Il primo allarme è scattato poco dopo le 13, quando un vasto fronte di fuoco ha iniziato a divorare bosco e sterpaglie a Penna in Teverina, spingendosi pericolosamente a ridosso di abitazioni e allevamenti di bestiame. La risposta dei soccorsi è stata immediata: cinque squadre dei Vigili del Fuoco, giunte da Terni e supportate da rinforzi inviati dai comandi di Rieti e Viterbo, sono entrate in azione per arginare l'avanzata delle fiamme, coadiuvate dal supporto aereo di un elicottero e di un Canadair, rivelatosi determinante per piegare il rogo. Mentre a sud del territorio ternano si lavora senza sosta per bonificare il perimetro, una seconda emergenza si è aperta più a nord, in località Casaccia, a un chilometro da Monte Santa Maria Tiberina. Qui un incendio ad alto fusto ha minacciato direttamente una struttura residenziale, richiedendo un imponente dispiegamento di forze coordinate da terra per evitare il peggio.
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L'emergenza che sta interessando il comprensorio di Penna in Teverina ha richiesto uno sforzo corale e straordinario da parte delle strutture di soccorso. Il rogo, alimentato dal vento e dalla vegetazione secca, ha rapidamente risalito la fascia collinare, arrivando a sfiorare strutture residenziali e aziende agricole con allevamenti di bestiame.
Per fronteggiare una situazione di potenziale pericolo per la pubblica incolumità, la centrale operativa dei Vigili del Fuoco ha disposto il raddoppio delle forze sul campo. Alle tre squadre di Terni si sono uniti gli automezzi e il personale giunti in supporto dalle province limitrofe di Rieti e Viterbo. L'impossibilità di penetrare via terra nei punti più impervi ha reso necessario l'impiego sinergico dei mezzi aerei: il lancio congiunto di acqua e ritardante da parte dell'elicottero e del Canadair ha permesso di spezzare il fronte principale delle fiamme.
I tecnici impegnati sui luoghi delle operazioni confermano che “la situazione, pur restando sotto controllo, non è ancora del tutto spenta e l’area continua a essere presidiata dalle squadre di terra”. Il presidio costante garantisce il contenimento di eventuali focolai residui e mette in sicurezza le stalle e le abitazioni rurali lambite dal fuoco.
Quasi contemporaneamente, la morsa degli incendi si è allargata all'Alta Valle del Tevere. In località Casaccia, a circa un chilometro a sud del centro abitato di Monte Santa Maria Tiberina, un secondo focolaio ha preso vigore lungo un impervio costone boschivo ad alto fusto. La pendenza del terreno e la densità della vegetazione hanno reso l'avanzata del fuoco particolarmente aggressiva, mettendo a diretto rischio un'abitazione sovrastante.
La risposta dei soccorsi si è articolata su un dispositivo di pronto intervento estremamente capillare. Sul posto sono confluite due squadre dei Vigili del Fuoco di Città di Castello e Perugia, affiancate da una squadra dei Vigili del Fuoco volontari di Sansepolcro e da due squadre dell'Agenzia forestale regionale (AFOR). L'azione combinata di mezzi di terra e personale specializzato ha consentito di attaccare l'incendio simultaneamente su quattro distinti fronti, bloccando la risalita del fuoco verso l'immobile.

A coordinare le complesse manovre tattiche nella zona di Casaccia è la figura del DOS (Direttore operazioni di spegnimento) dei Vigili del Fuoco, presente sul posto per dirigere le squadre dell'AFOR e dei comandi provinciali e volontari. Grazie alla strategia di contenimento a tenaglia applicata sui quattro lati del perimetro, il rogo è stato rallentato ed è stato evitato il collasso delle barriere protettive attorno alle abitazioni.
Relativamente all'evoluzione delle operazioni nell'area di Monte Santa Maria Tiberina, dal comando avanzato si rileva che “l'intervento tempestivo dei Vigili del fuoco e delle squadre AFOR regionali, che hanno fronteggiato il fuoco su quattro fronti grazie ai mezzi di terra, ha evitato il peggio e l'incendio risulta ora in fase di contenimento”. Le squadre rimarranno operative sul posto per ultimare la bonifica dei focolai sotterranei e garantire la totale sicurezza dei residenti.