La crisi nel settore degli infermieri dipendenti era già nell'aria ma ora i "freddi" numeri testimoniano una situazione davvero allarmante. Nel 2022 (ultimo anno disponibile per i dati) per il ministero della Salute, il personale infermieristico contava 302.841 unità, di cui 268.013 dipendenti del Ssn e 34.828 impiegati presso strutture equiparate. Nel nostro Paese, quindi, ci sono 5,13 infermieri ogni 1.000 abitanti. Numeri preoccupanti, con l'Umbria che si pone un po' "meglio" sopra la media nazionale (6,13 ogni mille abitanti), al sesto posto tra le regioni italiane.
Dalla Campania, fanalino di coda, con 3,83 infermieri ogni 1.000 abitanti e i 7,01 della Liguria che rappresenta la regione italiana con il numero più alto di infermieri dipendenti: il quadro non è dei migliori. L'Italia, infatti, perde 10 mila professionisti infermieri l'anno e "precipita" nelle classifiche europee su numero di laureati e retribuzioni.
“Una crisi che non vede la luce”: il commento dei dati presentati a Rimini, della Federazione Gimbe. "Una mancata adozione di un piano straordinario - le parole del presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, - che favorisca un’adeguata dotazione di personale infermieristico potrebbe vanificare gli investimenti del Pnrr”.
Uno dei principali problemi, come sottolinea la Fondazione Gimbe, è che, dal 2016, il numero di infermieri dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale che lasciano volontariamente il posto di lavoro è in costante aumento e non dipende solo dalla Pandemia da Covid-19. Negli ultimi 4 anni, le cancellazioni sono state 42.713, di cui 10.230 solo nel 2024.
Tra i "problemi" del crollo nei numeri degli infermieri è il poco ricambio generazionale che c'è stato negli anni. Nel 2022, erano quasi 78 mila, il 27,3%, quelli over 55 dipendenti dal Ssn, con un altro 22% (62.467) tra i 50 e i 54 anni. Gli infermieri sono "più anziani". “Questo trend in continua ascesa - commenta ancora Cartabellotta - non viene compensato dall’ingresso di nuove leve, aggravando la carenza di personale e l’insostenibilità dei carichi di lavoro, con un inevitabile effetto boomerang su chi rimane in servizio”.
Le condizioni economiche, inoltre, sono un altro aspetto che contribuisce alla scarsa attrattiva verso questo settore: “A fronte di condizioni lavorative impegnative e spesso insostenibili - ricorda il Presidente della Fondazione Gimbe - gli stipendi degli infermieri restano tra i più bassi d’Europa, sia in termini assoluti, sia rispetto al costo della vita”. A tutto questo si aggiunge il rischio di burnout, oltre che di aggressioni verbali e fisiche.
(Dati Ministero della Salute, anno 2022)
Un problema, quello del calo degli infermieri dipendenti, che non riguarda solo l'Italia. Nel 2022 l’Italia contava 6,5 infermieri per 1.000 abitanti, dato ben al di sotto della Ue di 9. In Europa, eran messe peggio solo Spagna (6,2), Polonia (5,7), Ungheria (5,5), Lettonia (4,2) e Grecia (3,9). C'è poco, però, da stare allegri.
Il futuro, infatti, non promette miglioramenti: 1 infermiere su 4 nel Ssn è vicino alla pensione e 1 su 6 lavora per strutture private. Gli infermieri, quindi, non ci sono e la professione è sempre meno attrattiva: in 5 anni, del resto, il rapporto fra posti e candidati è crollato da 1,6 a 1,04.