02 Jul, 2026 - 14:20

La prima reazione di Bandecchi in una storia sui social: "Uffa...". Ecco cosa dice la politica

La prima reazione di Bandecchi in una storia sui social: "Uffa...". Ecco cosa dice la politica

La prima reazione di Stefano Bandecchi arriva non appena gli viene restituito il telefono dagli inquirenti. È un post sui social in cui condivide una sua immagine nel giorno della firma dell'acquisizione dell'Orvietana da parte di Unicusano con la didascalia: “Perquisizioni a Terni, indagato il sindaco Bandecchi: ipotesi di corruzione e appalti pilotati” e sotto un eloquente “Uff!” a caratteri cubitali.

Il resto delle reazioni all’indagine sulla procedura di affidamento dei lavori sulla Bagnorese e sulla acquisizione dell'Orvietana si presenta subito polarizzato. Il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, esprime piena fiducia nel dirigente tecnico Serini, di cui rivendica serietà e affidabilità amministrativa, pur riconoscendo la legittimità degli approfondimenti della Procura.

Sulla stessa linea garantista si colloca l’ex vicesindaco Riccardo Corridore, che arriva a “mettere le mani sul fuoco” sulla totale estraneità degli indagati e richiama con forza il principio per cui la politica non deve attivare la magistratura come strumento di scontro. Il tono cambia con l’intervento del giudice di Cassazione Angelo Matteo Socci, che sui social accosta la vicenda al caso Di Girolamo e parla di clima da operazioni spettacolari, mentre dal fronte politico Fratelli d’Italia, con il consigliere Marco Celstino Cecconi, rilancia l’idea di una “altra Terni possibile” e affida al giudizio dei tribunali la verifica sul futuro della città.

Le verifiche della Procura di Terni sulle procedure d'appalto e lo scudo istituzionale della Provincia

A delineare i contorni tecnici della vicenda dal punto di vista dell'ente provinciale è il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, esponente di Forza Italia. Intervenendo sulla complessa indagine aperta dall'autorità inquirente - che ipotizza un legame illecito tra l'acquisizione dell'Orvietana, il sindaco Stefano Bandecchi, l'ex patron dell'Orvietana Biagioli e il dirigente dei lavori pubblici - Ferranti ha voluto blindare la struttura burocratica dell'ente: “Conosco l'ingegner Serini, conosco la sua serietà, la sua affidabilità amministrativa e questo mi fa credere, ritenere che è giusto che l'autorità inquirente faccia i propri approfondimenti ma sono convinto della correttezza delle procedure amministrative messe in campo dal nostro dirigente”.

Un elemento temporale e storico viene offerto a supporto della regolarità degli atti: l'imprenditore coinvolto esegue manutenzioni stradali per l'amministrazione da oltre vent'anni. Inoltre, l'appalto finito al centro delle verifiche investigative risulta datato circa due mesi prima rispetto all'effettiva acquisizione della società calcistica.

La trincea difensiva dell'ex vicesindaco e il monito contro l'uso politico delle aule di giustizia

Sul versante strettamente politico e difensivo, la solidarietà al primo cittadino arriva formale e netta da parte dell'ex vicesindaco Riccardo Corridore. Quest'ultimo, parlando nella duplice veste di legale ed ex uomo di fiducia di Bandecchi nell'amministrazione comunale, ha espresso una certezza granitica sull'esito del procedimento penale: “Da Avvocato e profondo conoscitore di almeno una persona indagata sono pronto a mettere le mani sul fuoco che tutto si chiuderà con un provvedimento che accerterà la totale estraneità a qualunque fatto contestato degli indagati”.

Corridore ha poi colto l'occasione per lanciare un severo monito metodologico alle opposizioni e alle dinamiche di contrapposizione locale, evidenziando il rischio di una deriva nello scontro cittadino: “La politica non si fa attivando la magistratura”. La nota dell'ex vicesindaco si chiude comunque rinnovando il rispetto per l'autorità giudiziaria, dicendosi “fiducioso nell’operato dei giudici che accerteranno la verità”.

Dall'evocazione del caso Di Girolamo alle speranze di cambiamento del centrodestra per il futuro della città

Il dibattito cittadino registra anche la pesante valutazione di Angelo Matteo Socci, giudice della Corte di Cassazione e ternano acquisito, che ha affidato ai social una riflessione amara. Il magistrato ha rievocato lo storico e tormentato precedente dell'ex sindaco Leopoldo Di Girolamo, uscito pienamente assolto dopo un decennio sia dal tribunale penale sia dalla Corte dei Conti: “Mancano gli elicotteri?”, ha scritto su Facebook, richiamando la spettacolarizzazione delle operazioni investigative di dieci anni fa.

Di segno diametralmente opposto è invece l'affondo di Fratelli d'Italia, rappresentato dal consigliere comunale Marco Celstino Cecconi, già costituito parte civile in un altro procedimento contro Bandecchi per le tensioni in aula del 2023. Per Cecconi le perquisizioni aprono una prospettiva di rottura radicale con l'attuale gestione di Palazzo Spada: “Un’altra Terni è possibile. Un futuro migliore arriverà… vedremo se il giudice che giudicherà sarà di Berlino!”.

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Federico Zacaglioni
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