Si è svolta ieri 7 marzo nella suggestiva ex sala capitolare del Convento francescano di Gubbio la tavola rotonda dedicata alla bandiera di San Francesco, iniziativa che ha riunito istituzioni, artisti e protagonisti della tradizione cittadina attorno a uno dei simboli più rappresentativi dell’identità eugubina.
L’incontro ha visto la partecipazione del sindaco Vittorio Fiorucci, del vescovo Luciano Paolucci Bedini, del presidente degli Sbandieratori di Gubbio Matteo Menichetti, dell’artista Armando Marrocco, autore del progetto grafico della bandiera, della presidente della Fondazione Dario Fo e Franca Rame Mattea Fo e dello storico degli Sbandieratori Marco Marchetti. A moderare la serata è stato il giornalista Rai Mario Prignano, che ha aperto i lavori con un approfondimento sulle fonti agiografiche francescane.
Nel suo intervento introduttivo, Mario Prignano ha proposto una ricostruzione ampia e documentata delle fonti agiografiche relative a San Francesco, richiamando il ruolo centrale che la figura del santo ha avuto nella tradizione spirituale europea e nel legame storico con Gubbio.

Il giornalista ha sottolineato come la figura del poverello di Assisi continui ancora oggi a rappresentare un riferimento universale, capace di parlare al mondo contemporaneo attraverso valori come la pace, la fraternità e la riconciliazione.
Tra gli interventi più significativi della serata quello di Marco Marchetti, storico degli Sbandieratori di Gubbio, che ha proposto una riflessione sul significato culturale delle insegne.
Marchetti ha ricordato come le bandiere non siano semplici oggetti decorativi ma veri e propri strumenti di comunicazione simbolica, capaci di trasmettere messaggi e identità.

«Le bandiere non sono soltanto immagini – ha spiegato – ma parole. Sono segni che raccontano una città, la sua storia e il suo immaginario».
Secondo Marchetti, proprio attraverso questo linguaggio simbolico gli Sbandieratori hanno portato nel mondo l’immagine di Gubbio.
«Con il loro gioco leggero e spettacolare hanno fatto conoscere ovunque la bellezza e la capacità evocativa della nostra città», ha aggiunto.
Il presidente degli Sbandieratori di Gubbio Matteo Menichetti ha invece ricordato come il gruppo non sia soltanto un’associazione legata alle esibizioni spettacolari, ma un vero e proprio soggetto culturale.
«Sin dagli anni Ottanta – ha spiegato – abbiamo cercato di andare oltre il semplice gesto tecnico dello sbandierare, sviluppando un dialogo con il mondo dell’arte e della cultura».

Questo percorso ha portato negli anni alla realizzazione di bandiere e cartelle d’autore, coinvolgendo artisti di rilievo nazionale e internazionale.
Secondo Menichetti la nuova bandiera dedicata a San Francesco rappresenta proprio la sintesi di questo percorso.
«La bandiera non è soltanto un simbolo grafico ma un messaggio. Racconta valori, storia e identità. E per noi rappresenta anche un modo per portare nel mondo il messaggio francescano di pace e di unione».
Il presidente ha inoltre annunciato che la nuova bandiera entrerà ufficialmente nel patrimonio simbolico del gruppo.
«Da ora in avanti accompagnerà tutte le nostre esibizioni, sia a Gubbio sia all’estero».
Grande interesse ha suscitato anche l’intervento dell’artista Armando Marrocco, autore del progetto grafico della bandiera.
Marrocco ha spiegato come il suo lavoro sia nato da una riflessione sui simboli francescani e sul legame tra Gubbio e la figura del santo.

«In ogni sbandieratore – ha osservato – si incontrano passione, disciplina, talento e invenzione. È una forma d’arte che richiede sensibilità e creatività, proprio come il lavoro artistico».
L’artista ha ricordato il lungo rapporto con il territorio umbro, sottolineando come l’arte possa diventare uno strumento capace di rafforzare il legame tra memoria storica e identità contemporanea.
A portare il contributo della Fondazione Dario Fo e Franca Rame è stata la presidente Mattea Fo, che ha ricordato il valore universale della figura di San Francesco.

«San Francesco – ha affermato – è una figura che parla all’umanità intera. La sua storia rappresenta un messaggio di amore per gli uomini e per la natura che continua a essere straordinariamente attuale».
Mattea Fo ha sottolineato come iniziative culturali di questo tipo rappresentino un’occasione importante per mantenere vivo il dialogo tra arte, storia e spiritualità.
Alla tavola rotonda sono intervenuti anche il sindaco Vittorio Fiorucci e il vescovo Luciano Paolucci Bedini, che hanno sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa.
Entrambi hanno evidenziato come la nuova bandiera rappresenti un segno di identità e di memoria storica, capace di unire la tradizione civica della città con il messaggio universale di San Francesco.
La serata si è conclusa con una riflessione condivisa: la bandiera dedicata a San Francesco non rappresenta soltanto un elemento artistico o celebrativo, ma un segno identitario capace di unire tradizione, arte e spiritualità.

Come è stato ricordato più volte durante la tavola rotonda, gli Sbandieratori di Gubbio continuano a essere ambasciatori della città nel mondo, portando con sé un patrimonio di simboli e valori che affondano le radici nella storia medievale e nella cultura francescana.
E proprio attraverso quella bandiera, destinata ad accompagnare le future esibizioni del gruppo, Gubbio continuerà a raccontare la propria storia ben oltre i confini della città.