I lavori sono sostanzialmente conclusi, le recinzioni stanno per sparire e Piazza 40 Martiri è pronta a tornare pienamente nella vita della città. Il nodo, ormai, non è più il cantiere, ma l’uso corretto di uno spazio che per Gubbio rappresenta molto più di un semplice slargo urbano: è una cerniera tra centro storico, commercio, servizi e quotidianità.
Il dibattito che si è acceso nelle ultime settimane mette di fronte due sensibilità: da una parte la visione della Giunta Fiorucci, che propone una piazza più ordinata, vivibile e con una pedonalità almeno parziale; dall’altra le richieste di residenti e operatori economici, che chiedono soprattutto accessibilità, parcheggi e certezze operative. In mezzo, però, si sta delineando una piattaforma comune sulla quale costruire un progetto definitivo.

La maggioranza che sostiene il sindaco Vittorio Fiorucci ha più volte chiarito di non voler trasformare Piazza 40 Martiri in un “museo a cielo aperto”, ma in uno spazio vissuto, ordinato e attrattivo. L’indirizzo politico emerso è quello di una pedonalizzazione parziale, in particolare nella porzione davanti alle Logge dei Tiratoi, mantenendo transitabile il resto della piazza e introducendo regole chiare per flussi e soste.
“La piazza deve essere delle persone, ma anche funzionare”, è la sintesi che circola negli ambienti di maggioranza. Da qui l’idea di soste temporanee, utili per il carico e scarico e per i servizi, e di una separazione fisica tra area carrabile e area pedonale, così da evitare commistioni caotiche tra auto e pedoni. Non una chiusura totale, dunque, ma una riorganizzazione degli spazi che metta al centro sicurezza, decoro e qualità urbana.
Un altro punto qualificante della proposta della Giunta è la compensazione degli stalli di sosta: la riduzione o riorganizzazione dei parcheggi in piazza dovrebbe essere accompagnata dal potenziamento di aree di sosta vicine, come alcune superfici oggi sottoutilizzate o non pienamente nella disponibilità comunale. L’obiettivo dichiarato è decongestionare senza desertificare.
Se la visione dell’amministrazione guarda all’assetto futuro, i residenti hanno posto l’accento su problemi molto concreti, emersi soprattutto durante la lunga fase di cantiere. La richiesta principale è stata quella di uscire dalla condizione di “area recintata”, vissuta come una sorta di ingabbiamento che ha complicato la vita quotidiana di chi abita nella zona.
“Vogliamo accessi chiari e sicuri, soprattutto per i mezzi di emergenza”, è uno dei messaggi ricorrenti. La gestione degli ingressi e delle uscite, per ambulanze e vigili del fuoco, è considerata un punto non negoziabile, così come la necessità di una comunicazione più trasparente sulle scelte che verranno fatte.
I residenti, in sostanza, non contestano la riqualificazione in sé, ma chiedono che la nuova piazza sia prima di tutto funzionale alla vita quotidiana: spazi leggibili, regole semplici, tempi certi.
Sul fronte degli operatori economici, il tema centrale resta quello dei parcheggi e dell’accessibilità. Per chi lavora in piazza o nelle vie limitrofe, la preoccupazione è chiara: senza una possibilità concreta di arrivare vicino alle attività, il rischio è una perdita di clientela e, nel medio periodo, un indebolimento del tessuto commerciale.
“Prima si garantiscono le infrastrutture di sosta, poi si fanno le scelte più radicali”, è la posizione che emerge con maggiore frequenza. I commercianti non rifiutano in linea di principio una maggiore pedonalità, ma chiedono garanzie operative: spazi per il carico-scarico, soste brevi, percorsi chiari per chi viene da fuori.
In questo senso, la richiesta non è tanto di “più auto in piazza”, quanto di regole intelligenti che tengano insieme attrattività urbana e sopravvivenza economica delle attività.

Nonostante le differenze di accento, il dibattito sta facendo emergere un terreno condiviso. Tutti, Giunta, residenti e operatori, partono da una constatazione: la piazza è pronta. Il grande intervento di riqualificazione ha restituito uno spazio nuovo, ordinato, moderno nella sua impostazione. “Ora non si tratta più di costruire, ma di decidere come vivere questo spazio”.
La piattaforma comune potrebbe fondarsi su alcuni punti chiave:
Pedonalità parziale e modulabile, non ideologica ma funzionale.
Accessi garantiti per residenti, servizi ed emergenze.
Soste brevi e carico-scarico regolamentati per sostenere il commercio.
Compensazione dei parcheggi nelle aree limitrofe.
Separazione chiara tra flussi pedonali e veicolari per sicurezza e decoro.
In altre parole, una piazza né parcheggio indistinto né salotto chiuso, ma uno spazio urbano governato.
La sfida politica e amministrativa ora è questa: trasformare il confronto in una scelta condivisa. La Giunta Fiorucci ha messo sul tavolo una visione che punta su qualità urbana e vivibilità; residenti e operatori hanno portato esigenze concrete di accesso e funzionalità.
“La piazza non deve dividere, ma unire”, è la frase che potrebbe sintetizzare il momento. Piazza 40 Martiri non è più un cantiere: è uno spazio pronto, che chiede solo di essere usato bene. La decisione sull’assetto finale non sarà solo tecnica, ma politica e culturale: dirà che tipo di città Gubbio vuole essere nei prossimi anni.