Sempre in prima linea, spesso sotto organico, il lavoro della Polizia Penitenziaria avviene all'interno di un sistema che intreccia sicurezza e rieducazione e richiede attenzione, preparazione e qualità umane in dosi massicce. Un equilibrio tra vigilanza, controllo e gestione delle relazioni in contesti spesso difficili, dove non mancano tensioni, emergono le fragilità e il bisogno di ascolto.
Oggi, 24 marzo, ricorre il 209esimo anniversario dalla fondazione del Corpo, un momento di grande significato istituzionale e civile che è stato celebrato a Perugia presso la Sala dei Notari. Un'occasione di unità ma anche di riflessione sulle sfide che affronta il sistema penitenziario tra sovraffollamento, carenza di personale e condizioni di lavoro spesso molto impegnative. Problematiche più volte sollevate che richiedono interventi concreti affinché il Corpo possa svolgere le proprie funzioni in un contesto sicuro e dignitoso.
Anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha preso parte alla cerimonia, esprimendo riconoscenza alle donne e agli uomini del Corpo che ogni giorno sono impegnati nel garantire un servizio fondamentale per la società e le istituzioni.

"Alla Polizia Penitenziaria va il ringraziamento della Regione Umbria per il lavoro svolto ogni giorno con professionalità, senso dello Stato e grande responsabilità - ha affermato la governatrice -. Si tratta di un presidio fondamentale del nostro sistema democratico, che opera in contesti complessi e delicati, garantendo sicurezza e contribuendo al funzionamento degli istituti penitenziari".
Insieme alla gratitiudine c'è anche l'impegno nell'attenzionare le condizioni del sistema penitenziario con la volontà di garantire il massimo sforzo per superare le criticità strutturali, evidenziate in molte sedi, che influiscono sia sul lavoro degli operatori sia sulla qualità della vita delle persone detenute. L'Umbria conta quattro Istituti penitenziari - Perugia, Spoleto, Orvieto e Terni - che come mostrano i dati diffusi periodicamente dal Ministero della Giustizia, fanno i conti con un importante sovraffollamento. Una problematica estremamente impattante sul lavoro in carcere che causa tensioni, soprattutto quando avvengono nuovi trasferimenti di detenuti da altre regioni. Questo quanto denunciato anche il mese scorso dai sindacati a seguito dei gravi disordini che si sono verificati all'interno della Casa Circondariale di Terni.

"Il tema degli istituti penitenziari non può essere considerato marginale – ha aggiunto Proeitti in proposito -. Stiamo lavorando per rispondere in modo strutturale al sovraffollamento, alla carenza di personale e alle difficoltà operative, in collaborazione costante tra tutte le istituzioni coinvolte. È necessario sostenere con determinazione chi opera in questo ambito, promuovendo politiche capaci di coniugare sicurezza, dignità e diritti" ha concluso.
L’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli non ha potuto essere fisicamente presente alla cerimonia per il 209esimo anniversario di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria ma ha comunque voluto inviare un messaggio di vicinanza e stima.

Un augurio è andato al provveditore dell’amministrazione penitenziaria per l'Umbria Liberato Guerriero "con l’auspicio che si possa proseguire in un rapporto fondato sulla collaborazione tra istituzioni, nell’interesse del sistema penitenziario e della comunità - ha sottolineato l'assessore .- A tutto il Corpo - ha aggiunto - va la mia riconoscenza per un’attività che si svolge quotidianamente in condizioni complesse e che incide in modo diretto sull’organizzazione e sulla tenuta degli istituti".
Barcaioli, proprio come la presidente Proietti, ha ricordato come quello carcerario sia un sistema in affanno anche in Umbria. "Le condizioni in cui si vive e si lavora all’interno delle strutture penitenziarie richiedono un’attenzione costante e scelte chiare, capaci di tenere insieme il rispetto dei diritti e le esigenze di sicurezza" ha evidenziato ribadendo la necessità di sostenere chi opera in questo ambito.