Si aprirà venerdì 8 maggio alle ore 10.30, nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, il percorso che condurrà alla 59esima edizione del Festival delle Nazioni, una delle manifestazioni culturali più longeve, autorevoli e identitarie del panorama umbro e nazionale.
Sarà infatti la sede istituzionale della Regione Umbria a ospitare la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 della storica rassegna, che quest’anno renderà omaggio alla Germania e ai Paesi di lingua germanica, proseguendo quella tradizione culturale che da quasi sei decenni caratterizza il festival e ne rappresenta la cifra distintiva: dedicare ogni anno la programmazione a una nazione o a un’area geografico-culturale, costruendo attorno a essa un articolato percorso musicale, artistico e di approfondimento.
L'edizione numero 59 si svolgerà dal 27 agosto all’11 settembre, con Città di Castello ancora una volta cuore pulsante della manifestazione, affiancata da una rete territoriale sempre più ampia che coinvolgerà numerosi comuni dell’Alta Umbria e delle aree limitrofe in un grande progetto culturale diffuso.
L’appuntamento di venerdì rappresenterà molto più del tradizionale lancio ufficiale del cartellone. La conferenza stampa sarà infatti l’occasione per delineare le direttrici artistiche, culturali e organizzative di un’edizione particolarmente significativa, che si inserisce nel solco di una manifestazione capace di attraversare quasi sessant’anni di storia mantenendo intatta la propria capacità di rinnovarsi.
Ad illustrare il programma interverranno i principali rappresentanti istituzionali e i vertici organizzativi della rassegna. Saranno presenti Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria, e Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Per il Comune di Città di Castello parteciperanno il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi. A rappresentare il Festival delle Nazioni saranno invece la presidente Silvia Polidori e il direttore artistico Massimo Mercelli, figura di riferimento della scena musicale internazionale e artefice del consolidamento artistico della manifestazione negli ultimi anni.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà dedicato alla Germania e ai Paesi di lingua germanica, area culturale che ha segnato in maniera decisiva la storia della musica europea e mondiale. Una scelta che apre a un vastissimo patrimonio artistico, musicale e intellettuale, capace di offrire molteplici chiavi di lettura e percorsi di approfondimento.
Dalla grande tradizione sinfonica tedesca alle avanguardie contemporanee, passando per il repertorio cameristico, operistico e sperimentale, il cartellone promette di sviluppare un dialogo articolato tra epoche, linguaggi e sensibilità artistiche.
Come da tradizione, il festival non si limiterà a una semplice proposta concertistica. L’omaggio al mondo germanofono si tradurrà infatti in una riflessione culturale più ampia, capace di intrecciare musica, arti visive, letteratura e momenti di approfondimento.
Un approccio che da sempre distingue la rassegna tifernate e che ne ha fatto un modello culturale riconosciuto ben oltre i confini regionali.
Se Città di Castello resterà il baricentro operativo e simbolico della manifestazione, il Festival delle Nazioni conferma e rafforza anche per il 2026 la propria dimensione territoriale diffusa. Oltre alla città tifernate, saranno infatti coinvolti Anghiari, Sansepolcro, Monterchi, Pietralunga, Citerna, San Giustino, Montone, Monte Santa Maria Tiberina, Umbertide e Lisciano Niccone. Una vera e propria rete intercomunale, capace di valorizzare luoghi, architetture storiche e patrimoni artistici attraverso il linguaggio universale della musica.
È proprio questa capacità di dialogare con il territorio uno degli elementi che negli anni ha reso il Festival delle Nazioni un’esperienza unica nel panorama italiano. Non un evento concentrato in una sola città, ma una piattaforma culturale diffusa che connette comunità diverse in un unico grande racconto.
Il Festival delle Nazioni si conferma anche come uno strumento strategico di valorizzazione turistica e promozione territoriale. Ogni edizione genera infatti ricadute significative sul tessuto economico, ricettivo e culturale dell’Alta Umbria, attirando pubblico, operatori del settore e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero.
La capacità della manifestazione di coniugare eccellenza artistica e valorizzazione dei luoghi rappresenta uno dei punti di forza più evidenti. Palazzi storici, piazze, teatri, chiese e spazi monumentali diventano scenografie naturali per un’esperienza culturale immersiva che restituisce centralità al patrimonio architettonico e paesaggistico del territorio.