28 Feb, 2026 - 14:46

Gestione idrica del Trasimeno, attivata la condotta dal Montedoglio: 200 litri al secondo per sostenere il livello del lago

Gestione idrica del Trasimeno, attivata la condotta dal Montedoglio: 200 litri al secondo per sostenere il livello del lago

Con l’apertura ufficiale della condotta che collega la diga di Montedoglio al Lago Trasimeno, prende forma uno degli interventi più attesi e strutturali per la stabilizzazione idrica del bacino umbro. L’attivazione, avvenuta questa mattina alle ore 10, segna un passaggio strategico nel percorso di contrasto alla crisi idrica che negli ultimi anni ha messo a dura prova l’equilibrio ambientale ed economico del lago.

Alla cerimonia hanno preso parte la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, l’assessore regionale Simona Meloni, il capogruppo regionale del Partito Democratico Cristian Betti e i sindaci dei Comuni rivieraschi. Con l’azionamento della ruota della condotta - infrastruttura dotata di un sistema di filtrazione progettato per garantire la qualità delle acque immesse - sono stati convogliati nel lago i primi flussi provenienti dall’invaso toscano.

La portata iniziale, fissata in 200 litri al secondo, rappresenta una misura di sostegno immediato al livello idrometrico del Trasimeno. Secondo le valutazioni tecniche, il contributo idrico dovrebbe determinare un innalzamento superiore ai 10 centimetri nelle prossime settimane, consolidando il recupero già in atto grazie alle precipitazioni registrate negli ultimi due mesi e rafforzando così la resilienza del sistema lacustre in vista della stagione estiva.

I livelli idrometrici e il recupero recente

Negli ultimi anni il Lago Trasimeno ha attraversato una delle fasi più critiche della sua storia recente, con il livello delle acque precipitato fino a quota -170 centimetri rispetto allo zero idrometrico. Un quadro aggravato dalla crescente irregolarità delle precipitazioni e dagli effetti ormai strutturali dei cambiamenti climatici sull'equilibrio del bacino lacustre.

Le piogge registrate negli ultimi due mesi hanno consentito un primo, significativo recupero di circa 30 centimetri, riportando il livello a -140. Un segnale incoraggiante, ma ancora insufficiente a garantire una piena stabilità idrologica. In questo contesto si inserisce l’immissione delle acque provenienti dalla diga di Montedoglio, destinata a consolidare la tendenza al rialzo e a mettere in sicurezza il lago in vista della stagione estiva, tradizionalmente la più esposta al rischio di abbassamenti.

La nuova condotta costituisce, inoltre, la prima attuazione concreta del Patto Toscana-Umbria, l’accordo interregionale siglato per promuovere una gestione integrata e condivisa delle risorse idriche. Un’intesa strategica che punta a rafforzare la cooperazione tra i due territori e a costruire strumenti strutturali di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, sempre più incisivi sui sistemi lacustri dell’Italia centrale.

Stefania Proietti: "Una giornata storica"

“È una giornata storica per il Lago Trasimeno e la dimostrazione che il Patto con la Regione Toscana non era di facciata ma strategico per il presente e il futuro delle nostre due regioni”: ha spiegato la Presidente della Giunta regionale parlando, poco prima dell'inaugurazione ufficiale, con giornalisti e cittadini, intervenendo anche sulle polemiche sollevate dall’opposizione in merito all’accordo con il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

La presidente ha inoltre chiarito le ragioni dei ritardi rispetto al cronoprogramma iniziale: “Le squadre impegnate per la postazione di adduzione di Tuoro hanno lavorato a testa bassa, ma abbiamo subito il maltempo e soprattutto abbiamo avuto difficoltà nel reperire e acquistare macchinari fondamentali per il servizio”.

Parole che hanno inteso ribadire la natura tecnica degli slittamenti e confermare la volontà politica di portare a termine l’intero piano di intervento.

La rete istituzionale coinvolta

Alla cerimonia erano presenti anche i rappresentanti della Struttura commissariale per l’emergenza idrica del Lago Trasimeno, dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, di Afor, Eaut, Arpa Umbria e dell’Università degli Studi di Perugia, a testimonianza di un coordinamento istituzionale ampio e trasversale. Un sistema di governance chiamato non solo a gestire l’avvio dell’infrastruttura, ma soprattutto a vigilare sugli effetti dell’adduzione, sia sotto il profilo quantitativo - in termini di livelli idrometrici e portate - sia sotto quello qualitativo, legato alla composizione e alla compatibilità delle acque immesse.

I tecnici intervenuti hanno sottolineato la necessità di accompagnare l’immissione con un monitoraggio costante e scientificamente strutturato dei parametri ambientali, dalla temperatura alla concentrazione di nutrienti, fino agli indicatori biologici. L’obiettivo è preservare l’equilibrio dell’ecosistema lacustre, evitando alterazioni delle dinamiche naturali e prevenendo possibili impatti sulla flora, sulla fauna ittica e sull’avifauna che caratterizzano uno dei principali bacini dell’Italia centrale.

La seconda adduzione: obiettivo Paganico

Secondo quanto riferito dall’assessore regionale Simona Meloni, l’obiettivo è inaugurare entro l’anno la seconda adduzione Montedoglio-Trasimeno, prevista nell’area di Paganico, sempre nel territorio comunale di Tuoro sul Trasimeno.

Il secondo canale, di maggiore portata, dovrebbe garantire fino a 800 litri al secondo, con un apporto stimato di circa 40 centimetri di acqua aggiuntiva nel bacino. Un intervento considerato strategico per fronteggiare le stagioni più critiche e per assicurare una maggiore resilienza del lago nei periodi di siccità prolungata.

Impatti ambientali e prospettive future

L’intervento rappresenta una risposta concreta a un’emergenza che negli ultimi anni ha inciso profondamente sull’equilibrio ambientale e sull’economia del territorio. Le oscillazioni del livello idrometrico hanno avuto ripercussioni dirette sul comparto turistico, sull’attività della pesca professionale e sportiva e sulla biodiversità, alterando habitat e dinamiche naturali del bacino.

Il Trasimeno, tra i principali laghi dell’Italia centrale per estensione e rilevanza ecologica, rappresenta infatti un patrimonio strategico non solo sotto il profilo paesaggistico, ma anche economico e sociale. La stabilità del livello delle acque è elemento determinante per la conservazione delle specie ittiche, per la funzionalità delle aree umide perifluviali e per la salvaguardia delle attività produttive legate al lago.

Gli esperti evidenziano tuttavia che l’adduzione da Montedoglio non può essere considerata una soluzione autosufficiente. L’intervento dovrà inserirsi in una strategia integrata di gestione del bacino, che comprenda la tutela e la manutenzione delle sponde, il controllo dei prelievi idrici, il contrasto alla diffusione di specie invasive e una pianificazione sostenibile delle attività antropiche. Solo attraverso un approccio sistemico e continuativo sarà possibile garantire nel medio e lungo periodo la resilienza del lago rispetto agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

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Francesco Mastrodicasa
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