Due anni fa Perugia voltava pagina. Con una vittoria maturata al termine di una delle campagne elettorali più partecipate degli ultimi anni, Vittoria Ferdinandi conquistava Palazzo dei Priori riportando il centrosinistra alla guida del capoluogo umbro dopo il decennio amministrativo del centrodestra guidato dall’ex sindaco Andrea Romizi.
Era il giugno del 2024 quando il ballottaggio sancì il cambio di guida politica della città. Ferdinandi superò la candidata del centrodestra Margherita Scoccia, ottenendo il 52,1 per cento dei consensi contro il 47,9 per cento, con un distacco superiore ai tremila voti.
Un risultato che chiuse una lunga stagione amministrativa e aprì una nuova fase politica destinata a incidere sugli equilibri cittadini. A distanza di due anni da quell'evento, la sindaca ha scelto di affidare ai social una riflessione che è insieme ricordo, bilancio e prospettiva futura. Un messaggio che ripercorre le radici della vittoria elettorale e prova a raccontare la visione amministrativa che ha accompagnato i primi due anni di mandato.
Nel suo intervento, Ferdinandi torna anzitutto all'origine di quel percorso politico e umano che la portò alla guida della città. “Due anni fa abbiamo raccolto un sogno nato molto prima, nelle strade, nei quartieri, nelle mani che si stringevano e nei cuori di chi ha deciso di crederci”.
Parole che richiamano il clima di una campagna elettorale costruita attorno al contatto diretto con i cittadini, agli incontri pubblici e a una rete diffusa di volontari, associazioni e sostenitori che contribuirono a costruire una proposta alternativa all'amministrazione uscente. Non un semplice passaggio elettorale, ma un percorso che la sindaca descrive come una mobilitazione collettiva capace di riportare al centro il tema della partecipazione civica.
“Una campagna elettorale fatta di persone, di ascolto, di impegno condiviso. Di una comunità che ha scelto di assumersi una responsabilità semplice e enorme allo stesso tempo: tornare ad essere voce in questa città. Anche quando in tanti, nella politica più consolidata, pensavano che non ce l’avremmo mai fatta. Quel sogno in questi due anni è diventato realtà. Ma soprattutto è diventato responsabilità quotidiana”.
Un passaggio che restituisce il senso politico della vittoria del 2024, interpretata dalla sindaca come il risultato di un movimento nato dal basso e sostenuto da una domanda di cambiamento maturata all'interno della comunità cittadina.
Se la campagna elettorale rappresentava la fase della costruzione del consenso, il giorno successivo alla vittoria ha segnato l'inizio della sfida più complessa: amministrare una città alle prese con questioni strutturali, esigenze quotidiane e grandi progetti da rilanciare. Nel messaggio diffuso per l'anniversario, Ferdinandi pone l'accento proprio sul peso della responsabilità amministrativa.
“La responsabilità di amministrare una città vera, complessa, viva. Di non perdere mai di vista le persone dietro i problemi, i bisogni dietro le segnalazioni, le attese dietro ogni scelta”. Parole che restituiscono la volontà di interpretare il ruolo istituzionale come un esercizio costante di ascolto e mediazione tra esigenze differenti.
La sindaca individua quindi alcune delle direttrici lungo cui si è sviluppata l'azione amministrativa in questi primi due anni. “In questi due anni questo si è tradotto in lavoro concreto: cantieri aperti, strade curate ogni giorno, progetti ripartiti dopo anni di attesa, una città che prova a ritrovare ordine e bellezza nei suoi spazi quotidiani”. Un riferimento alle opere pubbliche, agli interventi di manutenzione e ai numerosi cantieri che hanno interessato il territorio comunale, ma anche alla volontà di restituire qualità e vivibilità agli spazi urbani.
Nel bilancio tracciato dalla sindaca trovano spazio anche alcuni dei temi che hanno caratterizzato il dibattito pubblico cittadino negli ultimi mesi.
“Una città che investe sulla mobilità, sulla cultura, sui luoghi della partecipazione”. Tre ambiti che rappresentano altrettanti assi strategici dell'azione amministrativa.
La mobilità, con i progetti legati al trasporto pubblico e alla connessione tra centro storico e periferie; la cultura, considerata leva di sviluppo e attrattività; la partecipazione, intesa come coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali e nella vita pubblica. Si tratta di settori che, nelle intenzioni dell'amministrazione, concorrono a definire una nuova idea di città, fondata su una maggiore accessibilità dei servizi e su un rapporto più diretto tra istituzioni e comunità.
Particolarmente significativo è il passaggio al rapporto tra crescita economica e politiche sociali. “E una città che tiene insieme tutto questo: che crede e accompagna le imprese come più grande motore di crescita, e che allo stesso tempo non lascia indietro chi ha bisogno delle istituzioni”. La sindaca rivendica la volontà di costruire un modello amministrativo capace di sostenere il sistema produttivo locale senza rinunciare all'attenzione verso le fasce più fragili della popolazione. Un equilibrio che viene ulteriormente sottolineato nel prosieguo del messaggio.
“Una città che sostiene chi produce, crea lavoro e investe, e che rafforza ogni giorno il proprio impegno sul sociale dentro le fragilità del nostro tempo, con la volontà costante di esserci, di accompagnare, di rispondere". Un riferimento alle politiche di sostegno alle famiglie, ai servizi sociali e alle iniziative rivolte alle categorie più esposte alle difficoltà economiche e sociali.
Nel tratto finale della sua riflessione, Ferdinandi sceglie di non presentare il secondo anniversario dell'elezione come un punto di arrivo. Al contrario, lo definisce una tappa intermedia all'interno di un percorso ancora in pieno svolgimento.
“Non è stato e non è un percorso semplice” ha concluso la sindaca “Ma è un percorso chiaro. Perché ciò che era sogno è diventato impegno. E ciò che era promessa è diventato lavoro quotidiano, fatto di responsabilità, ascolto e scelte. Due anni non sono un traguardo. Sono solo un passaggio dentro qualcosa che continua a costruirsi ogni giorno. E il lavoro continua. Insieme”.