08 Aug, 2025 - 12:05

“Made in Gubbio” al MUAM: artisti e artigiani celebrano le radici eugubine a Palazzo Beni

“Made in Gubbio” al MUAM: artisti e artigiani celebrano le radici eugubine a Palazzo Beni

Grazie a chi crede nel valore del lavoro manuale e nella lentezza dei nostri processi di realizzazione”. Con queste parole Giuseppe Allegrucci, Presidente dell’Università dei Muratori e della Fondazione Arti e Mestieri di Gubbio, ha dato il tono e il senso profondo alla mostra Made in Gubbio – Artigianato & Gusto, inaugurata al MUAM – Museo Arti e Mestieri presso Palazzo Beni. Un’esposizione che non è solo un evento culturale, ma una dichiarazione d’identità, una manifestazione concreta di appartenenza, di radici e di futuro.

Palazzo Beni: la culla dei mestieri e delle arti

Nella storica sede di via Cavour, ogni angolo di Palazzo Beni risuona di storia e manualità. Made in Gubbio non è una mostra come le altre: è una narrazione collettiva, un racconto visivo e materico di una comunità che da secoli intreccia arte e lavoro, innovazione e tradizione.

L’iniziativa, curata da Alessandro Maurilli, ha coinvolto maestranze locali, artisti e artigiani, in una sinergia che ha riportato al centro la bellezza della creazione fatta a mano. L’allestimento, arricchito dai ritratti del fotografo Daniele La Monaca, mostra i volti e le mani degli artefici, testimoni vivi di un sapere che attraversa i secoli.

Il sindaco Fiorucci: “Un connubio tra artisti e artigiani”

Tra gli interventi istituzionali, forte e appassionato è stato quello del sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, che ha sottolineato l'importanza di valorizzare il capitale umano e produttivo della città:
“Dobbiamo essere in grado di proporci sui grandi mercati accorciando le filiere. Il valore è di gran lunga superiore al prezzo. Un ottimo connubio tra artisti e artigiani. Dobbiamo credere in quello che facciamo”.

Parole che vanno oltre la retorica: sono una strategia identitaria e commerciale. Per Fiorucci, Gubbio non deve inseguire modelli esterni, ma rilanciare sé stessa, ripartendo dalla forza delle proprie mani, come fecero i grandi del passato, da Mastro Giorgio in avanti.

Il patrimonio ceramico raccontato da Ettore Sannipoli

Uno dei momenti più alti dell’inaugurazione è stato l’intervento dello storico dell’arte Ettore Sannipoli, massimo esperto di ceramica eugubina. Il suo intervento ha illuminato il valore storico della maiolica locale:
“Mastro Giorgio è l’eccellenza della storia della ceramica eugubina. Portò la tecnica dei lustri metallici e inventò il rosso rubino che diede alla nostra città una fama internazionale”.

Sannipoli ha ricordato le fasi della ceramica eugubina – dalla maiolica arcaica al blu cobalto, fino alla decadenza dopo il 1554 e alla rinascita ottocentesca – sottolineando come oggi, nonostante le difficoltà del mercato globale, Gubbio continui a “pulsare di arte e artigianato”.

Un’opera originale di Mastro Giorgio accoglie i visitatori

Simbolo della mostra e vero gioiello d’apertura è l’opera originale in ceramica di Mastro Giorgio Andreaoli (1465–1554), esposta in teca all’ingresso del percorso. Una presenza che lega idealmente i maestri del passato agli artigiani contemporanei, rendendo tangibile il filo di continuità tra le generazioni.

L’inaugurazione ha visto anche la partecipazione di rappresentanti del mondo economico e associativo. Matteo Montanari, direttore del Gal Alta Umbria, ha presentato le iniziative a supporto delle piccole imprese: “La necessità per le nostre imprese è la valorizzazione e il marketing. Dobbiamo affrontare i mercati con la grande qualità dei prodotti dei nostri territori”.

Un pensiero condiviso da Barbara Marsili di Confcommercio Gubbio: “Oggi riscopriamo prodotti e mestieri storici che sono una risorsa del territorio. Le imprese devono avere il coraggio di farsi conoscere”.

Anche Andrea Rueca della CNA ha sottolineato la missione della mostra: “Palazzo Beni è un luogo che valorizza le attività artigianali del territorio. L’obiettivo è fare rete e promuovere le eccellenze locali”.

Giovani, scultori e un’asta benefica

Allegrucci ha annunciato con entusiasmo un evento collegato alla mostra: il Simposio di Scultura, che si terrà il 9 e 10 agosto nel piazzale dell’ex Seminario. Vi parteciperanno gli scultori eugubini Marco Grassini e Gianluca Ghirelli, insieme a due colleghi calabresi.

“Io stesso parteciperò – ha detto – anche se non sono uno scultore in senso stretto, ma uno scalpellino con un po’ di vena artistica. Dobbiamo fare un percorso insieme, altrimenti questi mestieri si perdono”.

Le opere realizzate verranno messe all’asta il 13 settembre e il ricavato sarà devoluto al Comitato Daniele Chiarelli: “Unire bellezza e responsabilità è il senso più profondo del nostro impegno”, ha concluso.

I volti dell’artigianato nelle foto di Daniele La Monaca

Straordinario il lavoro del fotografo Daniele La Monaca, che ha ritratto uno a uno tutti gli artisti e artigiani presenti in mostra.
“La cosa più difficile – ha spiegato – è stata dare continuità visiva all’intero percorso. Chi entra a Palazzo Beni capisce subito che qui c’è un passato, un presente e un futuro”.

Asad e la formazione: protagonisti i giovani

Il brindisi inaugurale è stato curato dai ragazzi e dalle ragazze coinvolti nei percorsi formativi della cooperativa sociale Asad. Tra gli applausi, hanno servito aperitivi con professionalità ed entusiasmo, incarnando perfettamente il messaggio della mostra: formare nuove generazioni nel segno dell’arte, del gusto e della manualità.

Francesco Pierotti di Asad ha dichiarato: “Creiamo imprese sociali e le portiamo nella rete delle imprese territoriali. I nostri prodotti ceramici sono belli. Diamo parola e vita alle nostre opere”.

Un manifesto per la città del fare

Made in Gubbio non è soltanto una mostra, ma un manifesto. È un atto d’amore per la città, un invito a rallentare e a riconoscere il valore dell’opera artigiana, che unisce funzione ed estetica, sapere antico e sensibilità contemporanea.

La mostra è visitabile al MUAM di Palazzo Beni e rappresenta una tappa fondamentale per chiunque voglia comprendere lo spirito profondo di Gubbio: un luogo dove l’arte non è ornamento, ma sostanza; dove la memoria non è nostalgia, ma motore del futuro.

In un mondo frenetico e impersonale, Made in Gubbio ci ricorda che l’identità di un territorio vive nei gesti sapienti delle sue mani.

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Mario Farneti
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