Si respira ancora aria di emergenza sulle strade della provincia, nonostante i numeri mostrino un lieve miglioramento. Gli incidenti scendono da 1.561 a 1.508 tra il 2024 e il 2025, le vittime passano da 14 a 13 e i feriti calano da 913 a 810. Ma il quadro resta critico, e a suonare il campanello d’allarme è soprattutto la geografia dei sinistri: la maggior parte degli incidenti si concentra nei centri urbani, con una frequenza allarmante di investimenti di pedoni. È quanto emerso dalla riunione dell’Osservatorio provinciale sull’incidentalità stradale convocata in Prefettura e presieduta dal prefetto Orlando, nell’ambito della Conferenza permanente. Al tavolo, che ha riunito Forze dell’ordine, Polizia locale, enti gestori delle infrastrutture, sanità, mondo scolastico e associazioni, sono state illustrate anche le nuove iniziative della Polizia locale di Terni sul fronte dell’educazione alla guida e il prosieguo dei progetti con le scuole. Il prefetto ha richiamato la necessità di intensificare prevenzione, controlli e interventi su strade e segnaletica.

A fornire il quadro analitico è stata la Polizia Stradale, che ha messo sul tavolo i numeri secchi del 2025: 1.508 sinistri contro i 1.561 dell’anno precedente. Un calo del 3,4% che, se da un lato conforta, dall’altro non basta a far abbassare la guardia. Le vittime sono scese da 14 a 13, i feriti da 913 a 810. Ma il dettaglio che più di altri ha attirato l’attenzione dei presenti è la localizzazione dei sinistri: la maggior parte si verifica in area urbana, con una particolare incidenza degli investimenti di pedoni. Un dato che restituisce l’immagine di una mobilità cittadina ancora fragile, dove chi si sposta a piedi paga il prezzo più alto.
Alla riunione hanno partecipato i vertici delle Forze dell’Ordine, della Polizia Stradale e dei Comandi di Polizia provinciale e Locale di Terni, Orvieto, Narni e Amelia. Presenti anche i rappresentanti della Motorizzazione Civile di Terni, di Ausl Umbria 2, Ufficio scolastico regionale, ANAS, Autostrade per l’Italia, Aci, Croce Rossa, 118 e UNASCA. Un tavolo largo, voluto per coordinare gli sforzi su un fronte che non ammette soluzioni isolate.

Nel corso della riunione, spazio anche alle buone pratiche. La Polizia locale di Terni ha illustrato la propria progettualità, con iniziative che coinvolgono le autoscuole sui temi della sicurezza stradale e dell’educazione alla legalità nella guida. Non corsi teorici, ma percorsi pratici per formare guidatori più consapevoli, a partire dai più giovani. L’Ufficio scolastico ha confermato la disponibilità a proseguire le attività di sensibilizzazione rivolte agli studenti. Un impegno che si rinnova, nella consapevolezza che cambiare la cultura della guida richiede tempo e continuità.
Sul versante infrastrutturale, il confronto ha messo in luce la necessità di interventi mirati. Non basta educare gli utenti della strada, occorre anche rendere le strade più sicure. E qui il richiamo del prefetto Orlando è stato netto.
“Occorre rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione e controllo, con attenzione ai comportamenti di guida distratti o imprudenti, e intervenire sulle condizioni delle strade e sulla visibilità della segnaletica, per ridurre i principali fattori di rischio”, ha sottolineato il prefetto.
Un richiamo che suona come un programma: più controlli, più manutenzione, più segnaletica visibile. E soprattutto, più attenzione ai comportamenti quotidiani, quelli che spesso sfuggono ma che fanno la differenza. Il prossimo appuntamento dell’Osservatorio servirà a verificare se queste parole si tradurranno in fatti. Nel frattempo, i numeri del 2025 dicono che la strada è ancora lunga, e che ogni vita salvata è un risultato, ma non una meta.