20 Jun, 2026 - 15:37

Laghetto di Teodorico, Il Comune di Spoleto accelera sul vincolo paesaggistico: “Tutela per tutti i 17 ettari dell’area”

Laghetto di Teodorico, Il Comune di Spoleto accelera sul vincolo paesaggistico: “Tutela per tutti i 17 ettari dell’area”

La tutela del laghetto di Teodorico e dell’ampia area agricola che ne costituisce la naturale cornice entra in una fase cruciale del proprio percorso amministrativo. Il Comune di Spoleto ha infatti avviato formalmente l’iter per richiedere alla Regione Umbria l’apposizione di un vincolo paesaggistico sull’intero comparto denominato “I Pozzaccheri” o “Bonifica di Teodorico”, un’area di circa 17 ettari situata nella frazione di Madonna di Lugo, lungo via Sandro Pertini, a ridosso del tessuto produttivo e commerciale della città. 

Si tratta di uno dei temi urbanistici e ambientali più rilevanti degli ultimi anni per Spoleto, un dossier che coinvolge aspetti legati alla conservazione del paesaggio, alla valorizzazione del patrimonio storico e alla pianificazione dello sviluppo urbano. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è quello di garantire una tutela strutturale e duratura di un’area considerata di particolare interesse sotto il profilo paesaggistico, ambientale e storico.

A confermarlo è stato il sindaco Andrea Sisti, che ha fatto il punto sullo stato dell’iter amministrativo, sottolineando come il Comune abbia già trasmesso tutta la documentazione necessaria alla Regione e stia ora lavorando alle integrazioni richieste dagli uffici competenti.

La richiesta formale alla Regione Umbria

L’amministrazione comunale considera il vincolo paesaggistico uno strumento fondamentale per garantire la conservazione di un’area che rappresenta una delle ultime grandi porzioni agricole ancora integre a ridosso del tessuto urbanizzato.

“Stiamo lavorando affinché tutta l'area agricola denominata 'I pozzaccheri o Bonifica di Teodorico', risalente all'epoca Longobarda, venga sottoposta a vincolo paesaggistico”, ha dichiarato il sindaco Andrea Sisti. Un impegno che si è tradotto in un atto concreto.

“Il 29 aprile abbiamo inviato alla Regione Umbria tutta la documentazione richiedendo il vincolo paesaggistico sull'intera area. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un nuovo incontro con i tecnici regionali, a seguito del quale i nostri uffici hanno iniziato a lavorare alle integrazioni richieste”. Parole che confermano come il procedimento sia già entrato nella fase istruttoria e che il confronto tra Comune e Regione sia pienamente operativo.

Una scelta in continuità con la volontà del Consiglio comunale

Il percorso amministrativo affonda le proprie radici nella mozione approvata dal Consiglio comunale nel marzo dello scorso anno.

Il documento, presentato dal presidente della Terza Commissione consiliare Daniele Filippi e sottoscritto dai consiglieri Enrico Morganti, Francesca Maso, Enzo Alleori e Guerrino Lucentini, impegnava sindaco e giunta a promuovere l’istituzione del vincolo paesaggistico e a definire, all’interno del Piano regolatore generale, una disciplina urbanistica compatibile con la salvaguardia dell’area.

“Si tratta di un passaggio formale non solo che il Comune di Spoleto non aveva mai fatto in passato, ma che è pienamente in continuità con quanto deciso dal massimo consesso cittadino nel marzo dello scorso anno”, ha evidenziato Sisti. Un richiamo che sottolinea la volontà dell’amministrazione di dare attuazione agli indirizzi espressi democraticamente dal Consiglio comunale, trasformandoli in atti amministrativi concreti.

Il nodo della Zauni e il chiarimento sulle dimensioni effettive

Uno dei temi che ha maggiormente alimentato il dibattito pubblico riguarda la previsione di una Zauni (Zona agricola utilizzabile per nuovi insediamenti) all’interno del comparto. Su questo punto il sindaco ha voluto fornire una serie di precisazioni per evitare interpretazioni che possano generare allarmismi. 

“Stiamo procedendo in questa direzione perché la nostra volontà è sempre stata quella di tutelare l'intera area. A riguardo va anche specificato, soprattutto per evitare allarmi ingiustificati e letture non corrette rispetto alle scelte che si stanno facendo e alle azioni che si stanno portando avanti, che il tratto su cui si ragiona per la Zauni è di circa 4.300 mq sui 17 ettari totali”Una superficie che rappresenta una porzione minima rispetto all’estensione complessiva del comparto.

“Tra l'altro parliamo di un tratto che è a ridosso dell'ultima parte del muro che delimita l'area del supermercato Eurospin verso via Sandro Pertini, quindi molto più lontano dal laghetto di Teodorico di quanto non lo siano i capannoni commerciali già esistenti”.

L’amministrazione evidenzia dunque come l’eventuale intervento urbanistico riguarderebbe una zona marginale rispetto al cuore naturalistico e paesaggistico dell’area.

Indice di edificabilità ridotto e nuove garanzie nel Prg

Un ulteriore elemento di rassicurazione riguarda il livello di edificabilità previsto. “Evidenzio in ultimo che, con un indice di edificabilità che sarà comunque di molto inferiore a uno, la superficie effettiva utilizzabile sarà ridotta a poche centinaia di metri quadri”. Un aspetto che ridimensiona notevolmente l’impatto potenziale di eventuali future trasformazioni urbanistiche.

Proprio per consolidare questi indirizzi, il Comune sta predisponendo un emendamento che definirà con maggiore precisione i parametri guida da inserire nel Prg Parte Operativa, fissando limiti e criteri per qualsiasi eventuale attuazione della Zauni.

Tra ambiente, storia e identità della città

La questione del laghetto di Teodorico non riguarda soltanto la pianificazione urbanistica, ma coinvolge un luogo profondamente legato alla storia e all’identità di Spoleto. La Bonifica di Teodorico conserva una spiccata valenza identitaria e rappresenta uno degli ultimi grandi spazi aperti a ridosso del tessuto urbano moderno.

Per questo motivo la proposta di vincolo paesaggistico viene letta come un intervento che mira non soltanto a impedire forme di consumo del suolo, ma anche a valorizzare un patrimonio storico e ambientale che appartiene alla memoria collettiva della comunità.

Ora la decisione passa alla Regione

La fase successiva sarà affidata agli uffici regionali, che dovranno esaminare la documentazione presentata dal Comune e valutare le integrazioni tecniche richieste.

L’esito del procedimento potrebbe segnare una svolta importante per il futuro dell’area di Madonna di Lugo, fissando un quadro di tutela destinato a incidere sulle scelte urbanistiche dei prossimi anni. Nel frattempo, l’amministrazione comunale rivendica la coerenza del percorso intrapreso: da una parte la richiesta di vincolo paesaggistico per l’intero comparto, dall’altra la volontà di regolamentare in maniera rigorosa qualsiasi ipotesi di intervento nelle aree già urbanizzate.

Una partita delicata che intreccia pianificazione territoriale, tutela del paesaggio e sviluppo sostenibile e che, nelle intenzioni del Comune, dovrà garantire la conservazione di uno dei contesti più significativi dell’area spoletina, preservandone il valore ambientale e storico per le generazioni future.

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Francesco Mastrodicasa
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