Non più analisi, studi o tavoli annunciati ma mai partiti. Per Cgil, Cisl e Uil Umbria è arrivato il momento delle decisioni. Un messaggio netto, scandito con toni fermi e unitari dai segretari generali regionali Maria Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari nel corso della conferenza stampa convocata alla Cassa Edile di Perugia per fare il punto sul confronto con la Regione Umbria e sulle principali criticità che interessano il territorio.
Al centro dell'incontro, due temi destinati a segnare il futuro della regione nei prossimi anni: la tenuta del sistema sanitario e le prospettive dello sviluppo economico. Questioni che richiedono un'accelerazione immediata e una fase di confronto strutturata con le istituzioni regionali. L'impressione emersa dall'incontro è quella di una crescente preoccupazione da parte del fronte sindacale rispetto a una fase economica e sociale considerata particolarmente delicata, aggravata dall'avvicinarsi della conclusione della stagione straordinaria degli investimenti legati al Pnrr e dalla necessità di programmare il futuro della regione attraverso interventi strutturali e di lungo periodo.
L'apertura della conferenza stampa è stata affidata a un messaggio condiviso dai tre segretari generali. “Basta con le analisi, è il momento delle azioni concrete”.
Una frase che sintetizza la posizione delle tre sigle sindacali e che fotografa, secondo i rappresentanti dei lavoratori, la necessità di passare rapidamente dalla fase delle valutazioni a quella delle decisioni operative. “Abbiamo bisogno di un cambiamento strutturale - hanno detto - che scaturisca da una visione, altrimenti la situazione non potrà migliorare”.
Per Cgil, Cisl e Uil il punto centrale riguarda proprio la capacità di costruire una strategia complessiva per il futuro dell'Umbria, evitando interventi frammentati o limitati alla gestione delle emergenze. Secondo i sindacati, infatti, la fase storica attuale impone una programmazione capace di accompagnare le trasformazioni economiche, produttive e sociali che stanno interessando il territorio regionale.
Particolarmente severa l'analisi sullo stato dell'economia umbra. Nel corso dell'incontro i segretari hanno evidenziato come numerosi indicatori mostrino segnali di rallentamento e difficoltà che rischiano di compromettere la competitività della regione.
“La situazione in ambito economico è drammatica, in quanto il Pil è fermo dal 2018, in Umbria la produzione arretra, si indebolisce la manifattura e l’industria mentre crescono logistica e turismo, che non garantiscono però una crescita strutturata, sostenibile e hanno retribuzioni troppo basse”. Un quadro che, secondo le organizzazioni sindacali, evidenzia la necessità di rilanciare il sistema produttivo regionale attraverso politiche industriali mirate e strumenti in grado di sostenere gli investimenti delle imprese.
Tra le priorità indicate figura anche il tema dell'accesso al credito. Le tre sigle ritengono infatti indispensabile facilitare il rapporto tra sistema bancario e piccole e medie imprese, che rappresentano la struttura portante dell'economia regionale.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre alla questione degli appalti pubblici. “Ci aspettiamo un iter veloce anche per la legge sugli appalti, che dovrà andare ad intervenire sui processi che determinano dumping tra i lavoratori”. I sindacati hanno inoltre ricordato come il tavolo regionale sull'economia, annunciato all'inizio della legislatura, non sia mai stato convocato, elemento che contribuisce ad alimentare il malcontento delle organizzazioni sindacali.
Oltre alle questioni economiche, il secondo grande fronte di confronto riguarda il sistema sanitario regionale. Un tema che continua ad occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico umbro e che, secondo Cgil, Cisl e Uil, necessita di interventi immediati.
I segretari hanno espresso forte insoddisfazione per l'assenza di un confronto istituzionale strutturato. “Leggiamo notizie senza essere mai stati convocati nei tavoli istituzionali più volte richiesti. Questo modus operandi è alquanto discutibile. Se la situazione proseguirà in questo modo, senza avviare una vera fase concertativa, saremo costretti ad assumere le iniziative sindacali più opportune”. La richiesta avanzata alla Regione è quella di aprire rapidamente una fase di concertazione che accompagni la definizione del nuovo Piano sociosanitario regionale, documento considerato decisivo per il futuro dell'assistenza sanitaria in Umbria.
Le organizzazioni sindacali hanno posto l'accento soprattutto sulle difficoltà che interessano il personale sanitario. “C’è esigenza di riorganizzare la rete ospedaliera, innalzando le prestazioni e aumentando la presenza della sanità territoriale, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione. Serve un piano di assunzioni più incisivo: oggi i nostri dipendenti sono costretti a turni massacranti, non hanno certezze sulla possibilità di ferie e riposi, rischiando ogni giorno problemi di burn out”.
I sindacati hanno inoltre ricordato come le risorse derivanti dall'incremento dell'Irpef regionale non abbiano ancora prodotto, a loro giudizio, risultati tangibili sul versante del miglioramento delle prestazioni sanitarie.
Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema della governance sanitaria regionale, al centro del dibattito politico nelle ultime settimane.
Maria Rita Paggio ha chiarito la posizione della Cgil. “In merito alla governance della sanità regionale, di cui si sta parlando in questi giorni - Paggio ha specificato la posizione di Cgil in merito - siamo assolutamente contrari alla Usl unica. Il problema non è sicuramente l’attuale assetto a quattro. Quello che è necessario, invece, sono un’immediata azione e investimenti per: l’ospedale di Terni e la realizzazione del nuovo ospedale di Narni Amelia, l’assunzione di personale, il funzionamento delle case di comunità e della medicina territoriale e riqualificazione della rete ospedaliera”.
Sulla stessa linea la posizione della Cisl. “Siamo per il mantenimento delle due Asl e delle due Aziende Ospedaliere e vogliamo risposte certe in merito alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni”.
Più orientata agli aspetti operativi la riflessione della Uil. “Riteniamo sia fondamentale e prioritario occuparci del benessere dei dipendenti e delle dipendenti, e dei servizi per le persone, evitando di entrare nelle polemiche legate all’architettura sanitaria. La svolta è invece urgente su assunzioni del personale, investimenti per i macchinari e aumento delle prestazioni”.
La conferenza stampa si è conclusa con una richiesta precisa rivolta alla Regione Umbria: aprire in tempi rapidi un confronto permanente sui principali dossier che riguardano economia, occupazione e sanità. Per Cgil, Cisl e Uil il nuovo Piano sociosanitario regionale dovrà essere costruito attraverso un percorso condiviso e partecipato.
“Ci aspettiamo - hanno concluso Paggio, Manzotti e Molinari - che al massimo entro l’autunno si arrivi alla definizione condivisa del nuovo Piano sociosanitario regionale. Se non arriveranno risposte sulle nostre richieste, siamo pronti alla mobilitazione”.
Un segnale chiaro con cui le tre organizzazioni chiedono alla Regione di accelerare il confronto su alcune delle questioni considerate più urgenti per il futuro dell'Umbria, dalla competitività del sistema produttivo alla tenuta della sanità pubblica, fino alla tutela del lavoro e dei servizi essenziali per i cittadini.