27 May, 2026 - 16:20

La Scuola Rai di Perugia investe sul futuro: nuovo hub per giornalismo, digitale e intelligenza artificiale

La Scuola Rai di Perugia investe sul futuro: nuovo hub per giornalismo, digitale e intelligenza artificiale

Una trasformazione che guarda oltre il tradizionale modello di scuola di giornalismo per costruire un vero e proprio centro nazionale dedicato alla formazione dell’informazione audiovisiva, digitale e multipiattaforma. È la direzione strategica delineata dalla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, che punta a rafforzare il proprio ruolo nel panorama nazionale attraverso un progetto fondato su innovazione tecnologica, IA, nuovi linguaggi della comunicazione e potenziamento dell’offerta formativa.

Il percorso è stato illustrato dal presidente Flavio Mucciante nel corso del Comitato direttivo convocato per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025, a pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo bando di selezione per 24 allievi praticanti, che resterà aperto fino al prossimo 20 luglio.

Un passaggio che segna una fase di rilancio per una delle realtà formative storiche del giornalismo italiano, oggi chiamata a confrontarsi con un settore in profonda trasformazione, dove il racconto dell’informazione passa sempre più attraverso video, piattaforme digitali, contenuti crossmediali e strumenti di automazione.

Mucciante ha parlato apertamente di una “svolta strategica che punta a proiettare la Scuola di giornalismo di Perugia nel cuore del nuovo ecosistema dei media, trasformandola in un hub nazionale dell'informazione audiovisiva, digitale e multipiattaforma”.

Tradizione giornalistica e innovazione tecnologica

Il cuore della nuova strategia consiste nell’integrare la tradizione del giornalismo professionale con le nuove frontiere tecnologiche che stanno ridefinendo il lavoro nelle redazioni italiane e internazionali. “Un progetto che integri il patrimonio del giornalismo professionale con l'innovazione tecnologica, l'intelligenza artificiale e i nuovi linguaggi della comunicazione”, ha spiegato il presidente della Scuola, delineando un modello che punta a formare professionisti capaci di operare in ambienti editoriali sempre più fluidi, rapidi e multipiattaforma.

Una trasformazione che non riguarda soltanto gli strumenti, ma anche la stessa figura del giornalista contemporaneo. Secondo Mucciante, infatti, il mestiere dell’informazione richiede oggi competenze molto più ampie rispetto al passato.

“Oggi un giornalista non deve più soltanto saper scrivere: deve integrare il racconto con audio, video, grafica, dati e linguaggi digitali, confrontandosi con formati sempre più brevi, immediati e multipiattaforma”. Una riflessione che fotografa il cambiamento profondo del settore, dove televisione, web, podcast, social network e produzione video convivono all’interno di un ecosistema comunicativo sempre più interconnesso.

L’arrivo delle grandi firme del giornalismo italiano

Tra gli elementi centrali del nuovo corso c’è il significativo rafforzamento del corpo docente, con l’ingresso di alcune delle figure più autorevoli del giornalismo nazionale.

Entrano infatti nell’offerta formativa della Scuola Giovanni Floris, volto di La7, Andrea Di Caro, vicedirettore del Corriere della Sera, il telecronista Rai Alberto Rimedio, Francesco Repice, storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto, Giorgia Cardinaletti, Alessio Zucchini e Marco Bariletti del Tg1, Simona Rolandi, conduttrice della Domenica Sportiva, Michele Partipilo, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, Maria Gianniti, corrispondente Rai dal Medio Oriente, Giorgiana Cristalli dell’Agenzia ANSA, Francesca Romana Elisei del Tg2 e Giorgio Zanchini di Radio1 Rai.

Per la Scuola si tratta di un investimento strategico destinato a rafforzare il collegamento diretto tra formazione e professione giornalistica. “Il rilancio della Scuola - ha affermato Mucciante - passa prima di tutto attraverso il rafforzamento del corpo docente con l'ingresso di alcune delle firme e dei volti più autorevoli del giornalismo italiano”.

