15 Jan, 2026 - 16:22

Intelligenza artificiale nella medicina di base, l’Umbria tra le regioni pilota: 165 medici coinvolti nella sperimentazione

Intelligenza artificiale nella medicina di base, l’Umbria tra le regioni pilota: 165 medici coinvolti nella sperimentazione

L’Umbria entra nella sperimentazione nazionale sull’intelligenza artificiale applicata alla medicina di famiglia. La giunta regionale ha approvato l’adesione alla fase due del progetto ministeriale che prevede l’impiego di una piattaforma di IA sviluppata da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) a supporto dell’assistenza primaria. Un passaggio che colloca la regione tra i territori pilota nella transizione digitale della sanità pubblica, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure, rafforzare la medicina territoriale e rendere più efficiente l’attività quotidiana dei medici di medicina generale.

La sperimentazione si inserisce nel quadro degli interventi previsti dal Pnrr, Missione 6 Salute, che mira a riorganizzare e potenziare il Servizio sanitario nazionale attraverso l’introduzione di strumenti tecnologici avanzati, il consolidamento della medicina di prossimità e una maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

Pnrr Sanità, il progetto Agenas sull’intelligenza artificiale per la medicina generale

Il progetto, promosso dal ministero della Salute e realizzato da Agenas, si configura come una delle principali iniziative nazionali di sperimentazione dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità, con un focus specifico sull’assistenza primaria. L’obiettivo è mettere a disposizione dei medici di medicina generale uno strumento di supporto decisionale capace di affiancarli nella gestione quotidiana dei pazienti, senza in alcun modo sostituirsi al giudizio clinico e alla responsabilità professionale del medico.

A partire da gennaio 2026, per una durata complessiva di dodici mesi, 165 medici di medicina generale operanti nelle aziende sanitarie umbre utilizzeranno la piattaforma nell’attività clinica quotidiana. La fase sperimentale consentirà di valutare l’impatto dello strumento in termini di appropriatezza delle cure, qualità dell’assistenza, gestione delle patologie croniche e sostenibilità complessiva del sistema territoriale.

Come funziona la piattaforma di intelligenza artificiale

La piattaforma di IA sarà accessibile in cloud tramite browser e fornirà suggerimenti clinici non vincolanti basati su linee guida nazionali e percorsi diagnostico-terapeutici condivisi. Lo strumento potrà supportare il medico nella valutazione dei casi clinici, nell’inquadramento diagnostico e nella definizione dei percorsi assistenziali più appropriati, con particolare attenzione alla prevenzione, alla promozione della salute e alla presa in carico dei pazienti cronici.

Un elemento centrale della sperimentazione riguarda la tutela dei dati personali. Nella fase iniziale, la piattaforma non utilizzerà dati identificativi dei pazienti, garantendo il pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati e dei principi di sicurezza e riservatezza. L’IA sarà quindi uno strumento di supporto cognitivo e organizzativo, pensato per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro clinico, senza interferire con la relazione medico-paziente.

Il ruolo della Regione Umbria

La Regione Umbria avrà un ruolo attivo nel coordinamento territoriale della sperimentazione, nel monitoraggio delle attività e nella raccolta dei dati di valutazione. I risultati ottenuti nel corso dei dodici mesi serviranno a misurare l’efficacia e l’affidabilità della piattaforma, fornendo indicazioni utili per una possibile estensione del progetto su scala nazionale.

Il percorso di sperimentazione sarà accompagnato da momenti di valutazione e confronto con i professionisti coinvolti, al fine di raccogliere feedback operativi e individuare eventuali criticità o margini di miglioramento. Un approccio che punta a integrare l’innovazione tecnologica con le esigenze reali della medicina di famiglia e dei territori.

Le parole della presidente Proietti

“Abbiamo scelto di partecipare a questa sperimentazione nazionale” ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti “perché rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la medicina di prossimità e supportare il lavoro dei medici di famiglia. L’intelligenza artificiale, se utilizzata in modo responsabile e validata sul campo, può contribuire a migliorare l’appropriatezza delle cure e la presa in carico dei pazienti, soprattutto di quelli cronici”.

Parole che ribadiscono come l’innovazione digitale non debba essere intesa come una sostituzione della professionalità medica, ma come uno strumento di supporto in grado di valorizzare le competenze dei professionisti e di ottimizzare l’organizzazione dei servizi sanitari sul territorio.

Innovazione e assistenza territoriale

La sperimentazione umbra si colloca in un periodo di profonde trasformazioni del sistema sanitario nazionale, chiamato a fronteggiare l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e la crescente domanda di cure.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale viene vista come uno strumento strategico per rafforzare la presa in carico dei pazienti, rendere più efficienti i percorsi di cura e ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi tra territori diversi.

Per i medici di medicina generale, la piattaforma rappresenta un aiuto concreto nella gestione dei casi più complessi, contribuendo a rendere l’assistenza primaria più organizzata, uniforme ed efficace, senza compromettere l’autonomia professionale né il rapporto di fiducia con i pazienti. Un approccio che punta a integrare innovazione tecnologica e lavoro clinico quotidiano, rafforzando la medicina di prossimità.

Prospettive future

Al termine della fase sperimentale, i dati raccolti in Umbria confluiranno nella valutazione nazionale del progetto, insieme ai risultati delle altre regioni coinvolte. L’obiettivo è definire un modello di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella medicina di famiglia che sia efficace, sicuro e sostenibile, aprendo la strada a una possibile diffusione strutturale dello strumento all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Per l’Umbria, la partecipazione alla sperimentazione rappresenta un investimento strategico sul futuro della sanità territoriale, con l’ambizione di coniugare innovazione tecnologica, qualità delle cure e centralità del paziente, in una visione di sistema orientata alla prossimità e alla continuità assistenziale.

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Francesco Mastrodicasa
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