322: milioni di euro che, spalmati tra i contribuenti umbri, significano oltre 500 euro in più a testa. Un’iniezione fiscale che, dicono i consiglieri di opposizione, ha il sapore amaro della beffa. Altro che necessità: qui si tratta di un’operazione chirurgica fatta sulle tasche della gente.

Le accuse all'esecutivo guidato dal centrosinistra

"Un vero e proprio salasso si abbatterà sugli umbri con l'aumento di Irpef, Irap e bollo auto voluto dalla sinistra extralarge", hanno dichiarato i consiglieri regionali Paola Agabiti, Nilo Arcudi, Matteo Giambartolomei, Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Laura Pernazza, Andrea Romizi e Donatella Tesei.

Secondo loro, la giunta ha preferito puntare sul solito schema: più entrate, zero tagli. La strategia? Tenere in piedi una maggioranza ingombrante con il portafoglio degli umbri. Altro che interesse collettivo: qui si gioca una partita tutta interna.

Il confronto con la precedente amministrazione

I consiglieri della minoranza ricordano con orgoglio il loro passato da inquilini di Palazzo Donini: nessun aumento di tasse, nemmeno con i bilanci in panne della Provincia, il trasporto pubblico in apnea e le comunità montane a corto di ossigeno. E nel mezzo, anche il Covid. Hanno stretto i denti, dicono, e tirato fuori 30 milioni da redistribuire alle famiglie. Il tutto senza toccare un euro in più ai cittadini.

I fondi statali per la sanità e le risorse europee

Sulla sanità, la versione della maggioranza non convince. Il centrodestra tira fuori i numeri: 47,5 milioni dallo Stato nel 2024, 76 milioni nel 2025. E quel buco da 90 milioni? Era lì anche nel 2017, eppure nessuno si è inventato aumenti a tappeto. Per la minoranza, la narrazione della giunta è una fiction a puntate, e pure scritta male.

Il rischio commissariamento come strumento retorico

E poi c’è il grande spauracchio: il commissariamento. Una parola ripetuta come un mantra nei corridoi della maggioranza, ma che sparisce come per magia nella delibera ufficiale. Un fantasma utile solo a spaventare gli umbri e a giustificare una stangata già decisa a tavolino. Per l’opposizione è solo teatro, con tanto di copione già stampato.

L'accusa di strumentalizzazione politica

Secondo la minoranza consiliare, l'esecutivo regionale avrebbe costruito un impianto giustificativo poco solido, omettendo perfino riferimenti chiari a eventuali procedure di commissariamento. "La verità è una sola: queste tasse in più non servono a salvare i conti pubblici, ma a mantenere in piedi un governo regionale che si regge sul motto tassa e spendi", si legge ancora nella nota congiunta.

La promessa di vigilanza dell'opposizione

"Ora saremo noi a mettere in atto un'operazione verità per vedere da vicino l'operato dei primi tre mesi della sinistra al governo", promettono i consiglieri. Dicono di non voler lasciar passare nulla, di voler accendere ogni lampadina negli uffici regionali. E se serve, anche qualche faro.

AUTORE
foto autore
Francesca Secci
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE