Il dopo partita di Ternana-Trestina ha restituito una Ternana convinta, capace di chiudere i conti e di passare il turno in Coppa Italia.
Andrea Lisuzzo non nasconde la soddisfazione: la prestazione dei suoi per 25 minuti è stata sufficiente a spegnere la gara, con una squadra che ha mostrato idee chiare e un atteggiamento propositivo. Il passaggio del turno però porta con sé un impegno infrasettimanale a ottobre, un calendario che il tecnico sa bene potrà creare qualche problema in più, ma che accetta come conseguenza di un lavoro che sta dando frutti.
Lisuzzo ha sottolineato il percorso dei giovani, da Tiberio Bruti a Vladislav Nagrudny, e la crescita fisica e tattica di un gruppo che in 29 giorni ha acceso la scintilla. Ora serve aggiungere legna per tenere alta la fiamma, con un campo che migliorerà e una squadra che vuole perdere, se dovrà, ma con la propria idea di gioco.
Mister Lisuzzo, quanto è soddisfatto della prestazione della squadra e del passaggio del turno, considerando che vi porterà a un impegno infrasettimanale ad ottobre?
“Non voglio fare il finto umile perché non lo sono. Il risultato deve passare per la prestazione. Aver passato il turno ci creerà qualche problema ad ottobre, perché sarà un turno infrasettimanale. Gratifica il lavoro. Io ero contento già dopo 25 minuti, la partita poteva finire lì. Ho visto una squadra con idee e questo mi rende soddisfatto.”
Può darci un giudizio sui singoli, in particolare sull'impatto dei giovani come Tiberio Bruti e Vladislav Nagrudny?
“Non mi piace dare giudizi sui singoli. Con Tiberio Bruti stiamo facendo un percorso, è un 2008 giovane. La specializzazione del ruolo non deve essere fatta prematuramente. Lui si è mentalizzato sul lavorare su una zona specifica di campo, ma che poi lo porta a valorizzare le sue qualità. Performance e numeri importanti. È un giocatore di corsia. Lo abbiamo messo dove poteva cantare e lui si sta esibendo. Ci sono molti ragazzi che non hanno avuto poco spazio. Parlo di Vladislav Nagrudny che si è messo a disposizione, ha dimostrato qualità. All'inizio dell'allenamento non riusciva a superare una soglia metabolica. Oggi va a mille e questo è frutto del lavoro.”

Che tipo di campionato si aspetta per la Ternana? Crede che dominerete gli avversari come in molti si aspettano?
“Non aspettatevi una Ternana che surclassa gli avversari. Ci saranno squadre che verranno a metterci in difficoltà. Sarà un campionato difficile. Il Trestina è un esempio: squadra di idee e concetti, ben allenata.”
Qual è la sua filosofia di gioco in relazione alle condizioni del campo odierno, che non sembravano ottimali?
“Non avrei intrapreso questo mestiere se non avessi pensato che qualcosa sarebbe potuto nascere dalle mie idee. Ho chiesto profondità, ho chiesto un certo lavoro in fase di possesso ma vedo che sono concentrati a fare le cose che chiedo. Io se devo perdere perdo con un'idea, ma dev'essere la mia. Il campo mi aspettavo peggio. Dopo un po' è vero che si sono sollevate zolle. Il campo sta come noi, ha bisogno di tempo. Quando il campo sarà buono anche noi saremo più buoni. Flessibilità e adattamento sono stati visibili, con gli stessi uomini si può fare qualcosa di diverso. C'è più complicità nelle dinamiche da trovare. In fase di possesso spero che il campo migliori perché ci aiuta.”
A che punto è la condizione fisica e tattica della squadra, considerando anche il mercato e le assenze odierne?
“Oggi non sono in grado di dare una percentuale della nostra condizione. Non abbiamo visto giocare Falletti, Pettinari, Scappini, Zaffalon, arriverà qualche altro ragazzo e ci sarà da modificare qualcosa. In questi 29 giorni abbiamo lavorato con le pietre focaie. Oggi è scattata la scintilla. Poi dobbiamo aggiungere le pagliuzze, i legnetti e infine la legna da ardere. Abbiamo creato in questi 29 giorni la scintilla, l'ho vista. Dobbiamo essere protettivi tra di noi. Questa è una piazza che dà pressioni. Io devo proteggere i ragazzi, specie i più giovani.”
Quali sono stati i miglioramenti più evidenti che ha notato rispetto all'uscita precedente? “In due gare abbiamo fatto tre gol, non ne abbiamo subiti, siamo solidi in mezzo e ci stiamo modellando sul perimetro. Rispetto a domenica scorsa, dove avevamo provato ma la scintilla non era arrivata, oggi ho notato piccoli dettagli, nonostante il tanto caldo e la difficoltà. Abbiamo fatto un gran lavoro, c'è un netto miglioramento".
Oggi abbiamo visto il ritorno di un elemento esperto come Scappini. Qual è il suo pensiero a riguardo e sui futuri esordi dei più giovani?
“Quando guardo Scappini gli occhi mi fanno il cuoricino col pallone. È un ragazzo di grande completezza morale. Avete ricordato la partita con cui ha salutato la Ternana, Ternana-Foggia 2-2 di 17 anni fa. Ho fatto esordire quasi tutti, forse manca solo Barbini ma lasciatemi tempo e ci sarà spazio anche per lui. Ce lo chiedono in tanti, è un 2008, ma ce lo teniamo stretti.”

Mister Croce, passiamo a lei. Abbiamo visto un buon Trestina nel primo tempo, un po' meno nella ripresa. Qual è la sua analisi oggettiva del match? “È stato un buon Trestina, alti uomo su uomo. Le qualità della Ternana sono alte, è venuta fuori una giocata del singolo su un errore nostro. Ma per 85 minuti siamo stati in partita.”
In un torneo di questo tipo, chi sa approfittare degli errori altrui o possiede giocatori di qualità può decidere anche le partite bloccate tipiche della categoria? “Conosco bene il girone E, ci sono squadre molto organizzate e attrezzate. Ma in generale quando regna l'equilibrio la giocata individuale o la distrazione possono decidere le partite. Io sono molto felice che la Ternana non sia nel nostro girone, perché è squadra di grande qualità e con un'identità chiara. L'importante è che si cali in questa realtà e prenda coscienza del contesto. La gara odierna è stata inoltre condizionata dal caldo e dai ritmi pesanti.”