24 Jul, 2026 - 12:06

La Regione Umbria preadotta "Umbria 2030": al via il nuovo Patto per il futuro fondato su partecipazione, sostenibilità e innovazione

La Regione Umbria preadotta "Umbria 2030": al via il nuovo Patto per il futuro fondato su partecipazione, sostenibilità e innovazione

Un nuovo modello di sviluppo costruito attraverso il dialogo tra istituzioni, imprese, parti sociali, università e cittadini, con l'obiettivo di delineare una visione condivisa per il futuro dell'Umbria. È questa la filosofia che ispira "Umbria 2030: Patto per il futuro della Regione", il documento strategico preadottato dalla Giunta regionale e fortemente sostenuto dalla presidente Stefania Proietti, destinato a diventare la cornice di riferimento delle politiche regionali dei prossimi anni.

L'iniziativa segna un passaggio significativo nella programmazione dell'amministrazione regionale, proponendo un cambio di metodo oltre che di contenuti. Non soltanto un piano di sviluppo economico o sociale, ma un percorso strutturato di governance partecipativa, fondato sul coinvolgimento diretto dei principali attori del territorio nella definizione delle strategie che accompagneranno la crescita dell'Umbria fino al 2030.

L'intenzione della Regione è quella di costruire un sistema decisionale maggiormente condiviso, capace di mettere a fattor comune competenze, esigenze e proposte provenienti dal mondo produttivo, dalle istituzioni, dalle realtà associative e dalla società civile, nella convinzione che le sfide future richiedano risposte sempre più coordinate e partecipate.

Un patto per disegnare l'Umbria del futuro

Il documento preadottato dalla Giunta individua due obiettivi fondamentali

Il primo consiste nella definizione di una visione comune dello sviluppo regionale, fondata sui principi della sostenibilità ambientale, dell'innovazione, della coesione sociale e della competitività del sistema economico.

Il secondo riguarda invece la costruzione di un modello stabile di concertazione tra i diversi soggetti istituzionali, economici e sociali chiamati a contribuire alle politiche pubbliche regionali.

La Regione intende infatti strutturare un percorso condiviso che porti alla definizione di un protocollo permanente dedicato alla programmazione delle sessioni di confronto e dei principali temi strategici destinati a orientare le future scelte amministrative.

Non si tratta quindi di un semplice documento programmatico, ma dell'avvio di un metodo di lavoro che punta a rafforzare la partecipazione nella definizione delle politiche pubbliche.

Coinvolti istituzioni, imprese, università e società civile

Tra gli aspetti qualificanti del progetto figura l'ampiezza dei soggetti che saranno chiamati a partecipare al percorso. La Regione intende infatti coinvolgere istituzioni pubbliche, enti locali, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, imprese, università, istituti scolastici, centri di ricerca, rappresentanti del terzo settore, portatori di interesse e cittadini.

Particolare attenzione sarà riservata anche ai giovani e alle categorie maggiormente fragili, con l'obiettivo di garantire una partecipazione quanto più ampia possibile nella costruzione delle politiche di sviluppo. L'idea è quella di trasformare il confronto tra amministrazione regionale e territorio in uno strumento stabile di programmazione, superando una logica episodica della concertazione e rendendola parte integrante del processo decisionale.

Proietti: "Serve un nuovo paradigma di sviluppo"

A spiegare le ragioni che hanno portato alla nascita del progetto è la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

"Quello che serve in questo momento è un nuovo paradigma di sviluppo basato sull'ascolto, il confronto, la concertazione e l'individuazione di risposte e soluzioni condivise, forti e chiare per superare i problemi strutturali dell'Umbria perduranti da decenni e per cogliere le opportunità di crescita rappresentate da autorevoli osservatori nazionali e internazionali."

Nelle parole della presidente emerge la volontà di affrontare alcune delle criticità che storicamente interessano il territorio umbro attraverso un approccio maggiormente inclusivo, capace di valorizzare le competenze presenti nella regione e favorire un confronto continuo tra amministrazione pubblica e realtà economiche e sociali.

Secondo la presidente, infatti, le trasformazioni economiche, demografiche e ambientali in atto rendono necessario un modello decisionale più aperto, fondato sulla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nello sviluppo del territorio.

La partecipazione come elemento centrale

Per la presidente Proietti il successo del progetto dipenderà proprio dalla capacità di costruire un percorso realmente partecipato.

"Per raggiungere questo obiettivo è necessaria la partecipazione di tutti i soggetti protagonisti umbri, il mondo produttivo, i sindacati, le associazioni, le università, i portatori di interesse e solo insieme a loro si può costruire un nuovo modello di sviluppo per il futuro della nostra comunità regionale." Il riferimento è alla volontà di mettere in rete competenze e professionalità differenti per affrontare in maniera condivisa temi quali la crescita economica, l'innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale, il rafforzamento dei servizi pubblici, il lavoro, la formazione e la competitività del sistema regionale.

Perché "Umbria 2030"

La scelta del nome non è casuale e richiama direttamente gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite"Perché vogliamo costruire insieme l'Umbria da consegnare alle cittadine e ai cittadini umbri con questo mandato, perché vogliamo che il modello di sviluppo e di coesione sociale del 'cuore verde d'Italia' sia guidato e connesso all'Agenda 2030, i cui obiettivi sono stati correlati alle linee strategiche di mandato e agli obiettivi di missione contenuti nel Documento di economia e finanza regionale (Defr)."

Il documento regionale si propone quindi di allineare la programmazione economica e sociale dell'Umbria ai principali obiettivi internazionali in materia di sviluppo sostenibile, integrandoli con le priorità individuate dalla Giunta nel Documento di economia e finanza regionale.

Una strategia trasversale

Il nuovo Patto per il futuro punta a coinvolgere trasversalmente numerosi ambiti di intervento.

Tra questi figurano la transizione ecologica, la digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese, il rafforzamento del sistema produttivo, le politiche per il lavoro, l'innovazione tecnologica, la ricerca scientifica, il sostegno ai giovani, il contrasto allo spopolamento delle aree interne e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale.

L'obiettivo è sviluppare politiche integrate capaci di coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e inclusione sociale, mantenendo un equilibrio tra sviluppo e tutela delle caratteristiche identitarie del territorio umbro.

Le prospettive future

La preadozione del documento rappresenta soltanto il primo passaggio di un percorso che nei prossimi mesi entrerà nella sua fase operativa.

L'intenzione della Regione è infatti quella di avviare un ampio confronto con i soggetti istituzionali e sociali chiamati a contribuire alla definizione del Patto, raccogliendo osservazioni, proposte e contributi utili ad arricchire il documento prima della sua approvazione definitiva.

L'avvio di "Umbria 2030" rappresenta quindi una scelta che punta a modificare non soltanto gli strumenti della programmazione regionale, ma anche il metodo con cui costruire le politiche pubbliche.

Attraverso un sistema permanente di confronto e concertazione, la Regione intende rafforzare la partecipazione della comunità umbra alle principali decisioni strategiche, con l'obiettivo di definire un modello di sviluppo condiviso, orientato alla sostenibilità, all'innovazione e alla coesione sociale, in linea con le sfide che attendono il territorio da qui al 2030.

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Francesco Mastrodicasa
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