Se il buongiorno si vede dal mattino, in casa Gubbio c’è poco da sorridere. L’esordio nel campionato di Serie C si trasforma in una serata complicata per gli eugubini, travolti 3-0 dal Guidonia al termine di una gara nella quale la formazione di Domenico Di Carlo ha mostrato limiti importanti sotto il profilo tecnico e tattico.
Il risultato, da solo, racconta soltanto una parte della storia. Il problema principale emerso dal confronto con il Guidonia è infatti la difficoltà del Gubbio nel costruire gioco, soprattutto quando è chiamato a prendere l’iniziativa e a gestire il pallone.
La squadra rossoblù è sembrata ancora legata a un’identità costruita principalmente sulla fase difensiva, sull’attesa e sulle ripartenze. Un’impostazione che nella passata stagione aveva rappresentato uno dei tratti distintivi del gruppo guidato da Di Carlo, ma che questa volta non ha prodotto nemmeno la necessaria solidità difensiva.
Il Guidonia ha invece imposto il proprio ritmo praticamente dall’inizio alla fine. Il Gubbio ha faticato a trovare linee di passaggio, non è riuscito a risalire il campo con continuità e soprattutto non ha mai dato l’impressione di poter cambiare l’inerzia della partita.
La fotografia più significativa arriva nel finale. Il Guidonia è rimasto in dieci uomini, ma il Gubbio non ha saputo sfruttare la superiorità numerica. Anzi, sono stati proprio i padroni di casa a trovare il gol del definitivo 3-0. Un episodio che fotografa perfettamente una serata nella quale gli eugubini non sono riusciti a mettere in difficoltà l’avversario nemmeno nelle condizioni teoricamente più favorevoli.
È soltanto la prima giornata e sarebbe prematuro trasformare una singola prestazione in una sentenza sull’intero campionato. Tuttavia, il 3-0 di Guidonia porta con sé alcune riflessioni che il Gubbio dovrà necessariamente affrontare.
La squadra ha mostrato difficoltà già emerse nella passata stagione. Il problema non riguarda esclusivamente la fase offensiva, ma la capacità complessiva di interpretare una partita quando non è possibile affidarsi soltanto alla solidità difensiva.
Nel calcio moderno, infatti, molte squadre scelgono di difendere attaccando, cercando di mantenere il possesso in zone avanzate e di recuperare rapidamente il pallone. Il Gubbio, invece, è sembrato spesso attendere l’iniziativa avversaria senza riuscire a costruire una risposta efficace.
L’assenza di gioco rischia quindi di diventare il primo tema sul quale Di Carlo dovrà intervenire. Non basta non concedere occasioni se, dall’altra parte, non si riesce a creare i presupposti per far male all’avversario.
A Guidonia è venuta meno anche quella componente sulla quale il Gubbio aveva costruito buona parte della propria identità: la capacità di rimanere dentro le partite e giocarsi tutto sugli episodi. Tre gol incassati rappresentano un dato pesante per una squadra che aveva fatto della fase difensiva uno dei propri principali riferimenti.
Adesso il calendario propone immediatamente una sfida di grande difficoltà. Al Barbetti arriverà la Reggiana, una delle squadre maggiormente accreditate per la promozione in Serie B dopo la retrocessione della scorsa stagione. Per il Gubbio sarà quindi necessario cambiare rapidamente registro.
La sconfitta di Guidonia deve diventare un punto di partenza per correggere gli errori, non un peso da trascinarsi dietro.
Al termine della partita, Domenico Di Carlo ha analizzato senza mezzi termini la prestazione del Gubbio. Il tecnico ha innanzitutto riconosciuto i meriti del Guidonia, evidenziando la differenza di intensità mostrata dalle due squadre.
“Faccio i complimenti al Guidonia, hanno fatto una partita rapida e aggressiva. Noi non siamo stati all’altezza, è stata una gara di basso livello. Avevamo fatto delle cose buone, un gol si può prendere, il secondo su palla inattiva dimostra che il Gubbio non aveva la forma migliore”.
Di Carlo ha poi sottolineato come la stagione sia soltanto all’inizio e come la presenza di numerosi giovani richieda inevitabilmente un percorso di crescita.
“Siamo all’inizio del campionato, ci sono tanti giovani, bisogna cercare di lavorare. Questa sconfitta fa male, meglio che sia arrivata adesso, perché ci dà il tempo per migliorare già dalla prossima. Il Gubbio non è piaciuto a nessuno, né ai giocatori né all’allenatore. È anche mia responsabilità. Dispiace per i tifosi, cercheremo di rifarci domenica prossima davanti ai nostri tifosi”.
Il tecnico ha inoltre evidenziato il ritorno in campo di Spina e Cesari, ma ha ribadito la necessità di concedere tempo ai giovani per inserirsi completamente.
“Ci vuole tempo anche per i giovani, il Gubbio di oggi non mi è piaciuto, si deve fare meglio. Mi aspetto già da domenica prossima un riscatto da parte di tutti, a partire da me. Non avevo mai preso tre gol, quest’anno abbiamo iniziato così. Cercheremo di lavorare a testa bassa, sapendo di dover far meglio, sapendo di essere più dinamici”.
Sul mercato, Di Carlo ha invece escluso che la sconfitta possa essere utilizzata per spostare l’attenzione sulle operazioni in entrata.
“Il mercato non c’entra niente, dobbiamo pensare a noi stessi. Abbiamo tanti giovani che devono entrare in questa categoria, quelli più esperti devono alzare il ritmo. A ritmo basso la nostra squadra non ha la qualità giusta per far male all’avversario”.
Infine, il tecnico ha scelto di assumersi pienamente la responsabilità della prestazione, indicando la strada da seguire per il futuro.
“Mi prendo le mie responsabilità, bisogna prenderlo come esempio negativo per poter crescere”.