Sono circa 200 gli ettari di vegetazione andati distrutti nei due vasti incendi che, tra martedì e mercoledì, hanno interessato il Parco regionale del Monte Cucco, coinvolgendo le zone di Villa Scirca, Costacciaro, Scheggia e Campitello.
Mentre le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal DOS (Direttore delle Operazioni di Spegnimento) dei Vigili del Fuoco, proseguono le indagini dei Carabinieri Forestali, chiamati a ricostruire l'origine dei roghi e ad accertarne le cause.
Tra gli abitanti della zona prende sempre più corpo la convinzione che l'incendio possa essere di natura dolosa, ipotesi che resta al momento al vaglio degli investigatori.

Secondo quanto raccolto sul posto da Cronaca Eugubina, molti residenti ritengono che le fiamme siano state innescate lungo la strada di Pian di Spilli, che collega Scheggia a Costacciaro.
Si tratta, tuttavia, di una valutazione espressa dagli abitanti del luogo e non di una conclusione investigativa. Saranno infatti gli accertamenti dei Carabinieri Forestali a stabilire se vi siano elementi concreti che possano confermare l'origine dolosa dell'incendio.
Nel frattempo il territorio continua a fare i conti con i danni provocati dal fuoco, che ha colpito una delle aree naturalistiche più importanti dell'Appennino umbro-marchigiano.
Uno dei momenti più drammatici dell'emergenza si è verificato nella serata di mercoledì, quando il fuoco ha raggiunto il faggeto tondo secolare, situato poco sotto la Croce che domina la vetta del Monte Cucco.
Le immagini dell'incendio sono state visibili anche a grande distanza.
Un autotrasportatore, fermatosi lungo la Strada Statale Flaminia, ha raccontato di avere osservato il vasto fronte di fumo che, sospinto dal vento, aveva ormai raggiunto perfino la città marchigiana di Fabriano.
Particolarmente colpiti gli abitanti della zona, profondi conoscitori del patrimonio boschivo del Monte Cucco.
Il signor Walter, residente a Villa Scirca, ha spiegato a Cronaca Eugubina:
«Il faggeto è di legno stregone, come lo chiamiamo in dialetto. È un legno particolarmente forte e nodoso, che forma dei ripari naturali dove gli animali del bosco trascorrono l'inverno. È un peccato che vada in fiamme, è un patrimonio naturale distrutto.»

L'incendio ha inevitabilmente modificato anche il comportamento della fauna selvatica.
Secondo diversi residenti, durante le ore dell'emergenza sono stati osservati caprioli, cervi e daini fuggire dal bosco per sottrarsi alle fiamme.
Nella notte sarebbero stati inoltre uditi i lupi ululare nella zona delle sorgenti di Acquafredda, dove probabilmente si sono spostati alla ricerca di un rifugio sicuro.
Una notizia rassicurante riguarda invece i cavalli che vivono allo stato brado sui prati sommitali del Monte Cucco.
I proprietari hanno raggiunto personalmente Pian di Monte, verificando che i 70 cavalli adulti e i 13 puledrini presenti nell'area sono rimasti illesi.
L'emergenza ha richiesto un imponente spiegamento di mezzi.
Il primo incendio è scoppiato martedì pomeriggio nella zona delle sorgenti di Villa Scirca. Dopo essere stato contenuto durante la notte, il rogo ha ripreso vigore nella mattinata successiva a causa del vento.

Le fiamme hanno interessato circa 150 ettari di faggeta nelle località Pianaccia, Fonte del Rospo, Buca del Ferro e Le Codaline.
Poco dopo si è sviluppato il secondo incendio tra Scheggia e Campitello, che ha raggiunto la Croce posta sulla vetta del Monte Cucco.
Per fronteggiare l'emergenza sono intervenuti due Canadair decollati da Ciampino e un elicottero del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco proveniente da Bologna, che ha effettuato continui rifornimenti d'acqua presso la diga della Troppola.
Sul terreno hanno operato i Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Gubbio e Gaifana, coordinati dal DOS, insieme agli uomini dell'Agenzia Forestale Regionale.
Nel corso delle operazioni di emergenza le Forze dell'Ordine sono intervenute anche nei confronti di un pilota di parapendio.
Si tratta di un cittadino straniero che avrebbe effettuato il decollo nonostante fosse in vigore il divieto previsto dai protocolli di sicurezza durante gli incendi boschivi.
Per questa violazione è stata elevata una sanzione amministrativa.
Le limitazioni al volo, infatti, sono finalizzate a garantire la piena operatività dei mezzi antincendio e a evitare situazioni di pericolo sia per i piloti civili sia per gli equipaggi impegnati nello spegnimento.
Le ore dell'incendio sono state segnate anche da un episodio drammatico.

All'alba di mercoledì i Carabinieri e il personale del 118 sono intervenuti a Costacciaro per soccorrere un uomo di 48 anni, residente nell'area di Roma, colto da un improvviso malore.
Lungo la Strada Statale Flaminia è atterrato anche l'elisoccorso, ma nonostante i tentativi di rianimazione per l'uomo non c'è stato nulla da fare.
Mentre sul territorio proseguono le operazioni di bonifica e di monitoraggio per scongiurare eventuali riprese delle fiamme, l'attenzione si concentra adesso sull'attività investigativa.
Saranno i Carabinieri Forestali, attraverso rilievi tecnici e sopralluoghi, a stabilire con precisione l'origine dell'incendio e a verificare se dietro il devastante rogo che ha colpito il Monte Cucco vi sia effettivamente la mano dell'uomo oppure altre cause accidentali.
La risposta a questo interrogativo sarà determinante non solo per individuare eventuali responsabilità, ma anche per comprendere come proteggere in futuro uno dei patrimoni ambientali più preziosi dell'Umbria.