06 Mar, 2025 - 19:00

L’elefante in fuga a Gubbio: episodio che riaccende il dibattito sui circhi con animali

L’elefante in fuga a Gubbio: episodio che riaccende il dibattito sui circhi con animali

Negli ultimi giorni, una notizia insolita ha catturato l’attenzione dei cittadini di Gubbio e degli amanti degli animali in tutta Italia. Un elefante è stato avvistato mentre vagava liberamente nei prati nei pressi della città, a pochi metri dalle strade e dai veicoli in transito. Non si trattava di una bizzarra trovata pubblicitaria, ma di un caso reale: il pachiderma era fuggito dal tendone di un circo itinerante, riaccendendo il dibattito sulla necessità di vietare l’uso degli animali negli spettacoli circensi.

L’episodio si è verificato in pieno giorno, quando diversi automobilisti, increduli di fronte alla scena surreale, hanno allertato le forze dell’ordine. L’elefante, alla ricerca di un po’ d’erba fresca da brucare, si muoveva con apparente tranquillità tra i campi adiacenti alla zona in cui il circo aveva fatto tappa.

L’intervento della polizia è stato rapido e decisivo: dopo pochi istanti di libertà, il pachiderma è stato ricondotto all’interno del recinto senza danni né per l’animale né per la popolazione. Tuttavia, la vicenda solleva interrogativi importanti: quanto è sicuro tenere animali esotici in ambienti inadeguati e costringerli a una vita di privazioni?

L'elefante avebbe potuto rappresentare un pericolo, perché non abituato a vivere in un contesto urbano

L’elefante in fuga avrebbe potuto rappresentare un pericolo, sia per sé stesso che per le persone nelle vicinanze. Gli animali selvatici, infatti, non sono abituati a contesti urbani e potrebbero reagire in modo imprevedibile a situazioni di stress, rumori forti e movimenti improvvisi.

Inoltre, il semplice fatto che un animale di tali dimensioni possa liberarsi e vagare senza controllo dimostra che i sistemi di sicurezza nei circhi non sono sempre adeguati

A seguito dell’accaduto, la Lega Anti Vivisezione (LAV) ha ribadito con forza la sua posizione, sollecitando il Governo ad approvare il Decreto legislativo che vieterebbe l’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti.

“L’incidente odierno ci riporta all’urgenza di dismettere quanto prima l’uso di animali nei circhi - ribadisce la LAV -. Chiediamo al Ministro della Cultura Giuli di portare a Palazzo Chigi, senza ulteriori rinvii o ritardi, lo schema di Decreto legislativo di attuazione della Legge delega sullo spettacolo che prevede lo stop all’utilizzo degli animali nei circhi e spettacoli viaggianti come già deciso da tanti altri Paesi, con il dovuto aiuto al settore per la riconversione e senza alcuna perdita di posti di lavoro”, ha dichiarato Giulia Giambalvo, rappresentante dell’Area Animali Esotici LAV.

L’Italia è ancora indietro rispetto a molte altre nazioni europee, che hanno già adottato misure restrittive o divieti totali sull’uso degli animali nei circhi. Paesi come Austria, Olanda, Grecia e Belgio hanno riconosciuto che questa pratica è obsoleta e incompatibile con il benessere animale.

Negli anni si sono verificati numerosi casi simili in Italia e all'estero

Quello di Gubbio non è certo il primo episodio di un animale fuggito dal circo. Negli anni si sono verificati numerosi casi simili in Italia e all’estero.

Nel 2023, il caso del leone fuggito a Ladispoli aveva fatto scalpore: l’animale era stato avvistato mentre si aggirava tra le abitazioni della cittadina laziale, generando il panico tra i residenti. L’episodio aveva portato alla temporanea chiusura di scuole e strade per consentire la cattura in sicurezza del felino.

Altri casi riguardano tigri, giraffe e cammelli scappati dai circhi per motivi diversi, dalla negligenza degli addetti alla disperazione degli animali stessi, che tentano di sfuggire alle condizioni di prigionia.

L’utilizzo di animali nei circhi è una pratica datata e anacronistica, che si basa su un concetto di spettacolo ormai superato. La vera arte circense si fonda sull’abilità degli artisti, sulla magia delle acrobazie e sulla creatività degli spettacoli, senza il bisogno di sfruttare esseri viventi.

Oggi, molti circhi moderni hanno eliminato l’uso degli animali, preferendo numeri di illusionismo, clown, trapezisti e danzatori aerei. Ne è un esempio il Cirque du Soleil, una delle realtà più celebri e apprezzate a livello internazionale, che ha dimostrato come il circo possa esistere e prosperare senza infliggere sofferenze agli animali.

Necessario adottare misure legislative concrete per la protezione degli animali

Il caso dell’elefante in fuga a Gubbio deve essere visto come un ulteriore segnale della necessità di cambiare prospettiva e adottare misure concrete per la protezione degli animali impiegati negli spettacoli.

Se un elefante fugge dal circo, non si tratta di una semplice casualità, ma del sintomo di un problema più profondo: gli animali non appartengono ai circhi. Costringerli a vivere in spazi angusti, a esibirsi sotto stress e a viaggiare continuamente in condizioni precarie è una forma di maltrattamento inaccettabile.

Il tempo delle esibizioni con animali deve finire. L’episodio di Gubbio ci ricorda che il rispetto per la vita degli esseri viventi deve avere la priorità su qualsiasi forma di intrattenimento.

Le leggi devono evolversi, così come la mentalità collettiva: il circo può esistere senza animali, e gli animali possono finalmente esistere senza il circo. Il futuro dell’arte circense è fatto di spettacoli innovativi, creatività e talento umano. 

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Mario Farneti
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