C’è un festival che negli anni è riuscito a fare qualcosa di raro: portare la scienza fuori dai laboratori, dalle aule universitarie e dai convegni specialistici per trasformarla in un’esperienza condivisa, accessibile e capace di coinvolgere migliaia di persone. Dopo sei anni di assenza, l’Isola di Einstein torna a illuminare il Lago Trasimeno e lo fa con un’edizione che punta a segnare una nuova fase della sua storia.
Dal 26 al 28 giugno 2026, il festival della divulgazione scientifica tornerà infatti ad animare uno dei luoghi più suggestivi dell’Umbria con una formula rinnovata, un programma ancora più ampio e una dimensione territoriale senza precedenti.
Non si tratta soltanto della ripartenza di una manifestazione culturale. Il ritorno dell’Isola di Einstein rappresenta il recupero di un patrimonio collettivo che negli anni ha saputo costruire una comunità di appassionati, famiglie, studenti, ricercatori e curiosi provenienti da tutta Italia.
A dimostrarlo è la straordinaria risposta ottenuta dalla campagna di crowdfunding che ha accompagnato la rinascita del progetto: oltre 1.300 sostenitori hanno deciso di contribuire alla realizzazione dell’edizione 2026, permettendo di raccogliere più di 50 mila euro e confermando quanto fosse forte il desiderio di riportare il festival sulle rive del Trasimeno.
La grande novità dell’edizione 2026 è rappresentata dalla scelta di trasformare il festival in una manifestazione diffusa. Per la prima volta nella sua storia, infatti, l’Isola di Einstein non sarà concentrata in un’unica location, ma coinvolgerà contemporaneamente Isola Maggiore, Campo del Sole di Tuoro sul Trasimeno e Punta Macerone.
Una decisione che amplia gli spazi dell’evento e rafforza il legame con il territorio, trasformando il paesaggio stesso in parte integrante dell’esperienza culturale e scientifica. La formula diffusa consentirà ai visitatori di vivere percorsi differenti, muovendosi tra incontri, spettacoli, installazioni, laboratori e osservazioni astronomiche in uno scenario naturale unico, dove il lago diventa elemento narrativo e strumento di connessione tra le diverse anime del festival.
A sottolineare il valore della manifestazione è stato l’assessore regionale alla Cultura Tommaso Bori. “Il ritorno dell'Isola di Einstein è una bella notizia per l'Umbria”, ha dichiarato. “Questo festival è riuscito negli anni a diventare un punto di riferimento per la divulgazione scientifica, dimostrando come scienza, cultura e creatività possano dialogare e coinvolgere pubblici diversi.”
Uno dei poli principali della manifestazione sarà il Campo del Sole, dove sorgerà l’Einstein Village, una vera e propria cittadella della conoscenza aperta a cittadini, studenti e famiglie. Qui università, enti di ricerca, istituzioni scientifiche e associazioni proporranno attività interattive, laboratori, giochi educativi e percorsi immersivi.
Tra le installazioni più attese figura la Big Bang Machine di EGO-Virgo, che accompagnerà il pubblico in un viaggio affascinante tra onde gravitazionali, stelle di neutroni e origine dell’universo. Ampio spazio sarà riservato anche all’esplorazione spaziale grazie ai progetti di ESERO Italia, iniziativa congiunta di ASI ed ESA, realizzata in collaborazione con Psiquadro e il Museo del Balì.
Presenti inoltre le attività dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che coinvolgerà i visitatori con laboratori e giochi dedicati alla comprensione dell’universo, e quelle dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, focalizzate sulla conoscenza della Terra e dei fenomeni naturali.
Tra le iniziative più originali figurano le Olimp-IA-di, dedicate all’intelligenza artificiale, il programma Mission X, che permetterà ai partecipanti di sperimentare l’allenamento degli astronauti, e Il Cosmo dell’Oca, percorso ludico-scientifico firmato INFN.
Se il Campo del Sole rappresenterà il cuore laboratoriale del festival, Isola Maggiore sarà invece il luogo dell’incontro diretto tra divulgatori e pubblico. Qui prenderà forma il format del science busking, che porterà ricercatori, comunicatori scientifici e performer a popolare vicoli, piazze e scorci panoramici con dimostrazioni, racconti ed esperimenti dal vivo.
