Il Parco archeologico del Teatro romano di Gubbio si prepara a una fase significativa di lavori di riqualificazione strutturale.
A partire da domani 2 marzo prenderà avvio un intervento che interesserà l’area monumentale fino al 10 maggio 2026, con una chiusura parziale necessaria per consentire l’esecuzione delle opere in sicurezza.
Il progetto rientra nella fase conclusiva degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e punta al miglioramento complessivo della fruizione del sito archeologico, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico eugubino.
Durante il periodo dei lavori l’area del Teatro romano non sarà accessibile al pubblico, mentre resteranno aperti l’Antiquarium e gli scavi della Guastuglia, visitabili con un biglietto agevolato al costo di 2 euro, ferme restando le gratuità previste dalla normativa vigente.

L’operazione riguarda in particolare l’adeguamento e il potenziamento delle strutture esistenti, con interventi mirati all’eliminazione delle barriere architettoniche e al miglioramento della sicurezza dei percorsi interni. L’obiettivo è rendere l’area archeologica più funzionale e meglio organizzata, nel rispetto del contesto storico e monumentale.
Il Teatro romano, costruito nel I secolo a.C. e tra i meglio conservati dell’Italia centrale, rappresenta uno dei principali attrattori culturali della città. Proprio per questo, i lavori sono stati programmati in modo da contenere al massimo i tempi di chiusura e garantire una riapertura completa in tempi certi.
L’intervento si inserisce nella strategia più ampia dei Musei nazionali dell’Umbria, volta a rinnovare e valorizzare i principali siti archeologici della regione attraverso investimenti mirati.
Il direttore Costantino D’Orazio ha evidenziato come il cantiere rappresenti un passaggio fondamentale per restituire al pubblico un luogo della cultura rinnovato e più adeguato agli standard contemporanei. Non si tratta soltanto di manutenzione, ma di un ripensamento complessivo dell’organizzazione degli spazi e dei percorsi, con particolare attenzione alla qualità dell’accoglienza.
La scelta di mantenere aperte alcune aree del complesso, pur in presenza dei lavori, risponde all’esigenza di non interrompere completamente il flusso di visitatori e di salvaguardare la continuità dell’offerta culturale.
Nel periodo interessato dal cantiere resteranno visitabili l’Antiquarium, che custodisce reperti provenienti dagli scavi del Teatro romano e dell’area circostante, e gli scavi della Guastuglia. Si tratta di una soluzione che consente ai visitatori di continuare a conoscere la storia dell’antica Iguvium anche durante la fase di intervento.
Il biglietto ridotto a 2 euro rappresenta una misura pensata per incentivare comunque la presenza turistica e favorire la fruizione culturale in un momento di transizione.

Il Teatro Romano costituisce uno dei cardini dell’offerta culturale di Gubbio, insieme al Palazzo dei Consoli, alla Basilica di Sant’Ubaldo e agli altri monumenti medievali che caratterizzano il centro storico. Ogni anno il sito richiama migliaia di visitatori, attratti dalla possibilità di ammirare una struttura che conserva ancora oggi la cavea, l’orchestra e parte delle gradinate originali.
Il restyling in programma mira a consolidare questa vocazione, rendendo l’area archeologica più ordinata, sicura e funzionale. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di valorizzazione del patrimonio eugubino, in cui la conservazione della memoria storica si affianca alla necessità di adeguare i luoghi culturali agli standard moderni.
I lavori si protrarranno fino al 10 maggio 2026, data entro la quale è prevista la conclusione degli interventi e la riapertura completa dell’area del Teatro romano.
La durata del cantiere è stata calibrata per garantire interventi strutturali accurati, senza compromettere l’integrità del monumento. Le maestranze opereranno nel rispetto delle prescrizioni archeologiche e delle normative di tutela vigenti.
Al termine dell’intervento, il Parco archeologico del Teatro romano di Gubbio si presenterà con percorsi riorganizzati e spazi adeguati alle esigenze contemporanee, rafforzando il proprio ruolo all’interno del circuito culturale umbro.
Il restyling rappresenta dunque un passaggio tecnico e operativo di rilievo per uno dei luoghi più rappresentativi della città. Una fase temporanea di chiusura parziale che punta a restituire a cittadini e visitatori un sito archeologico rinnovato, capace di coniugare tutela del patrimonio e migliore fruibilità.