Il lago Trasimeno sta attraversando una fase di recupero idrometrico significativa, sostenuta dalle abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato l’inizio del 2026. Nel solo mese di gennaio, segnato da 20 giorni di pioggia su 31, il bacino ha registrato un incremento di circa 20 centimetri, risalendo fino a quota meno 150 centimetri rispetto allo zero idrometrico.
A fornire il quadro aggiornato è il meteorologo Massimiliano Santini, volto di Rai Meteo - Rai Pubblica Utilità e protagonista delle previsioni di Buongiorno Regione sulla TgR Umbria, che evidenzia come il segnale positivo si stia consolidando anche nelle settimane successive.
"Nel solo mese di gennaio, grazie a 20 giorni di pioggia su 31, il bacino ha guadagnato circa 20 centimetri, risalendo a quota meno 150 centimetri rispetto allo zero idrometrico": spiega Santini, sottolineando l’importanza di un mese meteorologicamente dinamico per il riequilibrio del lago. "Ma la buona notizia è che il trend non si è fermato: i dati di metà febbraio mostrano un ulteriore innalzamento che ha portato il livello a meno 147 centimetri, con una crescita costante nonostante la recente stabilità anticiclonica" .
L’ulteriore rialzo, registrato nonostante una fase di maggiore stabilità atmosferica, rappresenta un indicatore rilevante per il sistema lacustre, che negli ultimi anni ha più volte sofferto periodi di deficit idrico.
"In generale - spiega Santini - l'Italia in questo inizio 2026 è stata interessata da una fase molto piovosa. Come è facile immaginare, però, data la complessità geografica ed orografica del nostro Paese, non è piovuto in modo omogeneo ovunque."
Il meteorologo evidenzia forti differenze territoriali. "In Puglia e in Basilicata, ad esempio, i volumi trattenuti dalle dighe sono arrivati appena al 17% della capacità. Mentre in Sardegna e Sicilia si è passati paradossalmente dalla siccità estrema all'emergenza idrogeologica a causa delle intense depressioni." Un ribaltamento che in alcune aree ha comportato criticità opposte rispetto alla scarsità idrica. "Sulla Sicilia meridionale e orientale la siccità è, per ora, archiviata. A gennaio sono caduti mediamente 186 millimetri (il 29% dell'intera pioggia annuale), con picchi di 619."
Particolarmente significativa l’anomalia registrata in Sardegna. "La Sardegna meridionale è arrivata ad un'anomalia del più 300% della pioggia normale. In pratica è piovuto 4 volte la pioggia attesa per gennaio. Alcuni invasi sono risaliti al 75% della capienza, con alcune dighe che hanno dovuto rilasciare acqua in eccesso."
Anche il Sud continentale ha registrato accumuli straordinari. "La Campania ha registrato un surplus del più 193% e in Calabria siamo di fronte a un evento pluviometrico 'di scala secolare': in soli quattro giorni - conclude Santini - è caduta quasi la metà della precipitazione media annua, con accumuli tra i 500 e i 570 millimetri".
Il recupero del Trasimeno assume un valore strategico per l’Umbria, sia sotto il profilo ambientale sia economico. Il lago rappresenta infatti un ecosistema delicato e un volano per il turismo, l’agricoltura e le attività produttive del territorio.
Il dato di -147 centimetri rispetto allo zero idrometrico, pur evidenziando un miglioramento tangibile, indica che il bacino non ha ancora raggiunto livelli ottimali. Gli esperti invitano pertanto a mantenere alta l’attenzione e a proseguire con un monitoraggio costante, anche alla luce della variabilità climatica che caratterizza il Mediterraneo.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il trend potrà consolidarsi ulteriormente con nuove perturbazioni o se prevarrà una fase più stabile e asciutta.
L’evoluzione del livello del Trasimeno conferma l’importanza di una gestione integrata delle risorse idriche, capace di coniugare prevenzione, pianificazione e tutela ambientale. La fase di recupero in atto rappresenta un segnale incoraggiante, ma non può essere considerata conclusiva né rassicurante in maniera definitiva.
Il quadro delineato da Santini restituisce un Paese segnato da estremi sempre più frequenti: dalla siccità prolungata alle precipitazioni intense concentrate in pochi giorni. In questo scenario, il consolidamento del recupero idrometrico del Trasimeno dipenderà dalla regolarità delle piogge primaverili e dalla capacità delle autorità competenti di garantire una governance attenta, lungimirante e sostenibile delle risorse idriche.
Il monitoraggio costante e l’adozione di strategie condivise tra enti locali, regionali e nazionali si confermano elementi imprescindibili per affrontare sfide ambientali complesse, prevenire rischi idrogeologici e assicurare la resilienza del territorio. Solo attraverso un equilibrio tra interventi immediati e pianificazione strategica sarà possibile garantire la sostenibilità a lungo termine del bacino e dei suoi ecosistemi.