La scuola come laboratorio di futuro, chiamata a interpretare le trasformazioni della società e a guidare con consapevolezza le sfide poste dall’innovazione tecnologica, a partire dall’intelligenza artificiale. È in questa prospettiva che si è svolto, all’Istituto tecnico tecnologico statale Alessandro Volta di Perugia, il seminario regionale della rete di Avanguardie educative, intitolato “Abitare il futuro: innovazione educativa e cittadinanza globale”, che ha riunito docenti provenienti da tutta l’Umbria in una due giorni di formazione, confronto e riflessione.
Un appuntamento che si inserisce nel solco delle attività del movimento Avanguardie educative, promosso da Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), nato dieci anni fa con l’obiettivo di ripensare il modello scolastico italiano alla luce dei cambiamenti sociali, culturali e tecnologici.
La presenza del presidente di Indire, Francesco Manfredi, e delle ricercatrici Jessica Niewint e Jose Mangione ha testimoniato il rilievo dell’iniziativa, confermando il ruolo dell’istituto perugino come punto di riferimento regionale per l’innovazione didattica.
Ad aprire i lavori sono stati, insieme alla dirigente scolastica dell’Itts Volta, Fabiana Cruciani, i rappresentanti di Indire e le istituzioni locali, tra cui l’assessore all’istruzione del Comune di Perugia, Francesca Tizi, e il consigliere regionale Fabrizio Ricci. Un parterre che ha sottolineato il valore strategico della scuola come luogo di costruzione della cittadinanza attiva e di sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare il futuro.
Il seminario ha rappresentato non solo un momento di aggiornamento professionale per i docenti, ma anche un’occasione per condividere esperienze, metodologie e buone pratiche sviluppate nell’ambito della rete Avanguardie educative, di cui l’Itts Volta è scuola polo regionale e tra i membri fondatori.
“Avanguardie educative - ha commentato la dirigente Cruciani - è un punto fermo nella realtà del nostro istituto, le sue idee hanno permeato molti dei nostri percorsi e oggi siamo qui a raccontare quello che siamo riusciti a fare in 10 anni di attività con uno spirito nuovo e guardando a un futuro che interpretiamo con creatività sempre nella dimensione dell’umano”.
Un richiamo, quello alla “dimensione dell’umano”, che attraversa l’intero impianto del seminario e che si pone come contrappunto essenziale rispetto alla crescente pervasività delle tecnologie digitali nei processi educativi.
Al centro del dibattito, le due grandi transizioni che stanno ridefinendo il mondo della scuola: quella demografica e quella tecnologica. Un doppio cambiamento che, come evidenziato dal presidente di Indire, impone una revisione profonda dei modelli educativi.
“Avanguardie educative - ha spiegato il presidente Manfredi - è un progetto che nasce per stimolare i nostri istituti scolastici ad affrontare il cambiamento. Un cambiamento ineludibile 10 anni fa che oggi tocchiamo con mano su molti livelli. Oggi parliamo di due grandi transizioni, quella demografica e quella tecnologica che si influenzano e sfidano fortemente il mondo della scuola a innovare e rinnovare metodologie, professionalità, relazioni con gli studenti e le loro famiglie e con il territorio. Le strategie di Indire vanno nella direzione di supportare le istituzioni scolastiche che oggi più che mai hanno bisogno di essere aiutate per implementare i nuovi strumenti ma anche i nuovi modelli Indire propone”.
Parole che delineano un quadro complesso, in cui la scuola è chiamata non solo ad aggiornare strumenti e contenuti, ma a ripensare il proprio ruolo all’interno di una società in continua evoluzione.
Tra i temi più rilevanti affrontati nel corso del seminario, quello dell’intelligenza artificiale, analizzata nelle sue potenzialità e nei rischi connessi al suo utilizzo in ambito educativo. Un tema che si impone con sempre maggiore urgenza nel dibattito internazionale e che richiede, secondo gli esperti, un approccio consapevole e responsabile.
“Abbiamo provato a connettere le innovazioni rispetto al futuro della scuola - ha sottolineato Jose Mangione - con una tecnologia dirompente e trasformativa come l’intelligenza artificiale. Ne abbiamo valutato le potenzialità e rischi, ma soprattutto abbiamo cercato di comprendere quali solo le difficoltà rispetto a un uso in educazione. Abbiamo cercato di ragionare su che cosa vuol dire fare crescere bene i nostri studenti. Crescere è un’agency biologica, ma crescere bene è un’agency adulta che ci richiama a una responsabilità degli attori della comunità, la famiglia, i docenti. L’Ia non assume la responsabilità delle azioni, quindi dobbiamo lavorare per cercare di restituire modelli di lavoro che possano informare anche le pratiche di altre scuole. Lo stiamo facendo attraverso la rete tematica Ai che nasce da due movimenti di innovazione Avanguardie educative e Piccole scuole, in questo momento con 26 scuole ragioniamo su quali pratiche possono anticipare il futuro ma rendere la scuola protagonista”.
Parole che evidenziano come l’intelligenza artificiale non possa essere considerata un semplice strumento, ma un elemento capace di incidere profondamente sui processi educativi, richiedendo nuove competenze e una rinnovata responsabilità da parte della comunità scolastica.
Nel corso della due giorni si sono susseguiti anche gli interventi di Franca Burzigotti, ambassador di Avanguardie educative, e di Francesco Mezzanotte, coordinatore del corpo ispettivo dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, che hanno contribuito ad arricchire il confronto con ulteriori spunti operativi e riflessioni sul sistema educativo.
Ampio spazio è stato dedicato alla condivisione delle esperienze maturate nelle scuole, con particolare attenzione agli ambienti di apprendimento innovativi sviluppati dall’Itts Volta, che negli anni ha realizzato spazi multimodali in grado di integrare discipline umanistiche, tecniche e tecnologiche. Un modello che si propone di superare la tradizionale organizzazione della didattica, puntando su flessibilità, interdisciplinarità e centralità dello studente, in linea con i principi del movimento Avanguardie educative.
Il seminario ha infine ribadito il ruolo della scuola come luogo di costruzione della cittadinanza globale, capace di coniugare innovazione tecnologica e valori fondamentali come la pace, l’ambiente e la sostenibilità.
In questo senso, l’esperienza dell’Itts Volta di Perugia si configura come un esempio concreto di come sia possibile integrare innovazione e umanesimo, tecnologia e responsabilità, in un percorso educativo orientato al futuro ma radicato nei principi fondamentali della società.
Una sfida complessa, che richiede visione, competenze e capacità di adattamento, ma che rappresenta al tempo stesso un’opportunità per ripensare la scuola come motore di sviluppo culturale e sociale.