03 Jan, 2026 - 12:05

Gubbio romana riemerge dal sottosuolo. Quattro milioni dal Ministro Giuli

Gubbio romana riemerge dal sottosuolo. Quattro milioni dal Ministro Giuli

Un finanziamento imponente, una visione culturale chiara e una prospettiva che potrebbe riscrivere la storia urbana di Gubbio. Il Ministero della Cultura, con l’interessamento diretto del ministro Alessandro Giuli, ha destinato quattro milioni di euro alla città per una nuova e ambiziosa campagna di scavi archeologici nell’area del Teatro Romano, con particolare attenzione alla vasta zona verde retrostante il monumento.

Un intervento che segna una svolta decisiva nel percorso di valorizzazione dell’archeologia eugubina e che promette di riportare alla luce strutture di straordinaria importanza, a partire da un quadriportico monumentale individuato grazie a sofisticate indagini geofisiche.

Il quadriportico e l’ipotesi delle Tavole Eugubine

Le prospezioni condotte negli ultimi anni hanno evidenziato la presenza di una grande costruzione rettangolare alle spalle del teatro, compatibile con un quadriportico di età romana. Una struttura che, secondo gli studiosi, potrebbe aver avuto una funzione pubblica di primo piano e che, con molta probabilità, avrebbe custodito le Tavole Eugubine, il più importante documento epigrafico dell’Italia preromana.

Un’ipotesi affascinante, che rafforza il legame profondo tra la Gubbio umbra e quella romana, e che apre scenari di enorme interesse storico e scientifico.

Le indagini pubblicate su Archeo

Gli studi che hanno portato a questi risultati sono stati condotti da Ilaria Venanzoni, direttrice del Teatro Romano e dell’Antiquarium, e dall’archeologa Laura Cerri. Le ricerche sono state pubblicate sul prestigioso mensile di settore Archeo e successivamente rilanciate nel luglio scorso in occasione della Festa delle Tavole Eugubine.

Le indagini erano state rese possibili grazie a un precedente finanziamento del Ministero della Cultura – Direzione generale Musei – per il triennio 2022-2024, che ha consentito l’impiego di tecnologie avanzate come la magnetometria e il georadar.

Una città romana vasta e strutturata

I dati emersi dalle prospezioni geofisiche restituiscono l’immagine di una città romana estesa, ordinata e densamente costruita, con un impianto urbanistico di tipo ortogonale, caratterizzato da isolati rettangolari di circa 70 per 35 metri. Un tessuto urbano fitto, soprattutto nel settore a sud del teatro, che nulla aveva da invidiare alla Gubbio medievale.

Anzi, secondo gli studiosi, la città romana potrebbe essere stata più estesa di quella sviluppatasi nei secoli successivi.

Teatro, anfiteatro e una grande comunità

A rafforzare questa ipotesi contribuiscono le dimensioni delle strutture monumentali. Il Teatro Romano, con una capienza stimata di circa 6.000 posti, suggerisce una comunità numerosa e culturalmente vivace. A questo si aggiunge la presenza di un anfiteatro di grandi dimensioni, individuato nell’area adiacente all’attuale quartiere di San Martino e  grandi impianti termali.

Elementi che portano gli archeologi a ipotizzare una Gubbio romana abitata da fino a 30.000 persone, un centro di primaria importanza nel quadro dell’Italia centrale. Infatti Gubbio era una città che godeva dello status di Municipium che veniva concesso agli alleati più stretti Roma. Infatti Cicerone nel Pro Balbo (31) riferisce: «Iguvinis cum populo Romano foedus est sanctissimum atque antiquissimum». Per gli eugubini vi è un'alleanza santissima e antichissima con il popolo Romano.

Il ruolo del ministro Giuli

Il finanziamento da quattro milioni di euro porta la firma politica di Alessandro Giuli, ministro della Cultura e noto appassionato di archeologia romana. Un interesse che si è tradotto in un investimento concreto, destinato non solo allo scavo, ma anche alla futura valorizzazione dei ritrovamenti.

Un segnale forte di attenzione verso Gubbio e verso un patrimonio che, per decenni, è rimasto in gran parte sepolto.

L’avvio degli scavi

A confermare l’imminente avvio dei lavori è stato il sindaco Vittorio Fiorucci, che ha annunciato come le operazioni partiranno in tempi brevi, proprio dalla zona retrostante il teatro. “Si tratta di un intervento senza precedenti per estensione e metodologia”, è stato sottolineato, con l’obiettivo di riportare alla luce e rendere fruibili strutture di straordinario valore.

Una sfida culturale e urbana

Quella che si apre ora non è soltanto una campagna di scavo, ma una sfida culturale e urbana: integrare l’archeologia nel tessuto vivo della città, costruire un percorso di conoscenza e attrattività turistica, e restituire ai cittadini la consapevolezza di vivere sopra una delle più importanti città romane dell’Umbria.

Gubbio si prepara così a riscoprire le proprie radici più profonde, con la certezza che sotto il verde della Guastuglia e le pietre del teatro si nasconda ancora una storia tutta da raccontare. Quindi non solo città medievale ma antica e illustre città romana.

 

(Foto aeree da Archeo)

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Mario Farneti
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