E ancora: “Non è il semplice ampliamento dell'organico didattico - ha spiegato Mucciante - ma il segnale concreto della volontà della Scuola di rafforzare il proprio posizionamento come luogo di eccellenza nella formazione, grazie al contributo di giornalisti impegnati ogni giorno sul campo, nel segno di solidità professionale e innovazione tecnologica”.

La sfida dell’intelligenza artificiale

Uno dei capitoli più rilevanti del nuovo piano riguarda l’intelligenza artificiale, tema ormai centrale nel dibattito sul futuro dell’informazione. La Scuola di Perugia ha già adottato nei mesi scorsi una nuova policy sull’utilizzo dell’IA, in coincidenza con l’entrata in vigore della normativa italiana in materia. Ma il progetto punta ora a fare un passo ulteriore.

Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 verrà infatti realizzato un laboratorio permanente dedicato all’intelligenza artificiale applicata al giornalismo: una newsroom sperimentale orientata alla produzione crossmediale, all’analisi dei dati e al fact-checking avanzato.

“Una newsroom sperimentale - ha spiegato il presidente della Scuola - dedicata alla produzione crossmediale e al fact-checking avanzato ma soprattutto un luogo dove si costruisce una deontologia dell’intelligenza artificiale applicata al giornalismo”.

L’obiettivo dichiarato è quello di evitare che l’innovazione tecnologica venga vissuta esclusivamente come automatizzazione della produzione di contenuti, mantenendo centrale il ruolo umano nella verifica, nella selezione delle fonti e nella responsabilità editoriale.

“La sfida - ha aggiunto - è formare professionisti credibili e autorevoli. capaci di integrare innovazione tecnologica e responsabilità etica: più crescerà la produzione automatica di contenuti più aumenterà il valore della responsabilità editoriale umana”.

Il nuovo bando e il ruolo nazionale della Scuola

Parallelamente alla ridefinizione dell’offerta formativa, la Scuola rilancia anche il proprio percorso di selezione. Il nuovo bando per 24 praticanti rappresenta uno dei momenti centrali della programmazione 2026 e punta ad attrarre giovani aspiranti giornalisti interessati a una formazione sempre più orientata ai linguaggi contemporanei dell’informazione.

La struttura perugina continua infatti a rappresentare uno dei principali poli italiani del giornalismo radiotelevisivo, in una fase storica in cui le scuole di formazione sono chiamate a ridefinire programmi, strumenti e modelli didattici per rispondere alle nuove esigenze delle redazioni.

Il riconoscimento ai praticanti di Perugia

A conferma della qualità del percorso formativo arrivano anche i risultati ottenuti dagli allievi della Scuola. Due praticanti di Perugia, Mario Lucente e Alessio Castagnoli, hanno infatti vinto la selezione nazionale promossa dal gruppo Gedi tra le Scuole di giornalismo accreditate, ottenendo le due borse di studio che il quotidiano la Repubblica assegna ogni anno in memoria del suo fondatore Eugenio Scalfari.

Un risultato che consolida ulteriormente il prestigio nazionale della Scuola umbra e che arriva in un momento particolarmente significativo per il suo percorso di trasformazione.

Una scuola che guarda al futuro

Dietro il progetto illustrato da Mucciante emerge una visione più ampia: fare della Scuola Rai di Perugia non soltanto un luogo di formazione, ma un laboratorio permanente sul futuro dell’informazione. Una struttura capace di mettere insieme tradizione giornalistica, competenze tecnologiche, linguaggi audiovisivi e riflessione etica in una fase in cui il giornalismo è chiamato a ridefinire continuamente il proprio ruolo tra rapidità dell’informazione, piattaforme digitali e crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale.

In questo quadro, Perugia prova a ritagliarsi uno spazio sempre più centrale nel panorama nazionale dell’informazione e della formazione giornalistica, puntando su qualità, autorevolezza e innovazione come elementi chiave della propria identità futura.

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Francesco Mastrodicasa
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