Il vino non rappresenta più soltanto una delle eccellenze agroalimentari dell'Umbria, ma si conferma sempre più uno dei principali motori dello sviluppo turistico regionale. È questo il dato che emerge dal 21° Rapporto dell'Osservatorio nazionale del turismo del vino, presentato a Torgiano nel corso dell'Assemblea straordinaria dell'Associazione Nazionale Città del Vino, secondo cui il comparto enoturistico è oggi capace di attirare circa il 30% dei visitatori complessivi che scelgono l'Umbria come destinazione.
Un risultato che certifica il crescente peso del turismo del vino all'interno dell'economia regionale e che conferma come il patrimonio vitivinicolo, insieme ai borghi storici, alle produzioni di qualità e al paesaggio rurale, rappresenti ormai uno degli elementi più attrattivi dell'offerta turistica umbra.
A fare da cornice all'Assemblea straordinaria sono state quattro delle realtà simbolo dell'enologia regionale: Torgiano, Todi, Trevi e Montefalco, città che rappresentano alcuni dei territori vitivinicoli più conosciuti dell'Umbria e che hanno ospitato i lavori dell'iniziativa promossa dall'Associazione Nazionale Città del Vino.
La giornata inaugurale si è svolta a Torgiano, all'interno del Borgo Tre Vaselle, dove il convegno dal titolo "Evoluzione dell'enoturismo: scenari in atto e trend di crescita" ha aperto ufficialmente il confronto sulle nuove prospettive del comparto.
Proprio in questa occasione è stato illustrato il 21° Rapporto dell'Osservatorio nazionale del turismo del vino, realizzato da Nomisma Wine Monitor, che fotografa un settore in continua evoluzione e capace di offrire nuove opportunità economiche alle aziende vitivinicole italiane.
I numeri illustrati durante il convegno raccontano un fenomeno ormai strutturale. L'esperienza della visita in cantina non rappresenta più un'attività accessoria rispetto alla produzione del vino, ma è diventata una componente fondamentale del modello di sviluppo delle imprese vitivinicole.
Sempre più aziende stanno infatti investendo nell'accoglienza, nella valorizzazione del paesaggio, nelle degustazioni guidate, nei percorsi culturali e nelle esperienze immersive, trasformando le cantine in autentiche destinazioni turistiche. Per l'Umbria il dato assume un significato ancora più rilevante: secondo quanto emerso dall'Osservatorio, circa il 30% dei visitatori complessivi arriva in regione proprio grazie all'offerta legata al vino, un'incidenza che conferma il ruolo strategico dell'enoturismo nello sviluppo del territorio.
Nel corso dei lavori è intervenuto anche il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, che ha sottolineato la peculiarità dell'Umbria nel panorama nazionale.
Pur essendo una delle regioni più piccole d'Italia, l'Umbria riesce infatti a concentrare numerosi territori di eccellenza, riconosciuti a livello internazionale sia per la qualità delle produzioni agricole sia per il patrimonio culturale e paesaggistico. Una ricchezza diffusa che rappresenta uno dei principali punti di forza della promozione turistica regionale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo culturale del vino, tema affrontato dall'assessora regionale al Turismo Simona Meloni.
"Vino è identità, risorsa - ha dichiarato, secondo quanto riferiscono i promotori - richiama le nostre radici. Il vino è la nostra esperienza attraverso il quale si può delineare la storia delle cantine che rappresentano, per eccellenza, la cultura del vino, come qui a Torgiano la storia della famiglia Lungarotti, ma anche valorizzazione dei territori, come rilanciare il borgo di Torgiano grazie anche alla riapertura del Borgo Tre Vaselle, espressione di questo territorio".
Un intervento che pone l'accento su una visione del turismo sempre più integrata, nella quale il vino non viene considerato soltanto come prodotto commerciale, ma come elemento identitario capace di raccontare la storia delle comunità locali, delle famiglie produttrici e delle tradizioni agricole che caratterizzano il territorio umbro.
Tra i temi affrontati anche quello della promozione degli eventi dedicati all'enoturismo. Il coordinatore regionale delle Città del Vino, Avelio Burini, ha illustrato il nuovo progetto delle "Notti del Vino", format nazionale che coinvolgerà undici Città del Vino umbre durante tutta l'estate.
L'iniziativa punta a superare il modello delle grandi manifestazioni concentrate esclusivamente sulla quantità di visitatori, privilegiando invece esperienze di qualità nelle quali degustazioni, cultura, musica e valorizzazione del patrimonio storico convivono all'interno di un'offerta integrata.
L'obiettivo è accompagnare gli enoturisti alla scoperta dei borghi umbri attraverso un calendario diffuso di appuntamenti capace di mettere al centro il legame tra vino e territorio.
Tra gli interventi più significativi quello del presidente nazionale dell'Associazione Città del Vino, Angelo Radica, che ha analizzato il momento attraversato dal comparto vitivinicolo.
"Dopo due anni di stop per il Covid - ha sottolineato il presidente Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica - da 23 anni noi facciamo questo osservatorio e questo è la dimostrazione di quanto l'associazione che ricordo raggruppa oltre 500 comuni italiani, creda nell'enoturismo, soprattutto dopo la crisi del vino, e in particolare dei vini rossi. Nell'85 un italiano beveva 100 litri di vino mediamente, oggi ne beve 29, e quindi l'enoturismo può rappresentare un forte elemento di integrazione del reddito delle cantine. Oggi il 52% dei consumatori visita la cantina e poi compra il vino e in Umbria la media del fatturato delle cantine per l'enoturismo sfiora il 30%".
Le parole del presidente fotografano un cambiamento profondo nelle abitudini dei consumatori: diminuiscono i consumi tradizionali, ma cresce il valore dell'esperienza diretta, della visita in azienda e del rapporto con il produttore.
Il Rapporto dell'Osservatorio evidenzia inoltre come siano soprattutto i Millennials a rappresentare oggi il motore della crescita del comparto.
A differenza delle generazioni precedenti, i giovani consumatori privilegiano il consumo fuori casa, ricercano etichette di fascia premium e attribuiscono grande valore all'esperienza di visita nelle cantine. Proprio grazie a questa fascia di pubblico molte aziende stanno registrando un deciso incremento delle vendite dirette, confermando come l'enoturismo rappresenti non soltanto uno strumento promozionale, ma una leva commerciale sempre più strategica.
I dati presentati a Torgiano delineano un quadro chiaro: l'enoturismo non costituisce più un segmento complementare dell'offerta regionale, ma uno dei principali fattori di sviluppo economico dell'Umbria. La capacità di attrarre quasi un visitatore su tre attraverso il vino dimostra come le produzioni vitivinicole, i paesaggi rurali, le cantine storiche e i borghi rappresentino oggi un patrimonio in grado di generare occupazione, sostenere le imprese agricole e rafforzare l'immagine della regione sui mercati nazionali e internazionali.
In uno scenario in cui il turismo esperienziale continua a crescere, l'Umbria conferma così la propria vocazione a trasformare il vino non soltanto in un prodotto d'eccellenza, ma in uno strumento di promozione territoriale, sviluppo economico e valorizzazione culturale, capace di raccontare l'identità di una regione attraverso le sue tradizioni, le sue aziende e i suoi paesaggi.