12 Jan, 2026 - 13:30

La Bandiera di San Francesco e il Lupo: il Vescovo di Gubbio affida agli Sbandieratori il simbolo dell’Ottocentenario

La Bandiera di San Francesco e il Lupo: il Vescovo di Gubbio affida agli Sbandieratori il simbolo dell’Ottocentenario

Un gesto carico di significato, un simbolo che unisce fede, identità cittadina e tradizione: durante la messa di inaugurazione dell’Anno Francescano 2026 a Gubbio, il Vescovo ha consegnato ufficialmente agli Sbandieratori la Bandiera di San Francesco e il Lupo, opera ideata dal maestro Armando Marrocco e realizzata grazie alla collaborazione dello studio Ti STYLE iT di Tiziana Crociani.

Un momento solenne, inserito nel cuore della celebrazione, che ha suggellato in modo visibile il legame profondo tra San Francesco, la città di Gubbio e il Gruppo Sbandieratori, chiamati a portare nel mondo questo messaggio di pace, riconciliazione e fraternità.

Un’opera che nasce da un legame profondo con Gubbio

La bandiera porta la firma di Armando Marrocco, artista di grande rilievo, da tempo legato alla città di Gubbio – anche attraverso la presenza delle sue opere nella Biennale d’Arte – e al Gruppo Sbandieratori, con cui ha già collaborato in occasione del Premio Bandiera 2022, realizzando una cartella d’autore molto apprezzata.

Non si tratta quindi di un intervento occasionale, ma di un percorso artistico coerente, che trova in questa bandiera una sintesi alta e simbolica.

“Un’opera pensata per raccontare, in un solo sguardo, l’anima di Gubbio e il cuore del messaggio francescano”, spiegano dal gruppo.

San Francesco e la città: un legame che diventa immagine

La bandiera raffigura in modo stilizzato il legame tra San Francesco e Gubbio, la città che la tradizione considera la sua seconda patria, luogo di accoglienza, di rinascita e di uno dei miracoli più celebri del Poverello: l’ammansimento del lupo.

All’interno della composizione trovano spazio i simboli più rappresentativi della città, come la Fontana del Bargello e i Cinque Monti, elementi identitari fortissimi per la comunità eugubina.

Accanto a essi campeggia il Tau, il segno più caro a San Francesco, simbolo di salvezza, di redenzione e di appartenenza totale a Cristo.

Le impronte del lupo: memoria del primo miracolo

Attorno a queste icone si snodano le impronte del lupo, che circondano e proteggono la composizione. Non un dettaglio decorativo, ma una scelta simbolica precisa: ricordare e celebrare il primo miracolo di San Francesco, quello avvenuto proprio a Gubbio, quando il Santo riuscì a pacificare la città riconciliandola con il lupo feroce.

“Le impronte del lupo sono il segno della paura che diventa fiducia, della violenza che si trasforma in fraternità”, spiegano gli ideatori. Un messaggio quanto mai attuale, che parla di dialogo, di riconciliazione, di capacità di incontrare l’altro senza giudizio.

Dal disegno alla bandiera: il lavoro di Ti STYLE iT

L’opera di Marrocco è stata poi trasformata in bandiera grazie al lavoro dello studio Ti STYLE iT di Tiziana Crociani, che ha curato la realizzazione materiale del vessillo con grande attenzione ai dettagli, ai colori e alla resa dei simboli.

Un lavoro artigianale e creativo, che ha saputo tradurre il linguaggio artistico in un oggetto vivo, destinato non a restare appeso, ma a sventolare nelle piazze, nelle rievocazioni, negli eventi in Italia e all’estero.

Il Gruppo Sbandieratori ha voluto esprimere un ringraziamento particolare: “Ringraziamo Tiziana Crociani per la gentile collaborazione e il prezioso supporto alle attività della Città e del Gruppo”.

Un mandato simbolico agli Sbandieratori

La consegna della bandiera da parte del Vescovo agli Sbandieratori non è stata un gesto protocollare. È stata una vera e propria investitura simbolica.

Gli Sbandieratori di Gubbio non sono soltanto custodi di una tradizione folklorica: sono ambasciatori della città nel mondo, portatori di un’immagine, di una storia, di un messaggio.

“Con questa bandiera – è stato sottolineato – affidiamo a voi il compito di portare Francesco, Gubbio e il messaggio della fraternità ovunque andrete”.

Tradizione e spiritualità che camminano insieme

In questo senso, la Bandiera di San Francesco e il Lupo diventa ponte tra tradizione civile e spiritualità francescana. Non un oggetto liturgico, non un semplice simbolo civico, ma qualcosa che sta nel mezzo: segno visibile di un’identità che è insieme storica, culturale e religiosa.

Gubbio, con questo gesto, ha ribadito la propria vocazione: non solo città medievale, non solo città dei Ceri, ma città francescana nel profondo.

Un segno per l’Ottocentenario

Nel contesto dell’Anno Francescano 2026, la bandiera assume un valore ancora più forte. È il segno di un cammino che non vuole essere solo celebrativo, ma interiore e comunitario.

“Non celebriamo Francesco per nostalgia – è stato detto – ma per imparare ancora da lui.

E allora il lupo, il tau, la fontana, i monti, le impronte: tutto parla di pace possibile, di fraternità concreta, di riconciliazione reale.

Gubbio che si riconosce in Francesco

In definitiva, questa bandiera è uno specchio. Racconta chi è Gubbio e chi vuole essere. Racconta una città che non rinnega le proprie radici, ma le rilancia nel presente.

E nel momento in cui il Vescovo l’ha consegnata agli Sbandieratori, davanti alla comunità riunita, il messaggio è stato chiaro: Francesco cammina ancora con Gubbio. E Gubbio, quest’anno più che mai, è chiamata a camminare con Francesco.

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Mario Farneti
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