02 Jun, 2026 - 18:00

Le Mole di Narni a rischio chiusura: è di nuovo scontro totale tra Enel, Comune e la famiglia Caponi

Le Mole di Narni a rischio chiusura: è di nuovo scontro totale tra Enel, Comune e la famiglia Caponi

Ancora polemiche su Le Mole di Narni, uno dei siti turistici più visitati e instagrammabili dell'Umbria. A Narni si apre un nuovo fronte attorno alle Mole, tra i lavori di sicurezza annunciati da Enel per l’impianto idroelettrico e la netta opposizione della famiglia Caponi, proprietaria dell’area. Sul tavolo c’è l’ipotesi di misure restrittive sull’accesso al bacino e alle zone del fiume Nera interessate dagli interventi, ma i titolari della Società Agricola Le Mole contestano con forza questa soluzione, giudicandola dannosa per il territorio e del tutto inutile sul piano della prevenzione. La loro richiesta è chiara: niente chiusure generalizzate, ma un confronto tecnico immediato con Comune di Narni ed Enel Green Power per trovare soluzioni concrete, a partire dalla sospensione del sifone Gregotti, già sperimentata con successo nell’estate 2025. La vicenda intreccia sicurezza pubblica, tutela ambientale, turismo in Umbria e attività economiche locali, in un luogo che ogni anno richiama migliaia di visitatori e che resta al centro di una partita delicata per l’intera Valle del Nera.

Il vertice tra Enel Hydro e il Comune di Narni: sul tavolo i lavori per la sicurezza della centrale e l'ipotesi di interdire l'accesso

Il dibattito si è acceso a seguito del recente incontro tra i vertici di Enel Hydro e l'amministrazione comunale di Narni. Al centro del vertice, la necessità di fare il punto sugli interventi strutturali volti a garantire la sicurezza dell’impianto idroelettrico della centrale di Nera Montoro e la gestione delle aree limitrofe. In questo contesto, Enel Green Power ha avanzato una richiesta formale al Comune di Narni affinché venga valutata l'adozione di un'ordinanza sindacale finalizzata a interdire l'accesso al bacino delle Mole e alle aree del fiume Nera poste a monte dello stesso.

Una misura restrittiva motivata, secondo l'azienda, dai rischi connessi ai lavori in corso e al funzionamento del sifone Gregotti. Tuttavia, la prospettiva di un blocco totale degli accessi ha immediatamente sollevato una reazione durissima, trasformando una questione di gestione tecnica in un vero e proprio scontro tra l'ente pubblico, il colosso energetico e la proprietà privata dell'area.

La dura reazione della famiglia Caponi e l'allarme per l'impatto economico sul turismo della Valle del Nera

La risposta della famiglia Caponi, proprietaria dell’area delle Mole, e della Società Agricola Le Mole è stata immediata e categorica. Attraverso un comunicato ufficiale, i gestori hanno espresso una profonda preoccupazione, definendo l'eventuale ordinanza di divieto di balneazione del Sindaco come un provvedimento gravemente dannoso, sproporzionato e inefficace.

Un simile provvedimento rappresenterebbe una scelta gravemente dannosa, sproporzionata e del tutto inefficace sotto il profilo della sicurezza pubblica, capace di arrecare un danno irreparabile non solo alla nostra società, che legittimamente esercita un'attività agricola, turistico-ricettiva e di valorizzazione ambientale all'interno della propria proprietà, ma all'intero territorio narnese”, dichiara senza mezzi termini Francesco Bussotti, amministratore unico della società.

L'area delle Mole di Narni, pur essendo una proprietà privata, rappresenta da anni un motore economico insostituibile per l'intera Umbria. Solo lo scorso anno, il sito naturalistico ha generato oltre 50.000 presenze turistiche, trainando il comparto di strutture ricettive, ristoranti, guide ambientali e attività commerciali del territorio. Privare la collettività di questo patrimonio naturale significherebbe, per la proprietà, infliggere un danno d'immagine ed economico enorme alla comunità.

Inoltre, la Società Agricola Le Mole ha voluto sottolineare l'inutilità storica dei divieti di balneazione, ricordando come le ordinanze passate siano state costantemente ignorate dai visitatori, rendendo i vecchi provvedimenti dei meri atti formali privi di efficacia preventiva.

Se il rischio deriva dal funzionamento di un impianto industriale, appare evidente che la soluzione debba essere individuata intervenendo sulle cause del problema e non vietando ai cittadini la fruizione di un bene naturale che da decenni rappresenta un patrimonio collettivo”.

Le proposte della proprietà privata per salvare la stagione 2026: dal tavolo tecnico all'allarme acustico preventivo del sifone

La critica della famiglia Caponi si sposta poi sul metodo politico adottato, contestando apertamente il fatto che il Comune di Narni e Enel abbiano preso decisioni e svolto incontri escludendo il legittimo proprietario e gestore quotidiano dell'area. Per superare l'impasse e salvare la stagione estiva 2026, la Società Agricola Le Mole ha inviato una PEC formale al Comune e a Enel per chiedere l'istituzione urgente di un tavolo tecnico condiviso e ha messo sul tavolo soluzioni concrete e alternative alla chiusura.

La prima richiesta è quella di riproporre la strategia già adottata con successo nell’estate 2025: la sospensione dell’utilizzo del sifone Gregotti nei mesi di maggiore affluenza, che lo scorso anno ha garantito la piena fruizione del bacino e lo svolgimento delle attività balneari in assoluta sicurezza. Qualora Enel Green Power ritenga invece indispensabile il mantenimento in esercizio dell'impianto, la proprietà chiede l'introduzione di modalità operative differenti e più sicure.

Attualmente, come evidenziato dalla proprietà, l'attività del sifone parte in contemporanea con il segnale d'allarme, impedendo alle persone in acqua di uscire tempestivamente dal bacino. La proposta di Francesco Bussotti mira a mutuare un sistema di gestione dei flussi idrici già rodato in altre eccellenze naturalistiche locali:

In particolare proponiamo che ogni attivazione del sifone sia preceduta da un segnale acustico chiaramente percepibile almeno dieci minuti prima dell'avvio delle operazioni e successivamente ripetuto fino all'effettiva apertura del sifone”.

Questo anticipo temporale, simile a quanto avviene correntemente alla Cascata delle Marmore, permetterebbe al personale della Società Agricola e agli addetti alla sicurezza di far evacuare l'area e allontanare i bagnanti in totale sicurezza. Resta ora da capire se le istituzioni accoglieranno l'appello per un confronto pubblico e tecnico prima di assumere decisioni che rischierebbero di compromettere definitivamente il futuro turistico ed economico della Valle del Nera.

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Federico Zacaglioni
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