La divulgazione diventerà così esperienza spontanea e immersiva, capace di sorprendere il visitatore durante una passeggiata tra i luoghi più caratteristici dell’isola.
Non mancheranno attività dedicate alle famiglie, percorsi naturalistici e passeggiate guidate sulla biodiversità del Trasimeno, in un dialogo continuo tra scienza e ambiente.
Il programma scientifico potrà contare sulla presenza di alcuni tra i più autorevoli protagonisti della divulgazione italiana.
Tra gli ospiti spicca il fisico Roberto Battiston, già presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana e docente dell’Università di Trento, che guiderà il pubblico in una riflessione sul ruolo dell’energia nelle trasformazioni dell’universo e della società contemporanea.
Particolarmente significativi saranno anche gli incontri dedicati ad Albert Einstein e alla sua eredità culturale e scientifica.
In programma “L’eredità di Einstein: idee che illuminano il futuro” con Anna Parisi e Sergio Rossi, e “Einstein e la pace: il coraggio delle idee” con Giulio Peruzzi e Lucia Maddoli, appuntamenti che offriranno una lettura attuale del pensiero dello scienziato che ha cambiato il Novecento. Completano il parterre ospiti Adrian Fartade, Alfonso Lucifredi, Diego Sala, Roberto Mercadini, Silvia Bencivelli, Dario Vergassola e il ricercatore del Joint Research Centre della Commissione Europea Giacomo Grassi.
Uno degli elementi distintivi dell’Isola di Einstein è da sempre la capacità di intrecciare conoscenza e intrattenimento. Anche quest’anno il cartellone proporrà spettacoli che mescolano linguaggi diversi. Dal Lercio Science Show, che unisce divulgazione e satira, a Medicina Spericolata con Silvia Bencivelli e Dario Vergassola.
Spazio anche a Questioni di Tempo, produzione originale dell’INFN che fonde fisica, musica, immagini e live drawing, oltre a Crazy Space, nato dalla collaborazione tra la compagnia teatrale Appiccicaticci e l’INAF.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano inoltre Fisica Sognante di Federico Benuzzi, La chimica di Breaking Bad con Danilo Gasca, Imprò Einstein e lo spettacolo internazionale Clowntífics della compagnia spagnola Big Van Ciencia.
Il momento più suggestivo dell’intera manifestazione sarà probabilmente quello dello Star Party di Punta Macerone. In uno degli angoli più affascinanti del lago, il pubblico avrà l’opportunità di osservare il cielo estivo insieme ad astronomi professionisti, vivendo un’esperienza che unisce meraviglia, osservazione e divulgazione.
A chiudere il festival sarà Adrian Fartade con “Ritorno sulla Luna - Tutto quello che dovete sapere!”, incontro dedicato alla nuova corsa allo spazio e alle prospettive future dell’esplorazione lunare.
L’edizione 2026 sarà dedicata alla memoria di Michele Lanzinger, figura centrale della comunicazione scientifica italiana e protagonista della nascita del MUSE di Trento.
Un omaggio a chi ha contribuito a cambiare il modo di raccontare la scienza nel nostro Paese, rendendola più inclusiva, coinvolgente e accessibile.
A evidenziare il valore della rinascita del festival è stato anche Fabrizio Stazi, direttore di Fondazione Perugia. “Isola di Einstein rappresenta un esempio concreto di come la cultura e la divulgazione scientifica possano diventare strumenti di partecipazione e coesione sociale. La straordinaria risposta alla campagna di crowdfunding dimostra che attorno a questo festival si è costruita una vera comunità.”
L’Isola di Einstein conferma infine una delle sue caratteristiche più apprezzate: l’accesso gratuito a tutte le attività in programma.
Una scelta che ribadisce la missione originaria della manifestazione: abbattere le barriere all’accesso della conoscenza e rendere la cultura scientifica un bene realmente condiviso.
Per tre giorni il Lago Trasimeno diventerà così un grande laboratorio diffuso, un luogo in cui ricerca, spettacolo, educazione e partecipazione si incontrano per raccontare il mondo attraverso il linguaggio universale della scienza. Una ripartenza attesa, costruita dal basso e destinata a restituire all’Umbria uno degli eventi culturali più originali e identitari del suo panorama contemporaneo.