Un grave incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi in un annesso agricolo nella zona rurale di Fabro, in provincia di Terni. Il rogo, scoppiato poco dopo le 10, ha causato danni ingenti: completamente distrutti circa venti quintali di legna e diversi attrezzi agricoli.
Il proprietario del deposito, nel tentativo di spegnere le fiamme, ha riportato ustioni agli arti superiori. Fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi e non è stato necessario il trasporto in ospedale.
Sul posto sono intervenute con tempestività le squadre dei Vigili del Fuoco di Orvieto e del presidio di Montegabbione, che hanno lavorato a lungo per contenere le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Presenti anche i Carabinieri, che stanno conducendo le indagini per accertare le cause dell’incendio, al momento ancora in fase di valutazione.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme si sarebbero propagate con rapidità all’interno dell’annesso, complice la presenza di materiale combustibile secco e le alte temperature. Il fuoco ha rapidamente avvolto la legna accatastata, raggiungendo poi gli attrezzi da lavoro e altri materiali presenti nel magazzino.
“La nostra squadra è intervenuta prontamente – ha dichiarato un responsabile dei Vigili del Fuoco – ma la quantità di legna ha alimentato il fuoco rendendo difficile il contenimento immediato. Solo dopo alcune ore siamo riusciti a dichiarare l’area sotto controllo”.
Il proprietario, secondo quanto riferito da fonti sanitarie, ha tentato in prima persona di arginare le fiamme, ma è stato colto di sorpresa dal ritorno di fiamma. “È stato fortunato: le ustioni sono leggere, ma la prontezza dei soccorsi è stata fondamentale”.
Quello di Fabro non è un caso isolato. Dal 2024 a oggi, l’Umbria ha registrato un aumento significativo degli incendi in ambito rurale, con un’intensificazione preoccupante nella stagione estiva. Le condizioni climatiche – siccità prolungata, temperature elevate, vento secco – hanno favorito la propagazione di focolai in molte aree della regione.
Ecco un elenco dei principali roghi verificatisi nelle campagne umbre dal 2024 ad oggi:
Montefalco (agosto 2024): un incendio ha interessato oltre 5 ettari di uliveto e macchia mediterranea. L’intervento dei Canadair è stato necessario.
Città di Castello (settembre 2024): rogo in un casolare disabitato con annesso agricolo. Nessun ferito ma danni ingenti.
Amelia (giugno 2025): fuoco in una rimessa agricola. Bruciati mezzi e mangimi per animali.
Spoleto (luglio 2025): incendio in una zona boschiva ai margini di terreni coltivati. In fumo 3 ettari.
San Gemini (luglio 2025): incendio doloso ai danni di un campo coltivato. Denunciato un residente.
Gualdo Cattaneo (luglio 2025): fiamme in una vigna, probabilmente per autocombustione.
Fabro (agosto 2025): l’annesso agricolo devastato, un ferito lieve, cause in corso di accertamento.
Secondo i dati dei Vigili del Fuoco, l’Umbria ha visto un incremento del 35% degli incendi rurali nel 2024 rispetto all’anno precedente, e il trend per il 2025 è in ulteriore crescita.
Le indagini successive agli incendi hanno individuato tre principali cause:
Atti colposi o negligenze, come bruciatura incauta di residui vegetali.
Autocombustione dovuta a materiali secchi e temperature elevate.
Cause dolose, purtroppo ancora presenti soprattutto in contesti marginali o in presenza di dissidi territoriali.
“Il fuoco non parte mai da solo – ha dichiarato un vigile del fuoco – in oltre il 90% dei casi, l’innesco è causato dall’uomo, volontariamente o per disattenzione”.
Gli incendi nelle campagne umbre non sono solo un problema ambientale, ma anche una minaccia concreta per la sicurezza delle persone e per il tessuto economico agricolo.
Le conseguenze principali includono:
Distruzione di colture e pascoli
Perdita di animali da allevamento
Compromissione della qualità del suolo
Rischi per la salute (inalazione di fumi tossici)
Pericolo per abitazioni isolate e casolari
Nel caso di Fabro, fortunatamente, l’incendio è stato circoscritto prima di propagarsi verso l’abitazione vicina. Ma resta l’allerta.
Alla luce dell’incendio di Fabro e del quadro generale, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile rinnovano l’appello:
Regole fondamentali da seguire in campagna:
Non accendere fuochi all’aperto nei mesi estivi.
Non bruciare sterpaglie senza autorizzazione.
Non lasciare mozziconi o bottiglie nei prati.
Segnalare tempestivamente focolai al 115.
Tenere puliti i margini dei terreni agricoli.
“Anche un piccolo gesto incauto può provocare una catastrofe” – sottolineano le autorità locali.
Le amministrazioni umbre, insieme alla Regione, stanno rafforzando le misure di prevenzione, con campagne di sensibilizzazione, attività formative per agricoltori e volontari della protezione civile, e l’impiego di droni e mappe termiche per il monitoraggio delle aree a rischio.
A breve partirà anche un progetto pilota di sorveglianza attiva in alcune zone collinari della Valnerina e dell’Alta Umbria, dove i roghi si sono mostrati più frequenti.
Se è vero che le condizioni climatiche hanno un peso, è altrettanto vero che la prevenzione resta l’unica arma efficace. Serve maggiore attenzione, collaborazione e responsabilità collettiva.
Come ha dichiarato un contadino della zona: “Abbiamo bisogno di vigilanza, ma anche di buon senso. I nostri campi non devono diventare cimiteri di legna e fumo”.