20 Feb, 2026 - 20:30

Linea Verde Illumina fa tappa a Gubbio: Juri Checi riceve la patente da matto

Linea Verde Illumina fa tappa a Gubbio: Juri Checi riceve la patente da matto

Gubbio pedala sotto i riflettori di Rai 1. La città dei Ceri questa mattina è diventata set televisivo per Linea Verde Illumina, il programma in onda ogni sabato alle 11:25, trasformandosi in un racconto dinamico fatto di sport, tradizione e paesaggio. A guidare la troupe il conduttore Francesco Gasparri, affiancato da una leggenda dello sport azzurro, il “Signore degli Anelli” Yuri Chechi.

La scelta editoriale è chiara: raccontare Gubbio da una prospettiva speciale, quella della bike. Un viaggio lento ma intenso tra vicoli medievali, piazze simbolo e salite iconiche, accompagnati dai ciclisti de La Favolosa Ciclo Storica e da tanti amatori delle due ruote. Un mix perfetto tra sport e identità territoriale, in linea con la mission del format.

Gubbio in bici: dal Teatro Romano alla Basilica di Sant’Ubaldo

Il percorso televisivo è partito dal suggestivo Teatro Romano di Gubbio, uno dei simboli archeologici più importanti dell’Umbria. Da lì la pedalata si è snodata verso Piazza 40 Martiri, crocevia urbano e punto di connessione tra la città moderna e quella medievale.

Tappa obbligata alla celebre Fontana del Bargello, conosciuta anche come “Fontana dei Matti”. Qui Yuri Chechi ha vissuto uno dei momenti più iconici della giornata: il tradizionale rito che culmina con il rilascio della “Patente da Matto Onorario”, consegnata dall’Associazione Maggio Eugubino.

Il rito è noto: tre giri di corsa attorno alla fontana in via dei Consoli, il battesimo con l’acqua della fonte e la certificazione ufficiale, una pergamena in stile medievale rilasciata previo contributo all’associazione. Un gesto goliardico che racconta l’anima imprevedibile e passionale degli eugubini, trasformando un campione olimpico in “matto” onorario della città.

La pedalata è poi proseguita in Piazza Grande, cuore scenografico sospeso tra cielo e pietra, dove la troupe è stata accolta dal sindaco Vittorio Fiorucci. Da lì la salita verso la Basilica di Sant'Ubaldo, luogo identitario e spirituale che custodisce i Ceri e rappresenta l’essenza profonda della comunità.

Dal punto di vista sportivo, la narrazione in bici non è solo una scelta estetica ma un messaggio: Gubbio è palestra a cielo aperto. Le sue pendenze, i suoi tratti in pavé, i panorami che si aprono improvvisi fanno della città una destinazione ideale per il cicloturismo e per l’outdoor sostenibile. “Linea Verde Illumina” valorizza proprio questo: comunità, benessere e qualità della vita, intrecciando il racconto delle leggende sportive con territori capaci di offrire esperienze autentiche.

Yuri Chechi, il Signore degli Anelli tra leggenda e rinascite

La presenza di Yuri Chechi a Gubbio non è casuale. La sua carriera racconta resilienza, talento e capacità di rialzarsi, valori che si sposano con la forza identitaria della città umbra.

I genitori lo chiamarono Jury in onore del cosmonauta sovietico Gagarin. Da bambino, piccolo di statura e magro, non sembra avere il fisico del campione. È la sorella a frequentare la Società Etruria di Prato, e da lì nasce la passione che nel 1976 convince la famiglia a iscriverlo in palestra.

Il talento emerge presto: nel 1977 conquista il primo posto al Campionato Regionale Toscano. Nel 1984 entra nella nazionale juniores e si trasferisce a Varese per allenarsi alla Società Ginnastica Varesina, specializzandosi agli anelli. Nel 1989 svolge il servizio militare nei Vigili del Fuoco, entrando nel gruppo sportivo della Scuola Centrale Antincendio “Giancarlo Brunetti”.

Sotto la guida di Bruno Franceschetti, tra il 1989 e il 1995 vince sei titoli italiani consecutivi, quattro europei e cinque mondiali. Dopo Seoul 1988, arriva il bronzo mondiale del 1989 e il titolo europeo del 1990. Nel 1991, ai Giochi del Mediterraneo, conquista sei ori.

Il 1992 doveva essere l’anno della consacrazione olimpica a Barcellona, ma un mese prima dei Giochi si rompe il tendine d’Achille destro. Una mazzata devastante. Torna però più forte: dal 1993 al 1997 vince cinque titoli mondiali consecutivi agli anelli, impresa mai riuscita prima a un ginnasta. È lì che nasce il soprannome “Signore degli Anelli”, chiaro richiamo al romanzo di Tolkien.

Il capolavoro arriva ad Atlanta 1996: oro olimpico e consacrazione definitiva. Dopo il ritiro nel 1997, tenta il ritorno per Sydney 2000 ma un nuovo infortunio lo ferma. La storia però non finisce. Nel 2003 mantiene una promessa fatta al padre guarito da una malattia e torna ad allenarsi. A 34 anni vola ad Atene 2004 come portabandiera azzurro e conquista un bronzo olimpico tra polemiche e revisioni successive. Un epilogo da leggenda.

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Lorenzo Farneti
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