Il calcio è un gioco di inerzie e, purtroppo per il Gubbio, aver ceduto il timone della gara troppo presto si è rivelato un errore fatale. Al "Moccagatta" finisce 2-2 contro la Juventus Next Gen, un pareggio che matura nei minuti di recupero ma che affonda le radici in una ripresa giocata troppo in apnea dai rossoblù.
Gli eugubini avevano trovato il doppio vantaggio con una fiammata d'autore: prima La Mantia, rapace nello sfruttare un calcio piazzato per ribadire in rete il pallone dell'1-0, poi la ripartenza fulminea conclusa dal tap-in vincente di Podda.
Dopo il doppio colpo inferto ai bianconeri, la luce si è progressivamente affievolita. Invece di continuare a pressare alto per chiudere i conti, cercando soprattutto di gestire il pallone, il Gubbio - come spesso accaduto in questa stagione – ha scelto di rintanarsi nella propria area di rigore. Per gran parte del secondo tempo, la squadra di Di Carlo ha lasciato il "pallino del gioco" totalmente nelle mani della Juventus. Un possesso palla, quello juventino, improntato all'offensiva che ha logorato i nervi e le gambe dei difensori umbri, portando prima al rigore della speranza e poi al definitivo pareggio di Guerra in pieno recupero.
Nel post-partita, il tecnico Domenico Di Carlo ha analizzato con lucidità una gara dalle due facce, riconoscendo i meriti degli avversari ma sottolineando i passaggi a vuoto dei suoi.
"Come all’andata, questo risultato ci lascia l’amaro in bocca", ammette l'allenatore. "Abbiamo affrontato una buona squadra di qualità che, se la lasci giocare, si dimostra un ottimo collettivo. L'abbiamo affrontata a viso aperto, non siamo venuti qui a chiuderci; nel primo tempo potevamo raddoppiare ma non ci siamo riusciti subito".
Sulla gestione della ripresa, Di Carlo non cerca scuse:
"Nel secondo tempo il calcio di rigore ha riaperto la partita e la Juventus ha fatto quello che doveva fare per trovare il pareggio. Abbiamo avuto l’occasione per fare il 3-1, ma la Juve ha meritato il pari: non siamo stati bravi nel contenerli negli ultimi dieci minuti. Ci teniamo stretto questo risultato, abbiamo fatto una buona gara con qualche errore, cercando sempre di giocare verticale per trovare il terzo gol".
Una delle poche note liete della trasferta piemontese è stata la prestazione di Podda, autore di una prova di sacrificio premiata dal gol nella sua città natale.
"Sono contento per lui per il gol, lo meritava e lo ha fatto nella sua Alessandria", spiega Di Carlo. "Io ho un gruppo di ragazzi eccezionali che superano le difficoltà senza problemi. Podda ci mette anima e cuore, l'impegno è un suo grande merito. Tutti gli allenatori vorrebbero un giocatore come lui, il gol premia la sua tenacia".
A cinque giornate dal termine, il punto guadagnato muove la classifica, ma il modo in cui è maturato impone una riflessione sulla tenuta mentale della squadra quando si trova in vantaggio.
"Se avessimo avuto la bravura e la fortuna di non chiuderci negli ultimi minuti sperando di non subire gol... purtroppo abbiamo fatto un passo indietro", riflette amaramente il tecnico. "Siamo venuti qua a viso aperto, concedendo anche all'avversario, ma il Gubbio c’è. Abbiamo giocato un buon calcio, anche se a tratti potevamo essere più precisi tecnicamente negli ultimi passaggi, sprecando situazioni in superiorità numerica".
La testa ora è già al prossimo impegno casalingo, dove non saranno ammessi cali di tensione:
"Se avessimo chiuso la partita avremmo ottenuto tre punti importanti per la classifica. Dopo una sconfitta, ripartire dal pareggio va bene. Domenica affronteremo il Ravenna: cercheremo di migliorare la gestione degli ultimi dieci minuti di oggi, ma negli altri ottanta abbiamo fatto una buona gara".