Una serata di divulgazione scientifica, osservazione astronomica e partecipazione per tutte le età.
È quella organizzata all’Evo Hotel di San Marco di Gubbio, che ha ospitato una nuova Star Party dell’associazione Gubbio Sotto le Stelle, trasformando per alcune ore gli spazi della struttura in un piccolo osservatorio aperto a curiosi, famiglie e appassionati.
Il pomeriggio era iniziato con qualche difficoltà a causa della presenza delle nuvole, che hanno un po' complicato l’osservazione del Sole. Chi ha potuto partecipare ha comunque seguito le spiegazioni degli esperti e osservato la nostra stella attraverso strumenti predisposti per garantire la massima sicurezza.
Dopo cena, con il miglioramento delle condizioni del cielo, è arrivato il momento più atteso: telescopi accesi e sguardi rivolti verso l’alto per un viaggio tra costellazioni, miti, galassie, nebulose e ammassi stellari.
A introdurre la serata è stato il presidente di Gubbio Sotto le Stelle, Alessandro Luconi, che ha salutato gli ospiti e presentato gli animatori dell’incontro.

Tra i protagonisti dell’appuntamento c’era Roberto Astesani, fisico nucleare, che ha messo a disposizione uno speciale telescopio dedicato all’osservazione solare.
Lo strumento ha consentito ai presenti di osservare in sicurezza la morfologia della superficie del Sole, offrendo un’immagine molto diversa da quella percepibile a occhio nudo. Particolarmente coinvolti sono stati i bambini, che hanno seguito con attenzione le spiegazioni dello scienziato e atteso il proprio turno per avvicinarsi all’oculare.
L’osservazione del Sole richiede strumenti specifici e non può essere effettuata direttamente senza adeguate protezioni. Proprio per questo la presenza di un telescopio opportunamente attrezzato ha rappresentato uno dei momenti più interessanti della prima parte della giornata.
Accanto ad Astesani ha partecipato Stefano Tosti, geologo, astrofilo e divulgatore scientifico, che ha accompagnato il pubblico nella lettura del cielo e nella comprensione dei fenomeni osservati.

Con l’arrivo della notte la Star Party è entrata nel vivo. Le spiegazioni di Stefano Tosti hanno guidato i partecipanti tra le principali costellazioni visibili, collegando l’osservazione scientifica ai miti e alle storie che, nei secoli, gli uomini hanno proiettato nel cielo.
L’attenzione si è poi spostata verso lo spazio profondo, con l’osservazione di galassie, nebulose e ammassi stellari.
A questo tipo di osservazione hanno contribuito l’astrofotografo Federico Pierini e Giampiero e Lorenzo Lilli, padre e figlio, entrambi astrofili, che hanno messo a disposizione un potente telescopio.
La strumentazione ha permesso di spingersi oltre gli oggetti celesti più facilmente riconoscibili a occhio nudo, mostrando quanto un cielo apparentemente buio sia in realtà ricco di strutture, colori e profondità.
L’astrofotografia rappresenta oggi uno dei settori più affascinanti della divulgazione astronomica perché consente di rendere visibili dettagli che l’occhio umano, soprattutto in condizioni non ideali, difficilmente riesce a percepire.
Poco prima della mezzanotte è arrivato uno dei momenti più emozionanti della serata: Saturno è entrato nel campo dei telescopi.

Il pianeta con i suoi anelli continua a essere uno degli oggetti celesti capaci di suscitare il maggiore stupore, soprattutto in chi lo osserva per la prima volta direttamente attraverso uno strumento astronomico.
«Saturno ha regalato quello stupore che riesce sempre a suscitare», hanno raccontato gli organizzatori.
È proprio il passaggio dall’immagine vista sui libri o sugli schermi alla visione reale attraverso un telescopio a rendere questo tipo di esperienza particolarmente coinvolgente. Per molti bambini presenti, vedere Saturno con i propri occhi ha rappresentato probabilmente il momento destinato a rimanere più a lungo nella memoria.
Gli organizzatori hanno sottolineato soprattutto la partecipazione dei più giovani. Numerosi bambini e ragazzi sono rimasti per ore accanto agli strumenti, facendo domande, seguendo le spiegazioni e aspettando pazientemente il proprio turno.
«La cosa che ci ha fatto più piacere è stata vedere tanti bambini e ragazzi rimanere con noi per ore, fare domande, aspettare il proprio turno all’oculare e andare via con gli occhi pieni di meraviglia», ha sottolineato il presidente Luconi.

È uno degli aspetti che meglio sintetizzano il senso della divulgazione astronomica: non soltanto mostrare oggetti lontanissimi, ma accendere curiosità e domande.
L’astronomia possiede infatti una capacità particolare di avvicinare il pubblico alla scienza. Partendo dallo stupore per un pianeta, una nebulosa o una macchia solare, si arriva naturalmente a parlare di fisica, geologia, distanze cosmiche, formazione delle stelle ed evoluzione dell’Universo.
La serata si è svolta su invito dell’Evo Hotel di San Marco di Gubbio, che ha ospitato l’associazione e i suoi strumenti.
L’incontro ha dimostrato come anche una struttura ricettiva possa diventare luogo di divulgazione e cultura, integrando l’offerta turistica con iniziative capaci di valorizzare il territorio e il cielo notturno.

Per Gubbio Sotto le Stelle si è trattato di un altro appuntamento costruito grazie alla disponibilità dei soci, che hanno messo a disposizione gratuitamente tempo, competenze e telescopi.
«Ci vediamo al prossimo appuntamento, perché là fuori ci sono ancora tante meraviglie da scoprire insieme», è il messaggio conclusivo dell’associazione.
Una frase che riassume perfettamente lo spirito della serata: guardare il cielo per imparare, ma soprattutto per continuare a meravigliarsi.