01 Apr, 2026 - 13:10

In manette il marocchino per la rissa al Bar Commercio di Terni, si cerca il complice. Il video virale inchioda l'aggressore

In manette il marocchino per la rissa al Bar Commercio di Terni, si cerca il complice. Il video virale inchioda l'aggressore

Una bottiglia rotta, una fuga notturna, e un video diventato virale in poche ore che ha inchiodato l'aggressore davanti all'Italia intera. È finito in manette il 23enne marocchino ritenuto il principale responsabile della rissa al Bar Commercio di Terni, la brutale aggressione che la sera del 26 marzo ha sconvolto via Di Vittorio e che per giorni ha tenuto banco sui social. I carabinieri lo hanno bloccato mentre tentava di dileguarsi, ma la caccia al complice è ancora aperta: uno dei tre aggressori, quello che insieme al marocchino ha preso a calci e pugni i due gemelli rumeni di 49 anni, è riuscito a sparire nel nulla. E ora gli investigatori stanno setacciando la città per mettergli le manette ai polsi.

E' stata una telefonata al 112 di una dipendente del Bar Commercio a dare l'allarme: tre ragazzi, completamente fuori di sé per l’alcol, stanno molestando i clienti e la barista. Quando i carabinieri della Stazione di Terni arrivano sul posto, la scena è già quella di un campo di battaglia. Sul pavimento ci sono tracce di sangue, sedie e tavolini rovesciati, e due uomini a terra: sono due gemelli originari della Romania, uno dei quali con il volto devastato dalla bottigliata, l’altro dolorante ma ancora in piedi nonostante la furia subita.

A poche centinaia di metri di distanza, i militari intercettano e bloccano il 23enne di origini marocchineRegolare sul territorio nazionale, ma già gravato da precedenti penali, viene fermato con gli abiti macchiati di sangue e ancora in preda ai fumi dell’alcol. I suoi due complici, invece, riescono a dileguarsi nelle strade laterali. Uno di loro è stato già identificato, ma per il secondo complice la caccia è ancora aperta, con i carabinieri che stanno lavorando senza sosta per risalire alla sua identità.

Foto di parking

Il video virale che ha scosso Terni: così i social hanno inchiodato l'aggressore

Se le testimonianze raccolte dai militari avevano già delineato un quadro preciso della serata, a chiudere definitivamente il cerchio è stato un elemento che ha trasformato una cronaca locale in un caso nazionale: un video girato da un cliente presente all’interno del Bar Commercio. Le immagini, di una crudezza disarmante, mostrano la genesi della rissa e la sua tragica evoluzione. Si vede il gruppo dei tre giovani, in evidente stato di alterazione, che inizia a molestare pesantemente la barista e gli avventori. Si vede l’intervento dei due gemelli rumeni, che con pazienza provano a riportare la calma. E poi l’esplosione della violenza: calci, pugni, il corpo a corpo che si sposta dal bancone al marciapiede, fino al gesto finale, una bottiglia che si frantuma sul volto di uno dei due fratelli.

Il video, pubblicato sui social network, è diventato virale in poche ore, facendo il giro dei gruppi WhatsApp e dei canali Telegram della città. Per gli inquirenti, però, quelle immagini hanno rappresentato molto più che un semplice contenuto virale: sono diventate la prova regina, quella che ha permesso di ricostruire con precisione i ruoli dei tre aggressori e di inchiodare il 23enne marocchino alla sua responsabilità penale.

L'aggressione: quando la mediazione si trasforma in massacro

La ricostruzione dei fatti, confermata dalle immagini e dalle testimonianze, racconta una storia di ordinaria follia. I tre giovani, tutti in “evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di sostanze alcoliche” – si legge nel comunicato ufficiale dell’Arma – avevano trasformato la loro serata al bar in un crescendo di prevaricazioni. Parole grosse, gesti sopra le righe, l’arroganza di chi ha perso completamente il controllo.

Le vittime sono state immediatamente soccorse dai sanitari del 118 e trasportate d’urgenza all’ospedale Santa Maria di Terni. I medici hanno riscontrato un quadro clinico pesante: uno dei due gemelli ha riportato ferite tali da richiedere il ricovero in osservazione, mentre l’altro, nonostante le lesioni subite, è stato dimesso con una prognosi di due giorni.

L'arresto del marocchino e la convalida: il carcere per il 23enne

Per il pubblico ministero di turno della Procura di Terni, la posizione del 23enne marocchino è apparsa subito insostenibile. L’accusa è pesante: lesioni personali aggravate in concorso. Le aggravanti sono molteplici: l’aver agito in tre persone, l’aver approfittato delle condizioni di inferiorità fisica delle vittime, e l’aver utilizzato una bottiglia come arma, un oggetto contundente che ha trasformato una rissa in un tentativo di vera e propria aggressione violenta.

L'uomo è stato associato alla Casa Circondariale di Terni in attesa dell’udienza di convalida per direttissima. Davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, la sua posizione si è ulteriormente aggravata. Il Gip, ritenendo sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza che l’elevato pericolo di reiterazione del reato – anche alla luce dei precedenti penali a carico del giovane – ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.

La caccia al complice: le indagini dei carabinieri proseguono

Se il primo aggressore è già dietro le sbarre, le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Terni proseguono senza sosta per identificare il complice ancora in fuga. I carabinieri stanno ora setacciando le immagini di tutte le telecamere di videosorveglianza della zona, pubbliche e private, nella speranza di ottenere volti nitidi e tracciare il percorso di fuga dell’uomo.

La caccia al complice è diventata una priorità assoluta per gli investigatori, che stanno anche acquisendo i tabulati telefonici e ascoltando nuovi testimoni per ricostruire ogni momento della serata. L’obiettivo è chiaro: chiudere il cerchio entro pochi giorni e mettere le manette anche al secondo aggressore, quello che insieme al 23enne marocchino ha preso a calci e pugni i due gemelli rumeni prima di sparire nel buio di via Di Vittorio.

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Federico Zacaglioni
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