11 Jan, 2026 - 13:08

Lago Trasimeno, l'analisi Anbi: piogge abbondanti ma localizzate, il livello sale solo di 2 centimetri

Lago Trasimeno, l'analisi Anbi: piogge abbondanti ma localizzate, il livello sale solo di 2 centimetri

Piove, nevica lungo l’Appennino, ma il Lago Trasimeno resta sostanzialmente fermo. È quanto emerge dal report dell’Anbi, l’associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, che monitora l’andamento idrologico della prima settimana del 2026. Per il bacino umbro il giudizio è chiaro: “accrescimento appena accennato”. Nonostante le precipitazioni, il livello del lago è aumentato di soli due centimetri, richiamando l’attenzione sulla vulnerabilità idrica della zona e sulla necessità di interventi strutturali e di gestione lungimirante delle risorse.

Il dato: “appena 2 centimetri”

Nel documento, l’Anbi evidenzia come il Trasimeno “nonostante le abbondanti piogge dei giorni scorsi, ha guadagnato appena 2 centimetri; in evidente crescita sono i flussi nei fiumi Chiascio e Paglia”. Un dato che segnala una risposta idrologica disomogenea: le precipitazioni hanno inciso sui corsi d’acqua, ma non si sono tradotte in un recupero significativo del livello lacustre. La dinamica, spiegano i tecnici, è coerente con una pioggia intensa ma concentrata nel tempo e nello spazio, incapace di alimentare in modo duraturo un bacino con caratteristiche idromorfologiche delicate come il Trasimeno.

Italia, precipitazioni in aumento ma distribuzione irregolare

Il report dell’Anbi inserisce la situazione del Trasimeno in un contesto nazionale più ampio, evidenziando come le piogge siano aumentate, ma con effetti disomogenei. “Nonostante ampie zone d'Italia abbiano subito una forte siccità non ancora completamente risolta e generalmente scarsi siano stati i manti nevosi, l'anno meteorologico (dicembre 2024 - novembre 2025) ha complessivamente registrato +6,4% nelle precipitazioni sulla penisola a testimonianza della forte localizzazione degli eventi atmosferici”, si legge nel documento. In altre parole, piove di più in media, ma in maniera irregolare: episodi intensi e brevi, spesso concentrati, che non sempre ricaricano le riserve di lungo periodo.

Lo “sprazzo di vero inverno” e le nevicate

La prima settimana del 2026, prosegue l’Anbi, “ha regalato uno sprazzo di vero inverno con abbondanti piogge sulle pianure dell'Italia Centro-Meridionale e neve lungo la dorsale appenninica”. A fornire il dettaglio è il direttore generale Massimo Gargano: “a Campo Imperatore, in Abruzzo, sono presenti al suolo cm. 114 di neve (nello stesso periodo dell'anno scorso c'erano appena 27 cm); sul marchigiano Monte Acuto, 54 cm; a Gualdo Tadino in Umbria, 20 cm; nel Lazio si superano i 50 centimetri di neve nel Reatino e i 30 centimetri sui monti Ernici, nel Frusinate”. Un quadro che testimonia un ritorno di condizioni invernali più marcate in quota, ma che, senza sistemi di accumulo e gestione, non garantisce benefici strutturali ai bacini di pianura e ai laghi.

Trasimeno: interventi in corso a Tuoro

Sul fronte delle soluzioni, a fine 2025 la Regione Umbria ha avviato a Tuoro sul Trasimeno la predisposizione del cantiere per la messa in opera dell’impianto filtrante per l’adduzione dell’acqua da Montedoglio. L’opera, attesa da tempo, mira a diversificare le fonti di approvvigionamento del lago, riducendo la dipendenza esclusiva dalle precipitazioni e dagli afflussi naturali. Si tratta di un tassello di una strategia più ampia per stabilizzare i livelli idrici e tutelare gli equilibri ambientali del bacino.

L’appello dell’Anbi: invasi e pianificazione

Il presidente dell’Anbi, Francesco Vincenzi, richiama la necessità di una svolta nelle politiche idriche: “è un dato, che non ci sorprende e conferma la necessità di avviare il Piano Nazionale Invasi Multifunzionali per trattenere le acque di pioggia e poi trasportarle laddove necessita; come da noi ripetutamente segnalato non è la risorsa a mancare, ma una sua lungimirante gestione”. Il messaggio è chiaro: senza infrastrutture capaci di immagazzinare, regolare e redistribuire l’acqua, gli episodi meteorologici - per quanto intensi - non si traducono in sicurezza idrica.

Impatto su territorio, agricoltura ed ecosistemi

Il limitato incremento del livello del Trasimeno non è un dettaglio tecnico, ma un fattore con ricadute dirette su più piani. Per l’agricoltura, la disponibilità d’acqua condiziona le scelte colturali e l’efficienza dei sistemi irrigui. Per gli ecosistemi lacustri, il livello idrico influisce sulla qualità delle acque, sulla biodiversità e sulla stabilità delle aree umide perimetrali. Anche il turismo risente delle oscillazioni: la fruizione del lago, la navigabilità e l’attrattività delle sponde dipendono in parte da condizioni idrometriche adeguate.

Gestione strategica delle acque: prevenzione e infrastrutture integrate

Il caso del Lago Trasimeno conferma l’urgenza di adottare una gestione integrata delle risorse idriche. Come sottolinea l’Anbi, sono necessari invasi multifunzionali, reti di adduzione e sistemi di filtrazione, manutenzione costante dei corsi d’acqua, monitoraggi continui e piani di emergenza per le fasi di stress idrico. L’obiettivo dichiarato è superare l’approccio reattivo, che interviene solo di fronte alle crisi, e promuovere una pianificazione preventiva: trattenere l’acqua quando disponibile e garantirne la distribuzione nei territori e nei settori che ne hanno maggiore bisogno.

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Francesco Mastrodicasa
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