Il precampionato del Gubbio si chiude con il successo nel triangolare contro Pietralunghese e Pontevecchio, ma le ultime indicazioni lasciano aperti diversi interrogativi in vista dell’inizio della stagione ufficiale. La squadra di Domenico Di Carlo ha conquistato il torneo grazie al 2-0 rifilato alla Pontevecchio, dopo il confronto contro la Pietralunghese.
Foto copertina: Em Growing.
Nella gara più attesa del triangolare, contro la Pietralunghese neopromossa in Serie D, il Gubbio è sceso in campo con il 3-4-1-2. Bagnolini tra i pali, linea difensiva composta da Signorini centrale, Zallu sul centrodestra e Barry sul centrosinistra. Podda ha occupato la fascia destra, mentre Meconi quella opposta. In mezzo al campo spazio a Cardascio e Rosaia, con Baldini alle spalle della coppia offensiva formata da La Mantia e Minta.
Dal punto di vista tattico, la struttura ha confermato la volontà di Di Carlo di utilizzare una difesa a tre. Il problema principale, però, è apparso ancora una volta legato alla qualità e alla velocità del possesso.
Non si tratta di una difficoltà emersa soltanto nelle ultime amichevoli. Il Gubbio si porta dietro questo limite dalla passata stagione, quando sulla panchina rossoblù c’era già Domenico Di Carlo. Anche nel precedente campionato la squadra aveva mostrato una maggiore efficacia nella fase difensiva rispetto alla costruzione del gioco, evidenziando difficoltà nel sviluppare una manovra fluida e continua.
Le gambe sono ancora pesanti, i carichi di lavoro incidono e l’organico non è ancora completo. Tuttavia, il ripetersi di determinati meccanismi rende il dato meritevole di attenzione. La lentezza della circolazione del pallone e la frequenza dei lanci lunghi rappresentano infatti elementi già osservati nella scorsa stagione e riproposti nelle prime uscite estive.
Contro la Pietralunghese, il Gubbio ha inoltre trovato di fronte una formazione capace di giocare con maggiore brillantezza. La squadra di Pietralunga, neopromossa in Serie D, è sembrata in alcuni frangenti più ordinata nella gestione del pallone e più rapida nelle transizioni.
Il Gubbio è apparso invece impacciato soprattutto sotto il profilo mentale, più che da quello strettamente atletico. Le difficoltà nella circolazione hanno finito per rendere prevedibili diverse situazioni offensive, mentre la squadra ha faticato a trovare alternative al gioco diretto.
Di Carlo ha riconosciuto il problema, senza però considerarlo ancora un campanello d’allarme:
“L’importante era fare minutaggio per arrivare in Coppa Italia con qualche minuto in più. Abbiamo lavorato tanto ieri, non deve essere una scusante, bisogna essere più rapidi nella circolazione del gioco. Abbiamo tre attaccanti, giriamo la palla in maniera troppo lenta, dobbiamo migliorare”.
Il tecnico ha poi sottolineato il peso della preparazione:
“La squadra ha giocato, cerca di giocare, si vede che siamo pesanti. Non mi preoccuperei di questo, la cosa importante è che il minutaggio sia stato fatto”.
Il triangolare si è poi chiuso con il 2-0 del Gubbio sulla Pontevecchio. Di Carlo ha dato spazio a diversi giovani, completando così il percorso di avvicinamento alla prima gara ufficiale.
Il successo ha consentito agli eugubini di conquistare il torneo, ma la vera verifica arriverà contro il Pineto in Coppa Italia. Sarà quello il primo appuntamento capace di fornire indicazioni più attendibili sul livello raggiunto dalla squadra.
Anche la situazione degli indisponibili incide sulle valutazioni. Di Carlo ha spiegato le condizioni di alcuni elementi:
“Sia Baroncelli che Pinato potevano giocare ma non abbiamo voluto rischiarli, ci siamo presi un giorno in più. Sono due buoni giocatori. C’è anche Cesari che deve iniziare a lavorare a pieno regime tra uno o due giorni. Carraro, Spina e Fazzi non li recupereremo, stanno iniziando a lavorare un po’ di più, sono un po’ indietro. Settimana prossima aggiungeremo Pinato, Baroncelli e Cesari all’ultimo momento”.
Il recupero di questi giocatori potrebbe quindi modificare sensibilmente le rotazioni a disposizione dell’allenatore.
Resta aperto il mercato. Il Gubbio è alla ricerca di un difensore, di un centrocampista e di un secondo portiere, con Marson attualmente in prova.
Di Carlo ha confermato il confronto quotidiano con la società:
“Anche stamattina eravamo in sede col presidente, abbiamo parlato col direttore, come facciamo ogni due giorni. Bisogna stare attenti e vigili, abbiamo trovato anche soluzioni ma certi giocatori scelgono di andare in qualche altra piazza”.
L’allenatore ha poi aggiunto:
“La volontà c’è anche di prendere un difensore, un centrocampista e un secondo portiere, ora è in prova Marson, prenderemo una decisione. Sull’ipotetico ultimo giocatore, ci servono tre o quattro giocatori, vedremo se sarà in difesa o in attacco”.
Un mercato quindi ancora aperto e destinato a incidere sull’assetto definitivo. Tra i giocatori valutati c’è anche Ferrini, già conosciuto dallo staff:
“Ferrini è in prova con noi anche se lo conosciamo, volevamo vederlo dal vivo, trarremo le conclusioni nel momento giusto”.
Sul piano dello spogliatoio, Di Carlo ha invece evidenziato segnali positivi:
“Lo spogliatoio deve crescere così come in campo, i vecchi hanno accolto i nuovi, non avevamo dubbi, il capitano insieme a Rosaia e La Mantia sono i primi ad accoglierli. Secondo me dobbiamo conoscerci in campo”.
Ed è proprio il campo che fornirà le risposte più importanti. Il Gubbio ha ancora una settimana per aumentare ritmo, velocità di gioco e condizione generale.
Il tecnico ha infatti rimandato ogni giudizio alle partite ufficiali:
“Il Gubbio lo voglio vedere sulle partite ufficiali, lì trarremo le prime conclusioni per capire a che punto siamo”.